Un pomeriggio di gennaio di cinque anni fa si riuniva in una libreria di Messina un gruppetto di sconosciuti desiderosi di condividere la comune passione per i libri e per la scrittura. Nasceva così l’Associazione culturale Terremoti di carta, che abbracciando il manifesto di impegni del movimento culturale Bombacarta cominciava a diventare un piccolo ma prezioso faro in una città in cui le iniziative culturali non riservate ad una cerchia ristretta di favoriti si contano davvero sulla punta della dita.
Nei cinque anni di attività dell’associazione, persone di tutte le età, professioni e condizioni sociali hanno vissuto l’esperienza dei laboratori di lettura consapevole e scrittura creativa, le nostre “officine”: sperimentare insieme agli altri la sete di lettura e la propria capacità di scrivere, mettendosi in gioco senza velleità nè confronto agonistico, è stato il collante della loro partecipazione ai corsi.
Nel tempo l’Associazione è cresciuta, si sono organizzati stage, tenuti corsi di formazione per coordinatori dei laboratori, nel 2011 abbiamo partecipato alla Notte della cultura e al 1° Salone del Libro di Messina; nello stesso anno è stato indetto il 1° Concorso letterario dell’Associazione.
Sabato scorso, 14 gennaio 2012, abbiamo voluto festeggiare l’anniversario e festeggiarci.
E così ci siamo dati tutti appuntamento all’Istituto San Giovanni Bosco che attualmente ci ospita per i corsi di formazione; abbiamo ripercorso i nostri passi, con emozione ed un pizzico di orgoglio per quello che è stato fatto, riproponendoci al contempo di guardare al futuro.
Ci siamo anche concessi un regalo: un’antologia dal titolo “Raccolta in…differenziata” in cui è contenuto un estratto delle esperienze di questi cinque anni, dagli scritti dei primi cinque “fondatori” agli esercizi dei laboratori, alle opere vincitrici del 1° Concorso letterario, antologia che mettiamo a disposizione di chiunque si sia fin qui abbastanza incuriosito.
A dare lustro all’evento è stata la partecipazione di Fulvio Mazza, direttore dell’agenzia letteraria Bottega Editoriale, esperto di comunicazione e di editoria: il suo pregevole intervento e il breve dibattito che ne è seguito hanno contribuito, tra l’altro, a chiarire i meccanismi che regolano l’editoria, il rapporto tra lo scrittore, l’agente letterario e la casa editrice.
Concludo questo personale resoconto ringraziando Nancy Antonazzo che con professionalità, impegno e pazienza guida fin dal primo giorno i passi di coloro che si avventurano fra i Terremoti di Carta, sicura di farmi portavoce di tutti miei compagni. All’Associazione auguro nuovi stimoli, nuove idee, nuove esperienze, nuovi traguardi, nel segno distintivo della rispettosa condivisione di quel cibo dell’anima che ci rende nobili a cui diamo il nome di “cultura”.
Giuseppina Di Bella
gennaio 16th,2012
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Oggi l’Associazione Culturale Terremoti di Carta compie 5 anni. Sabato abbiamo celebrato questo momento importante attraverso la presentazione di un’antologia di esercizi e racconti dal titolo “Raccolta..Indifferenziata”.
Oggi è il momento di dire Grazie a tutti coloro che abbiamo incontrato e che ci hanno incontrato a vario titolo mettendo in gioco la loro esperienza di vita e il loro amore per la cultura e per l’arte.
A tutti voi che siete passati per le strade di Terremoti e a tutti vuoi che con noi percorrete queste strade auguriamo che la vostra vita sia sempre generativa e creativa: che non vi stanchiate mai della bellezza del quotidiano come luogo di incontro di persone e idee, che sentiate sempre forte l’esigenza di fare cose nuove e di condividerle con gli altri, consapevoli della ricchezza creativa che c’è in ognuno di noi.
Nuove scosse a tutti
I terremoti
gennaio 16th,2012
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Il 16 gennaio 2007, in una tranquilla libreria al centro della città, si dava inizio alla prima officina di lettura consapevole e scrittura creativa. Sono passati cinque anni e le officine sono cresciute, si sono rinnovate e l’esperienza che ne è scaturita ha avuto come colonne portanti l’incontro e l’ascolto degli atti generativi dell’espressione artistica.
