Buon Ferragosto

L’Associazione Culturale Terremoti di Carta vi augura un Buon Ferragosto e vi annuncia che già dal 31 agosto è possibile iscriversi ai primi laboratori in programma per il mese di ottobre:
– Lettura Consapevole e Scrittura Creativa
– III Edizione Officina Co-Creativa
– Cambridge Project, Dele (Lingua Spegnola), Lis ( Lingua dei Segni) in collaborazione con l’associazione Cidi Messina
Per info scrivete a terremotidicarta@gmail.com

I Terremoti di Carta

La consistenza del bianco

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Recensione a “La consistenza del bianco” di Ornella De  Luca” Onirica Edizioni.

“Un giorno i tuoi occhi saranno molto importanti; tieni  a  mente che ogni esperienza ha un colore nella vita e  quando siamo arrivati ai nostri obiettivi, i colori si  mischiano insieme così velocemente che diventano … Il  bianco; arriverà un giorno in cui sarai immersa nei  colori” .

Cosa voleva dire a Cheryl la strana voce senza volto,  celata nella penombra della stiva del transatlantico  Carpation? E perché non doveva mollare ad un passo dal traguardo che voleva raggiungere?

In fondo lo aveva sempre fatto; si era sempre ribellata a quella “perfezione apparente” del mondo raffinato e snob in cui era vissuta. Si era ribellata in più occasioni al volere della madre, in particolar modo quando la volle dare in sposa a Sir Thomas Campbell, un uomo più grande di lei, ripugnante ma estremamente ricco, che detestavano entrambe dal profondo del cuore. E poi chi avrebbe rinunciato a tutti quegli agi che avevano sempre fatto parte della sua vita per tuffarsi verso l’ignoto?

Solo lei, Cheryl. Si, lei, giovane donna nobile inglese degli ultimi anni dell’ottocento che, per accordi già stipulati, sarebbe appartenuta, ben presto, a quel viscido marito e non avrebbe potuto avere più nessuna idea contraria a quella di lui ma quel che è peggio, non avrebbe potuto fare più niente senza di lui. Sarebbe vissuta per sempre fra partite di polo, thè in giardino e inviti a cena.

Chi….. Cheryl ? No…!!!! No… !!!!! Cheryl apparteneva a quel mondo solo per nascita, ma non per indole.

Lei voleva solcare i mari più tempestosi per andare incontro alla vera vita e soprattutto al vero padre, ai veri affetti senza secondi fini, senza tradimenti.

Ma in quel viaggio verso l’ignoto, ricco di colpi di scena, gestiti con maestria dalla scrittrice, le delusioni e i tradimenti per Cheryl si contrappongono a situazioni di manifestazione di altruismo e vero amore. Ciò è dovuto alla variabilità e alle diverse sfumature del carattere che man mano emergono nelle relazioni con i vari personaggi.

Infatti questi vengono snocciolati, con descrizione attenta e puntuale, a piccole dosi, quasi per fornire al lettore, ad ogni pagina, i pezzi di un puzzle da comporre in modo da avere un quadro completo ben delimitato.

Le descrizioni dei luoghi fanno poi emergere efficacemente profumi, colori, rumori: ambienti ampi e luminosi che si contrappongono ad aree piccole, insalubri, buie e cupe luoghi che possono presentarsi rumorosi o a terribilmente silenziosi.

Gli ambienti vengono svelati agli occhi del lettore da un narratore esperto, che con parole soppesate, mai banali, riesce ad incuriosire e coinvolgere, pagina dopo pagina, con quella capacità dell’autrice di descrivere efficacemente ambienti, storie e personaggi che si intrecciano fra loro in modo equilibrato attraverso piccole pennellate dai colori armonici.

La narrazione, abbondantemente originale e scorrevole porta la consapevolezza di avere fra le mani un romanzo coinvolgente che proietta  in ambienti ed epoche passate, con vicende in parte lontane dal nostro tempo, ma comunque coerenti e verosimilmente reali.

“ La consistenza del bianco” di Ornella De Luca si rivela un romanzo sicuramente interessante nelle sue diverse sfumature e per un finale non scontato.

Si trae la consapevolezza e la necessità di non fermarsi mai alle apparenze di fronte alle persone che si incontrano lungo il cammino della vita, ma di guardare più in là, nelle profondità del cuore, oltre.