Come in ogni famiglia che si rispetti, imbandiremo una tavola e inviteremo amici vecchi e nuovi a festeggiare con noi. Come ha affermato Antonio Spadaro, fondatore del Movimento Bombacarta, “chiunque entra a far parte di questa esperienza e ne percorre la sua strada per un breve o lungo periodo di tempo, si rende conto che non si tratta di un semplice fare, ma di uno stile, di un essere, di un vivere nella possibilità”.
Era dunque necessario festeggiare questo passo così importante. Lo abbiamo fatto a modo nostro, pubblicando una piccola antologia celebrativa. Il suo titolo è Raccolta In…differenziata, dove sono raccolte alcune delle esperienze narrative e poetiche, vissute all’interno delle nostre Officine, dal 2007 ad oggi. Siete tutti invitati a questa festa:
Vi aspettiamo sabato 14 gennaio 2012 presso l’Istituto San Giovanni Bosco di Messina alle ore 17:00
I terremoti
gennaio 5th,2012
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Carissimi Terremoti,
mercoledì scorso, 28 dicembre l’associazione ha organizzato un incontro dal titolo “Quando Messina non ebbe un domani”, per fare memoria della catastrofe del terremoto del 1908, attraverso una riflessione artistico-letteraria. E’ stato un momento importante e tutti ci siamo sentiti in qualche modo un po’ più responsabili della sorte culturale della nostra città. La parola più importante, emersa durante il laboratorio è stata “ricostruzione”, o meglio il desiderio e la necessità di una ricostruzione.
Ebbene questo è l’augurio più grande che possiamo farci. Per noi terremoti, ricostruire significa diffondere una nuova passione per una città, nobile per nascita, che è stata sempre ricca di arte e di cultura. Ciascuno di noi possa, nel suo “piccolissimo”, dedicarsi a questo fine. Incontrare gli altri, condividere il proprio amore per la letteratura, per l’arte, per tutte le forme di espressione creativa sarà il primo passo.
Lo ha fatto Maria Rosa Biondo, che ci ha voluto donare, alla fine dell’incontro, i suoi versi. Con questi vi auguriamo un anno tutto da creare, costruire, inventare con la grande ricchezza della nostra creatività.
Felici scosse di auguri a tutti!
TIRRIMOTU
TIRRIMOTU! Chi pparola paurusa,
sulu a noiminalla appari già gravusa.
TIRRIMOTU! Senti già u trimulizzu, li scussuna, u scutimentu,
iè la terra che duluranti urla straziata lo so lamentu.
Si voli suggiri, pi cambiari posizioni
E non ci ni nporta ca supra avi li personi.
Iè assurdanti cu dda buci arrocata
Scutulannu ogni cosa, du mari finu alla vallata.
Tuttu fa trimari e fa cadiri,
senza pietà pi nuddu e senza vidiri.
L’omini non hannu chiù valori,
su fummiculi ca restino scacciati comu a preda nta trappola du cacciatori.
Ranni, picciriddi, vecchi, signurineddi,
avvocati, nobili, povirazzi e viddaneddi,
tutti uguali in menzu a ddi ruvini e pa disgrazia sofferenti.
U sannu che oramai sunnu menu di nenti.
E l’occhi ca ristaru, non sanno chiù chi vardari,
se i propri beni nte macerie o i cristiani di salvari.
Non po essiri che tuttu accussì spariu.
Ma chista po esseri a volontà di Diu?
Picchì tanto accanimento pa nostra Missina
Propriu idda ca fu sempre devota a la Madonnina.
- A to matri, sì Signuri beddu
Ca ti purtau nta sta terra bambineddu.-
E o voi sapiri come finiu?
Ca Missinia c’è ancora pirchì risurgiu.
Da li so macerie insanguinati
E di carni e ossa umani mprignati.
Novi piazzi, novi strati e tante novi palazzuni,
Mpuggiati supra i morti che ancora oggi ni fannu trimari u piddizzuni.
Marìa Rosa Biondo
Messina 28 Dicembre 2011
dicembre 31st,2011
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Vi giungano i migliori auguri di buone feste dall’ Associazione Culturale Terremoti Di Carta.
Halleluja
di Floriana Gugliemi
Halleluja,
Ai folli perché sanno sempre quel che fanno, e A chi crede che ci sia aria nel futuro
Halleluja,
Allo stormo che vola anche senza ali, e Al Tempo che passando cresce insieme a noi
Halleluja,
All’amore che sboccia senza ricevere, e Alla neve che non congela le emozioni
Halleluja,
Ai fiori che nascono anche nei precipizi, Alle stagioni, alle maree, al respiro della Terra e ai moti del cuore Ai bimbi, ai sognatori, ai naviganti che corrono ancora appresso alle loro chimere
Halleluja,
A chi non si abbatte mai e a chi ha la forza di combattere per cambiare le proprie sorti
Halleluja,
A chi dorme, a chi travaglia, a chi aspetta il giorno e a chi prega per un ritorno
Halleluja,
Alle stelle, alla luna, alla fresca bruma e alla terra bruna
Halleluja,
Alle strade senza un nome, perché è proprio lì che si incontreranno tutte le strade del mondo, tutti i posti del mondo e tutti volti del mondo
Halleluja,
A chi va, a chi resta, a chi s’appresta, a chi s’affretta e a chi aspetta
Halleluja
a che salpa, a chi attracca e a chi saluta
Halleluja,
ai sogni che si fanno ad occhi aperti, perché saranno la realtà che supera la fantasia
Halleluja,
A quel mondo sconosciuto, là da qualche parte, dove c’è sempre qualcuno che attende e qualcun’altro che è atteso senza saperlo
Halleluja,
Al sole che tramonta; alla notte che avanza, alle stelle che s’accendono, all’alba che albeggia e al sole che sorride
Halleluja,
A tutto ciò che alla fine rimane, perché spogliato d’ogni belletto e d’ogni orpello, si fa importante ed essenziale
Halleluja,
allo spazio che ci circonda che sarà ancor più prezioso se lo riempiamo di preziosità
Halleluja,
alla musica e al coro degli angeli che cantano della vita, dell’amore e della morte con la struggente delicatezza di chi vive in grazia di dio
Halleluja,
agli amici, che come montagne non si muovono da dove stanno e svettano della loro presenza
E Halleluja infine,
agli attori, ai pittori, ai poeti, agli artisti tutti, di ogni genere, che sanno intrecciare le loro anime ai fili invisibili delle ragnatele dipingendo raggi di luna nel firmamento degli astri.
dicembre 24th,2011
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“Domani nella battaglia pensa a me” di Javier Marias.
Marta Tellez muore all’improvviso, una notte, nella sua casa, nel suo letto, tra le braccia di uno sconosciuto, adulterio mai portato a compimento. La sua vita si è fermata e con lei muore ogni cosa che le appartiene, dalla gonna stropicciata che indossa ancora, alla sua memoria. La morte porta via tutto, non solo la fisicità di un corpo.
Lo spazio di tempo in cui Marta è ancora viva e poi è già cosa morta – in metamorfosi – vede solo lui come testimone, l’uomo conosciuto da poco, invitato a cena a riempire una sera e, chissà, forse qualche altra ora nella sua vita. Quest’uomo, Victor, superati i primi momenti di smarrimento, diventa dunque un osservatore discreto delle persone che appartengono al mondo ufficiale di Marta, alla scoperta della vita della donna che conoscerà meglio solo da morta. Si apre così la strada di un racconto intessuto di interiorità, di ricordi, di strade che si intrecciano e si dividono anche all’insaputa degli stessi passanti, ripetute riflessioni sull’originale concetto di cosposi e cogiacenti, parentele anomale che uniscono perfetti sconosciuti, fino all’inaspettata scoperta di un finale che è un gioco di specchi, la morte contagiosa che, quella stessa notte, ha visitato la vita del legittimo ed ignaro sposo di Marta. La colonna sonora di tutto è il rincorrersi di una frase shakespeariana che è una maledizione che gela le notti di un re assassino, parole che sono pietre scolpite di un Grande senza fine.