Simonetta Buemi

Angela Caccia, il dubbio come momento abarico dell’essere

1Abaricovoer-page-001Recensione a ” Il tocco abarico del dubbio”, di Angela Caccia, Fara Editore, Rimini 2015

Può l’uomo trovarsi in una condizione zero dell’essere? Cosa significa essere ad una condizione zero dell’essere? E’ un momento di passaggio, una possibilità di slancio? o solo una condizione di stasi, peggio ancora di niente?

Chi conosce la poesia di Angela Caccia  conosce già la risposta, eppure non può fare a meno di arrivare fino in fondo alle pagine della sua silloge per completare un percorso sul quale ogni parola ci trascina con la forza della sua personalità. Il lettore sa già che niente è scontato nella sua poesia intima e corposa. Il punto abarico comincia fin dalle prima pagine a mostrarsi come una possibilità, come desiderio di movimento, anche la sosta per una breve riflessione non è mai fine a stessa ma si pone come trampolino di lancio per una nuova esperienza.

La nuova silloge di Angela Caccia ha per titolo “Il tocco abarico del dubbio” e rappresenta un altro passo in avanti di una esperienza poetica che ha la necessità di esprimersi, dirompente e coinvolgente. Se si volesse esprimerla con un’ immagine, sarebbe quella di due mani leggere, calde, allungate verso il lettore con fare accogliente, come a volerlo attrarre verso l’intimità di un percorso interiore, vissuto fin nel profondo del proprio essere. Oppure sarebbero due occhi attenti, curiosi, avidi nel voler assorbire il significato degli eventi che lo circondano. Perché l’intimità dell’autrice non si ferma all’accoglienza dei limiti di una casa, di un paese o di un evento, ma abbraccia tutto e tutti nella misura in cui noi tutti ci ritroviamo a respirare le stesse emozioni, le stesse paure, le stesse gioie e gli stessi dolori quotidiani. Li riconosciamo perché la loro ordinarietà trascende ad evento straordinario, unico e pertanto vissuto intensamente. Ne sentiamo i colori, gli odori e le melodie.

Forse quel momento abarico è  soltanto una sosta, solo per capire, per soppesare il punto da cui ripartire, o forse è la condizione della bella saggezza, quel punto di arrivo ad una fase della vita dove non ci si vuole adagiare, assuefare al già e ormai, ma si vuole sempre ogni giorno ricominciare a vivere, dove il dubbio non è mai conflitto ma scuotimento di fronte alla possibilità della bellezza di un nuovo incontro, “Noi un mare notturno dove il cielo all’improvviso duplica stelle”.

Nancy Antonazzo

“L’amoretiepido” di E. Camaioni

Cos’è l’amoretiepido, scritto tutto unito come suggestionatoci dall’autrice del libro?
E’ l’amore calmo, non pervaso da frequenti stravolgimenti, contenuta passione che affonda la sua solidità in complicità di coppia nascoste, come le radici di un albero ad alto fusto? O piuttosto, di contro, non è che un amore superficiale, quello del non impegno, il puro distillato di radi momenti di intesa, intensi ma sempre contenuti nello spazio e nel tempo, immuni dalla noia che è inevitabilmente connessa alla quotidianità?
La dualità riconducibile al titolo dell’ultimo libro di Eliana Camaioni, pubblicato dalla case editrice Pungitopo, ritorna ancora nel romanzo a partire dalla struttura che alterna la voce in prima persona della principale interprete a quella del narratore esterno, conoscitore dei fatti degli altri protagonisti. Anche i luoghi sono sovrapponibili: c’è la provincia messinese, luminosa nei suoi paesaggi che dalla marina tirrenica risalgono fino ai Nebrodi, dai personaggi genuini e geniali come il barista di una piccola stazione ferroviaria e gli studenti liceali di un paesino, e dall’altro verso c’è la città provinciale borghese, quella dei salotti chiusi e dei circoli di bridge e di canasta.
Prendendo spunto dalla vicenda personale di supplente a Mistretta, la scrittrice messinese imbastisce una storia che ruota intorno alla figura di Rosa, insegnante estrosa e precaria, alla quale viene affidato l’incarico temporaneo di una cattedra in un paese di montagna in prossimità delle feste natalizie, proprio quando la neve copiosa fa scappare dal posto gli insegnanti di ruolo. A Mistretta Rosa incontra il cugino Lapo che le dà ospitalità nella sua casa, dove vive senza la moglie Luisa la quale invece è rimasta ad abitare a Messina. La relazione coniugale tra i due si trascina ormai stanca e senza stimoli e lo stesso Lapo intrattiene, da più di dieci anni, una storia parallela con Loredana, titolare di una palestra nel paese, senza però mai decidersi a risolvere definitivamente le due situazioni.
Anche Rosa vive un momento sentimentale difficile con Carlo, fotografo e tombeur de femme; la sua relazione incespica tra alti e bassi quasi ad accavallare la precarietà professionale con quella intima. E’ in questo momento che si inserisce nella sua vita Mario, fratello di Loredana, segretario del liceo dove Rosa ha avuto assegnato l’incarico.
Basta uno scorcio di vita di questi sei personaggi a costruire la trama del libro che si interseca e si intreccia, con sorprese e colpi di scena, per lasciare poi al lettore un finale aperto. E in questo questo scorcio di vita, la Camaioni dà corpo e voce a una generazione di quarantenni dai rapporti personali complicati, le cui esistenze proseguono “a vista” su un filo fragile e sottile come bava di baco da seta. Uomini e donne di questo tempo, liberi e contemporaneamente incapaci di rendersi assoluti padroni del proprio destino stabilizzando lavoro e affetti. Vivono la loro incertezza e ci convivono, assuefatti alla logica del “qui e ora”, immersi in una società che fin da giovani li plasma nel ruolo di precari, in una lotta interiore combattuta tra l’ebbrezza della possibilità – che è anche opportunità – e la serenità ambita di equilibri consolidati. Rosa e i suoi amici sono uno spaccato di questa generazione di adulti poco cresciuti, leggeri e sofferenti, alla ricerca di risposte che potranno trovare – e ne sono coscienti – solo dentro se stessi.
Senza dubbio una valida prova per l’eclettica autrice che approccia il pubblico dei suoi lettori in maniera spontanea e coinvolgente, generosa al punto da offrirgli il testo per un riuscito esperimento di riscrittura del finale.

G. Di Bella

V edizione Premio di Narrativa, Poesia e Fotografia Terremoti di Carta 2015. I Vincitori.

Saranno premiati questa sera, alle ore 19:00, nella speciale cornice del Circolo del Tennis e della Vela di Messina i vincitori della V Edizione del Premio di Narrativa, Poesia e Fotografia.

In giuria Invito Premiazione 2 nomi di qualità come Eliana Camaioni, scrittrice; Elisabetta Reale, giornalista; Gianluca Buttafarro editore; Giuseppe D’Avella, esperto in comunicazione e i fotografi Alessandro Denaro e Carlotta Bonomo.

Ai vincitori le nostre congratulazioni. A tutti i partecipanti il nostro ringraziamento per aver voluto mettere in gioco il vostro desiderio di scrivere e la vostra capacità creativa. Vi facciamo i nostri migliori auguri.

Vincitori V Edizione Premio Letterario Terremoti di Carta

I Terremoti di Carta

 

Scosse di Maggio

Carissimi Terremoti e amici,
i nostri laboratori si avviano verso la conclusione di un anno pieno di grandi soddisfazioni. Pertanto i due appuntamenti più attesi saranno occasione di riunione e ringraziamento di un percorso ricco e importante.
Il primo di questi momenti conclusivi si terrà il 9 maggio alle ore 11:30 e il 10 maggio 2015 alle ore 18:00, presso l’auditorium dell’Istituto San Giovanni Bosco di Messina con la performance teatrale del laboratorio di teatro. Per il secondo anno consecutivo l’associazione ha organizzato un laboratorio teatrale esclusivamente per i ragazzi dei licei dell’Istituto ed è stato coordinato dalla regia di Francesco Bernava. I ragazzi metteranno in scena “Facciamo la Pace”, un riadattamento libero della commedia di Aristofane, “La Pace”, condita da testi di Shakespeare, Martoglio, Trilussa, Brecht e alcune lettere dei soldati della I Guerra Mondiale.

Il secondo e ormai tradizionale appuntamento è l’Aperitivo di Premiazione della V Edizione del Premio di Narrativa, Poesia e Fotografia Terremoti di Carta, che quest’anno verrà ospitato dal Circolo del Tennis e della Vela di Messina, il 18 Maggio 2015 alle ore 19:00. Ospite straordinario, la cui presenza virtuale è legata al premio speciale della giuria “In memoria di…” è il fotografo Michelangelo Vizzini, i cui scatti più belli  saranno in mostra presso il circolo fin dalla mattina e potranno essere ammirati da tutti.