Bellissimo libro, avvincente, narrazione fluida, stile accattivante con frasi lunghe, parole che si inseguono senza sosta, una dietro l’altra, incalzanti, rotolano lungo una china, ogni verso un respiro profondo e trattenuto.
Che resta? La condizione umana è di vivere nell’inganno, fatto e ricevuto, e non dovrebbe sorprendere la sua realtà; ma allora perchè fa tanto male ed è così difficile da sopportare quando si svela?
E il pensiero che va dritto ai versi di un altro immortale “Cari fratelli dell’altra sponda … amammo in cento l’identica donna …. quando si muore si muore soli…”
Giusi.
dicembre 8th,2011
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di Stefania Melina
Il 12 Novembre l’Associazione Culturale “Terremoti di Carta” ha dato il via al I stage di formazione per i coordinatori di laboratori di scrittura creativa. Il laboratorio darà modo ai partecipanti di conoscere l’arte della scrittura creativa e l’importanza della sua condivisione, un modo efficace è sicuramente quello di far conoscere i romanzi di alcuni scrittori emergenti e della loro esperienza di scrittura. Un incontro con la scrittura, e quindi con gli scrittori. Abbiamo iniziato il nostro percorso con la scrittrice Rosaria Aprea. Donna verace,romana per adozione, anche se nata a Torre del Greco, ci ha presentato il secondo romanzo di una trilogia, “L’angelo Blu. Al di là del tempo solo la notte”.
Esso tratta dell’eterna lotta tra il Bene e il Male. E si sa, quando si combatte per vincere (cioè sempre) si devono mettere in campo le armi migliori, quelle dell’Eterno sono gli Arcangeli, il Bene, che cercheranno di sconfiggere i Neflim, il male. Protagonista è un angelo speciale, Gabriel, frutto dell’amore tra un arcangelo e un’umana. Suo il compito di proteggere la giovane ribelle Niki, inconsapevolmente oggetto del desiderio dei Neflim, di cui Gabriele se ne innamorerà perdutamente. La storia racconta come il destino di una ragazza possa nascondere quello di un’intera umanità. Nell’intervista durante la serata sono emersi molti aspetti importanti, tutto grazie alla disponibilità della scrittrice.
Il romanzo nasce come “sfogo”, una liberazione in un momento difficile, un desiderio di raccontare per uscire da qualcosa di triste. E’ anche una rivincita nel dimostrare agli altri che con la passione si riesce a fare quello che si vuole, in questo caso scrivere. Anche se i protagonisti sono molto spesso persone, il vero filo conduttore del romanzo, e della vita di Rosaria Aprea, è la MUSICA. La potremmo definire la “protagonista” assoluta dell’incontro, la colonna sonora della sua vita. Un’arte per esprimere l’arte, compito del coordinatore di laboratorio è anche quello di saper estrapolare del buono da qualsiasi forma artistica. E’ come se Gabriel e Niki non avessero bisogno di parlare, perché le note su un pentagramma e, magari la voce di Tom Smith esprimono tutto ciò che serve.
Altro filo conduttore è l’amore, o meglio, la consapevolezza di sentirsi amati. Niki da ragazza ribelle comprende che c’è chi la ama per quello che è, solo in quel momento capirà di dover migliorare per se stessa e per chi la apprezza. “Ama sempre chi ti sta vicino, non abbandonarlo mai”, questo è il messaggio di Rosaria Aprea. Lei, che è soprattutto una madre, ha ribadito più volte che se si ama, si comprende, ci si arrabbia, ma l’amore è alla base. Proprio cosi, il suo messaggio è educativo.. e questa volta non per i ragazzi, ma per i genitori. Per evitare di avere troppe Niki ribelli insomma!