Il 6 maggio si concludono due laboratori, che hanno dato grande pregio alle attività dell’associazione,  il laboratorio LIS di Lingua dei Segni e il Laboratorio di Giornalismo, che vedrà come ospite straordinaria la giornalista Gisella Cicciò.

Ricordiamo anche gli appuntamenti con la Biblioteca Regionale Universitaria di Messina:  il 13 maggio con il laboratorio di Lettura Consapevole, che avrà per tema il viaggio e il 27 maggio con Il Cortile dei Gentili.

Cominciano anche gli esami finali dei nostri laboratori di lingue straniere, a maggio sarà la volta del DELE, per la certificazione in lingua spagnola. In bocca al lupo a tutti.

Alle prossime scosse

Nancy Antonazzo

Premio in scadenza

v_edizione_premio_narrativa_locandina Scade il 30 aprile il nostro concorso. Avete solo pochi giorni  per inviarci i vostri elaborati. Siamo lieti di comunicarvi che il  Premio Speciale della Giuria di quest’anno “In Memoria di …”  sarà dedicato al grande fotografo messinese Michelangelo  Vizzini. Ringraziamo fin da adesso la famiglia dell’artista per  avere voluto concedere al nostro Premio questo grande onore.

Cosa aspettate a contattarci?

 

Le scosse di Aprile

Cari amici dei Terremoti di Carta,
nell’attesa che la primavera venga finalmente a illuminare anche metereologicamente le nostre giornate, vi segnaliamo gli appuntamenti del mese di aprile che, oltre ai consueti appuntamenti, sarà arricchito di importanti eventi. Iniziamo a elencare questi.

A dare il via al nostro mese culturale, dopo le vacanze pasquali, sarà la scrittrice Mariapia Veladiano che il 10 aprile alle ore 16, presso la libreria Doralice, condurrà il 5°stage di Officina Co-Creativa di quest’anno.

Dal 15 al 18 aprile Terremoti di Carta sarà presente al XII Convegno di Letteratura organizzato nella città di Reggio Calabria dall’associazione “gemella” Pietre di Scarto.

Venerdì 17 aprile, alle ore 18 presso la Feltrinelli Point di Messina, saremo presenti con un reading alla presentazione del libro “L’amore tiepido” della scrittrice messinese Eliana Camaioni.

Infine, il 30 aprile scade il termine della V edizione del nostro Premio letterario. Ricordiamo che quest’anno il Premio aggiunge alle categorie Narrativa e Poesia anche quello per la Fotografia: avete ancora un mese per presentare le vostre opere, ma non aspettate gli ultimi giorni!

Sono quindi confermati gli appuntamenti tradizionali dei laboratori di scrittura creativa nei pomeriggi di lunedì 13, 20 e 27 aprile, e i laboratori di giornalismo che si terranno il 9 e il 23 aprile.

Chiudiamo la carrellata ricordando gli appuntamenti dei Terremoti alla Biblioteca Regionale:
mercoledì 15, alle ore 16, lettura consapevole sul tema “L’amore romantico – Ottocento e dintorni”;
mercoledì 29, alle ore 17, lettura e dibattito al Cortile dei Gentili su “Messina e il mare: un rapporto difficile”.

Nell’augurarvi una Serena Pasqua, vi auguriamo anche … calorose scosse di cultura.

Giusi Di Bella

“Ventuno racconti” di C.Pierangelini

Nei Ventuno racconti (ed. Pungitopo), l’ultimo libro della messinese Cinzia Pierangelini, possiamo trovare tutto il suo mondo e quasi tentare di indovinarne qualche particolare della biografia: l’esperienza di musicista, le letture (tra cui sicuramente Camilleri), l’amore per la Sicilia.
La scrittrice sa raccogliere pezzi di vita altrui, suggestioni letterarie, paure, desideri, sogni, portandoli sulla carta con perizia. Come capita per le raccolte di racconti, si tratta di un libro da gustare con calma, da assaggiare come una scatola di cioccolatini assortiti in cui non sai mai “quello che ti capita”. La “popolazione” che abita il libro è infatti varia e talvolta inattesa: il piromane, l’operaio del cimitero che vive solo per il suo lavoro, la moglie del ginecologo “distratto”.
Anche i toni e il linguaggio variano adattandosi all’argomento e ai personaggi: dal tono colloquiale ad un registro alto e forbito, senza trascurare l’uso del dialetto.
Ogni storia ha un sapore diverso, e più di qualcuna lascia l’amaro in bocca. E’ questo il caso del racconto intitolato “La casa”, in cui si avvicendano le storie degli ospiti di un’abitazione molto particolare, che per un periodo è stata adibita a convento.
Ma è soprattutto nei racconti brevissimi, quelli di poche pagine appena, che la Pierangelini riesce a tratteggiare con delle pennellate veloci i personaggi più memorabili: il marito che porta la moglie allo zoo per una passeggiata, le anziane sorelle che “festeggiano” mestamente il compleanno di una delle due, il piccolo Attilio che si addormenta in classe, la coppia di anziani in crociera che attende il tramonto delle proprie vite.
Giallo, thriller, commedia, la scrittrice sembra essersi voluta cimentare nei più diversi generi, attraverso vari espedienti stilistici e letterari: il dialogo, il soliloquio, il diario.
L’uso frequente della prima persona e del punto di vista interno, fanno sì che l’autrice “reciti” ogni volta una parte diversa,immedesimandosi nelle vite degli altri.
L’impressione, e non è certo un difetto, è quella di una serie di esercizi di stile, poiché, al di là dei toni e dei contenuti, sembra quasi che questi racconti nascano dal desiderio della Pierangelini di sfidare se stessa in ogni piccola storia. Sfida che è stata certamente vinta, poiché il risultato è una serie di piacevoli letture.
(F.Giliberto)

E a chi volesse conoscere l’autrice del libro e sentire qualcosa in più sui suoi racconti, ricordo l’appuntamento di venerdì 20 marzo alle 18.30 presso l’ex chiesa di S.Maria Alemanna.

Scosse di Marzo

Carissimi Terremoti ed amici,

cosa porterà oltre al bel tempo questo nuovo mese? Non abbiamo la sfera magica ma di alcuni eventi importanti possiamo darvi già notizia.

 – 7 Marzo 2015, come già sapete perché ce lo avete chiesto proprio voi avremo il grande ritorno di Stas’ Gawronski. Come avete visto dal programma rimarrà con noi un’intera giornata per uno stage su la meravigliosa arte della Scrittura Creativa, presso la Libreria Doralice di Messina.

Le iscrizioni sono quasi chiuse perché abbiamo raggiunto subito il numero dei 20 iscritti. Affrettatevi per gli ultimi posti a disposizione.

– Appuntamenti alla Biblioteca Regionale insieme a Giusi Di Bella:

  •  11 marzo 2015 per il Laboratorio di Lettura Consapevole,  tema dell’incontro: “Stasera … lettura con il morto!”
  • 25 marzo 2015 per Il Cortile dei Gentili, tema dell’incontro: “Fare pace con il pianeta: una missione impossibile?”

5 e 19 marzo 2015 continuano i nostri Laboratori di Giornalismo con Giusy Gerace  e Fabio Bonasera

– Continuano ogni settimana il laboratorio avanzato di scrittura creativa, i laboratori di inglese per il conseguimento della Certificazione Cambridge e il laboratorio di spagnolo per la certificazione Dele.  Continua anche il laboratorio di teatro classico sviluppato da Francesco Bernava per gli studenti dei Licei dell’Istituto Don Bosco di Messina.

Vi aspettiamo per nuove scosse di cultura

Nancy Antonazzo

Presidente Terremoti di Carta

 

A MESSINA L’ “OFFICINA” DI STAS’ GAWRONSKI

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L’associazione Terremoti di Carta, in collaborazione con il CIDI di Messina, offre un nuovo appuntamento con il critico ed esperto di scrittura creativa Stas’ Gawronski, rispondendo alle numerose richieste dei suoi soci, che ormai conoscono ed apprezzano questa meravigliosa esperienza di condivisione e confronto concreto con l’arte della scrittura.

 

 

Di seguito il programma della giornata che si svolgerà presso la libreria Doralice (Via Consolare Pompea, 429/431, Messina):

Inizio laboratorio ore 10:30

Pausa pranzo ore 13:30 ( buffet offerto dall’associazione)

Ripresa laboratorio ore 15:30

Fine laboratorio ore 18:30

Alla fine della giornata l’associazione CIDI Messina rilascerà un attestato di partecipazione a tutti i docenti che ne faranno richiesta, valido per certificare l’esperienza come Corso di Aggiornamento approvato dal MIUR secondo la normativa vigente.

L’associazione Terremoti di Carta rilascerà un attestato di partecipazione a tutti coloro che ne faranno richiesta.

Costi:
– Il laboratorio è gratuito per coloro che hanno fatto l’iscrizione per l’intero pacchetto di Scrittura Co-creativa e per chi segue il corso settimanale di scrittura creativa organizzato dall’associazione Terremoti di Carta;
– il laboratorio ha un costo di 15 euro per chi partecipa al singolo stage.

Per la partecipazione è necessario prenotare all’indirizzo email terremotidicarta@gmail.com entro il 5 marzo 2015.

Le recensioni di Terremoti di carta: “Gli anni al contrario”di Nadia Terranova

A partire da oggi inauguriamo un nuovo appuntamento con la letteratura che avrà per oggetto una serie di recensioni di romanzi contemporanei. Chiunque fosse interessato ad avere una recensione da parte dell’associazione Terremoti di carta, potrà richiederlo  all’indirizzo terremotidicarta@gmail.com  inviando una copia del romanzo.

La nostra prima protagonista è Nadia Terranova, con il suo “Gli anni al contrario“.

E’ nelle librerie da neppure un mese e già ha suscitato l’interesse e il plauso di moltissimi lettori.  “Gli anni al contrario” (edito da Einaudi), romanzo d’esordio di Nadia Terranova,  racconta la storia di due ragazzi che sognavano di fare la rivoluzione e invece fanno una figlia.

Aurora Silini e Giovanni Santatorre si incontrano all’università negli anni ‘70,  entrambi iscritti in Filosofia frequentano diversi gruppi politici di sinistra. Aurora, ha studiato dalle suore, ricevendo un’educazione repressiva da parte del padre “fascistissimo”. Giovanni, figlio di un avvocato di fede comunista, è cresciuto sotto lo sguardo assente dei genitori forse troppo permissivi.  I due si innamorano e, dopo solo  pochi mesi, si ritrovano ad affrontare una  gravidanza inattesa. Contro ogni aspettativa, entrambe le famiglie reagiscono positivamente alla notizia ed aiutano i ragazzi ad avviare la loro vita insieme.

Aurora, solo apparentemente fragile, si dimostra determinata nel sostenere  il suo nuovo ruolo di madre. Giovanni invece, fin dalle prime pagine, si presenta come un ragazzo insofferente, smanioso di  ribellarsi, di andare contro, di combattere, senza sapere bene “per che cosa” e “contro chi”.  Questo atteggiamento  sfocerà in  un perenne senso di insoddisfazione e di inadeguatezza, di cui faranno le spese tutti i suoi affetti  e in particolar modo la figlia.  L’assenza a singhiozzo del padre segnerà la piccola Mara fin dal primo vagito, ma nonostante ciò Aurora cercherà di salvare la sua famiglia o almeno il legame tra la bambina e il padre.

La scrittrice messinese, che vive da anni a Roma, ha deciso di ambientare il romanzo nella città dello Stretto, con la sua Fata Morgana, i colli e il pesce spada, ma che, al di là di questi particolari, potrebbe essere una qualunque delle province italiane di quegli anni. Attraverso la storia dei due ragazzi, la Terranova infatti ci racconta una generazione di  “figli” che avevano  voglia di far sentire la propria voce, di esserci, di lasciare un segno nella Storia, anche a costo di lasciarlo col sangue. E così mentre Aurora e Giovanni  cercano di crescere loro malgrado,  in lontananza si avverte l’eco della Storia di quegli anni: le Brigate rosse, la lotta armata, il sequestro Moro, la morte di Peppino Impastato.

Il romanzo, che ci racconta l’Italia degli anni ’70 e ‘80, è costellato da fughe, allontanamenti, riappacificazioni che la piccola Mara osserverà senza rancore ma amando incondizionatamente quei genitori, diventati grandi senza troppa voglia.

E con gli stessi occhi indulgenti di Mara, la Terranova guarda a quella generazione senza emettere giudizi, usando una scrittura equilibrata, “lieve” ma incisiva, che lascia al lettore la libertà di osservare lo scorrere degli eventi senza essere influenzato dalla voce del narratore. La scrittrice ha deciso di raccontare quegli “anni al contrario”, anni in cui, se è vero che molti hanno sbagliato, alcuni forse lo hanno fatto in buona fede.  E in fondo quei ragazzi non sono poi così diversi dai nostri perché ogni nuova generazione vorrebbe cambiare il mondo, vorrebbe fare la “rivoluzione”, vorrebbe essere migliore della precedente ma alla fine spesso ha soltanto “nuovi problemi, nuove droghe, nuove idee o forse nessuna”.

Col suo romanzo la Terranova riesce a compiere una sorta di “catarsi” alla quale prende parte il lettore che vive le insicurezze di Aurora, le insoddisfazioni di Giovanni, le passioni di tutta una generazione, fino a liberarsi dal peso della Storia, attraverso la “storia degli occhi” rivelata solo nell’epilogo.

Francesca Giliberto

Scosse di febbraio

Carissimi,

il primo mese del 2015 è già volato via ma è stato intenso e pieno di attività tellurico-letterarie.
Quando, a ottobre, abbiamo approvato il programma del 2015 pensavamo ad un febbraio di riposo,  invece le attività telluriche, imprevedibili per loro stessa natura si sono moltiplicate.
Eccovi dunque gli appuntamenti  di febbraio:

E’ partito il nostro Premio e, come avete potuto già vedere quest’anno si è arricchito di una nuova sezione, molto richiesta proprio da voi, la Fotografia. Trovate qui il Bando e la Scheda di Iscrizione della  V Edizione Premio Terremoti di Carta oppure sulla pagina Concorsi di questo sito.

Giovedì 5 febbraio continua il percorso  di Giornalismo arrivato al suo 6° Laboratorio

Venerdì 6 febbraio Baby Lab Storie in gioco. Laboratorio ludico- culturale per bambini dai 6 ai 10 anni. Vi aspettiamo alle ore 17:00 nei locali dello Scala Maggiore Club, Viale della Libertà 1 Messina.

Lunedì 9 febbraio avrà inizio  il Laboratorio avanzato di Scrittura Creativa alle ore 18:30 presso la libreria Doralice di Messina, riservato solo a coloro che hanno già partecipato almeno ad un percorso di laboratori di base di scrittura con l’associazione Terremoti di Carta o con altre realtà associative e scuole di scrittura.  

Mercoledì 11 febbraio doppio appuntamento:
–  le associazioni CIDI Messina, Terremoti di Carta e AAPL “Filippo Forganni”, sono liete di avviare insieme  un nuovo corso di base per la Lingua dei Segni. Il corso si svolgerà in un orario compreso tra le 14:30 e le 16:00 presso la sede dell’ AAPL , Via Centonze 182, Messina;

– alle 16:30 2° Laboratorio di Lettura Consapevole presso la Biblioteca Regionale Universitaria “Giacomo Longo” di Messina. Il tema di questo pomeriggio sarà L’eterno femminino nella letteratura.

Sabato 14 febbraio 2015:  stage di scrittura con Nadia Terranova, “La scrittura creativa per ragazzi” e dialogo sull’esperienza della scrittura de “Gli anni al contrario”, edito da Einaudi. Lo stage si terrà presso la Libreria Doralice ( e non all’Istituto Don Bosco) dalle ore 15:30 alle ore 18:30. 

Ingresso libero per chi ha fatto l’iscrizione per l’intero pacchetto di scrittura creativa e per chi segue il corso settimanale di scrittura creativa organizzato dall’associazione; costo di 10 euro per chi partecipa al singolo stage. 

Mercoledì 25 Febbraio 2° appuntamento con IL CORTILE DEI GENTILI, alle ore 17:00 presso la Biblioteca Regionale Universitaria “Giacomo Longo” di Messina.  Tema di questo mese: Il tempo. Come sprecarlo, come guadagnarlo.

Augurandovi una buona domenica, vi aspettiamo per vivere insieme questo mese e vi diamo appuntamento alle prossime scosse di cultura.

Nancy Antonazzo
Presidente Terremoti di Carta

V EDIZIONE PREMIO DI NARRATIVA, POESIA E FOTOGRAFIA TERREMOTI DI CARTA

Trova il Bando e il Regolamento. Fai un click su  V Edizione Premio Terremoti di Cartav_edizione_premio_narrativa_locandina

3° Officina Co-Creativa

GawronskiDall’articolo di www.normanno.com del 10/01/2015

Per chi non ha mai vissuto l’esperienza della scrittura creativa sarà certo una sorpresa scoprire che ha tanto in comune con il vissuto quotidiano. Che non è un’altra dimensione, distante e artefatta.  E chi ha preso parte all’Officina Co-Creativa, organizzata dall’associazione culturale “Terremoti di Carta”, in collaborazione con il Cidi, ha avuto modo di provarlo. A insegnare come lasciarsi colpire dalle immagini che suscitano le parole è stato un maestro d’eccezione, uno dei massimi esperti di scrittura creativa a livello nazionale: Stas’ Gawronski.

L’autore e conduttore di CultBook de Il Cortile dei Gentili ha tenuto, ieri, all’Istituto “San Giovanni Bosco” un coinvolgente laboratorio. Di ritorno a Messina, dopo il suo intervento nella scorsa edizione delle officine co-creative, Stas’ Gawronski ha ricordato l’importanza del «mettersi in gioco» per entrare in un’esperienza, quella della scrittura, che è fondamentale.

«Non possiamo vivere se non raccontiamo» – ha detto. Ecco perché siamo assetati di storie: per sentirci vivere, per conoscere e conoscerci, per capire». Il racconto emerge così in tutta la sua potenza, come qualcosa di costitutivo nell’esistenza di ciascuno di noi.

Di questo abbiamo parlato direttamente con Stas’ Gawronski.

 

Cos’è la scrittura creativa?

La scrittura creativa è quella disciplina che ti aiuta a scrivere un racconto o una poesia. La grande differenza è quella con la scrittura funzionale che noi utilizziamo per scrivere un articolo di giornale, una relazione per un avvocato, una lettera commerciale; ovvero quella scrittura che serve per comunicare qualcosa di oggettivo. Quando noi scriviamo creativamente, invece, raccontiamo qualche cosa, e così serviamo una parola che viene vissuta a livello soggettivo. In altri termini, il racconto che io leggo come lettore non è identico al racconto che legge un altro lettore, si fa un’esperienza diversa. Attraverso la scrittura creativa offriamo la possibilità di fare un’esperienza unica e personale.

Metodo e creatività possono coesistere?

Non esistono delle tecniche di scrittura creativa. Non esistono delle regole che si applicano razionalmente. Nella scrittura funzionale – per esempio, la stesura di una lettera commerciale o di un articolo di giornale – si può pensare a dei modelli concettuali che vengono applicati a degli schemi. Lo stesso non accade per la scrittura creativa, dove è importante, tuttavia, acquisire un metodo rispetto all’esperienza che si fa. È necessario confrontarsi con un maestro, come in tutte le arti, qualcuno che ti segua e che ti aiuti a poco a poco a metterti in gioco, a scoprire e valorizzare il tuo talento.

A chi sono rivolti i laboratori di scrittura creativa?

La creatività è di ciascuno di noi, il punto sta nel valorizzarla. Tutto questo non è scontato. Ci sono molte paure che ci frenano perché a volte si presentano altri ostacoli, una certa pigrizia, una mancanza di autostima. O più semplicemente, non veniamo educati a utilizzare quello strumento straordinario che è l’immaginazione. In fondo, scrivere un racconto significa vedere ciò che si racconta. E quindi, è necessario che qualcuno ci aiuti a prendere coscienza di questo talento che ciascuno di noi possiede.

Chi sono i lettori italiani e qual è lo stato di salute attuale della lettura in Italia?

Se pensiamo ai romanzi che hanno avuto maggiore successo, in questi anni, non posso dare una risposta confortante. Cinquanta sfumature di grigio e simili, ai vertici delle classifiche, sono racconti mediocri che attirano i lettori perché c’è qualche cosa di pruriginoso, perché c’è un po’ di erotismo. Basta questo? È questa la letteratura? O se vogliamo, questo tipo di scrittura è in grado di farci fare un’esperienza che ci aiuta a vedere meglio il mondo, la vita, gli altri? Direi di no. La classifica non è certo un buon indicatore. Però, è anche vero che, nonostante il numero esiguo dei lettori, c’è un nocciolo duro che è irriducibile. E questo ci fa capire che la parola ha un potenziale che non si esaurisce. Stiamo attraversando un momento di depressione culturale, anche se gli eventi culturali fioriscono in tutt’Italia. Malgrado questo, credo ancora che la parola riesca ad agire potentemente su alcune persone. Continuo a credere molto nell’esistenza stessa della parola e che un certo numero di lettori possa fare la differenza, come un pugno di sale.

Giusy Gerace

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