“L’angelo blu. Al di là del tempo solo la notte” è stato scritto come un fiume in piena, che prende tutte le emozioni, ma che sa anche controllarsi. Ciò che ha destato maggiormente interesse è il fatto che la scrittrice avesse ben in mente tutti i suoi personaggi, e che, sebbene con fatica, sia riuscita a domarli! Un romanzo giovanile per i giovani, con un linguaggio semplice e diretto, un genere fantastico-gotico..
novembre 27th,2011
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Sabato 3 Dicembre 2011 ore 17:30 presso Istituto San Giovanni Bosco e Domenica 4 dicembre ore 18:30 presso Libreria Doralice:
Presentazione del libro di Loredana Sorrentino, In un giorno come questo, Aletti Editore
“Una passeggiata in una realtà fatta di emozioni. Passo dopo passo si incontrano persone e luoghi narrati con ricercata minuzia. Le appassionate descrizioni e i particolareggiati dettagli conducono facilmente il lettore nel mondo raccontato, facendoglielo rivivere in maniera tangibile. Con delicatezza si entra nell’intimo comune. Un profondo che ognuno di noi solitamente ama nascondere”.
Marianna Loredana Sorrentino nasce in Svizzera quarant’anni fa da emigrati calabresi. Cresce in uno spaccato di vita tipico della gente del sud di quel periodo. Prima in terra straniera poi con i nonni in un paesino dell’entroterra calabro fino al rientro in patria che la fa arrivare a Soverato, dove trascorre tutta la sua adolescenza. Il destino nomade la conduce a Roma all’età di diciannove anni, ma la nostalgia latente del suoi luoghi la riporta nuovamente verso il mare e in una realtà più vivibile e provinciale. Dopo l’esperienza con gli Acciari Brothers e la country music nel 2005 fonda le SLo, con le quali affronta percorsi recitativi e cantati del mondo cantautorale.
Domenica 4 Dicembre ore 10:30:
Carver e Flannery O’Connor: la scrittura incarnata
Il laboratorio con I bambini: giochi di parole e immagini
Il laboratorio con gli adolescenti: dallo sfogo individuale del diario all’apertura e all’osservazione del mondo circostante
Per info: cell 3479102884
email: terremotidicarta@gmail.com
novembre 26th,2011
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Ciao,
ho saputo di questo evento e vi passo informazione.
Buoni incontri e buone letture :*
Venerdi 25 Novembre ore 17,00
presso la Biblioteca del Liceo Classico “Maurolico“
Guglielmo Pispisa (scrittore)
presenta
Placida
di
Eugenio Vitarelli
sarà presente Lora Vitarelli
Sul libro:
Sicilia, estate 1943. Il giovane Simone, sfollato come tanti da Messina bombardata in un casolare di campagna dalle parti di Spadafora, vive un’intensa storia d’amore con Placida, giovane che già «portava vedovanza». Come ebbe a dire Leonardo Sciascia, «La sua estate del ’43 [è] la nostra, quella di ogni siciliano che allora stava tra adolescenza e giovinezza, che scopriva la bellezza di vivere dentro l’orrore della guerra […] vista da un adolescente che, cresciuto sembrava domandarsi, come Fabrizio Del Dongo della battaglia di Waterloo, se veramente aveva assistito ad una guerra».
Sull’autore:
Eugenio Vitarelli (Messina 1927-Pomezia 1994), imprenditore colto, scrittore appassionato di mare, di pesca e profondo conoscitore dei luoghi natali da cui trarrà ispirazione ma che si vedrà costretto a lasciare, esordisce nel mondo letterario nel 1983 con il romanzo Placida (Mondadori 1983), cui faranno seguito, nel 1988, i racconti brevi e le novelle comprese in Acqualadrone (Theoria 1988), Premio Chiavari 1989; Sirene (Theoria 1990); La Chiurma (1992) e La sete (1995 ) entrambi Il Girasole Edizioni. Nel 1999 esce postumo Il segno della violenza (Theoria).
Marilena
novembre 23rd,2011
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…… di bella presenza – di bianco vestita – di mattina – di solito – punto di vista – di bene in meglio – di male in peggio – di rado – di nuovo? – a forza di scherzare – di parte – di spalle – di sotto – di botto – casa di bambola – cento di questi giorni – di sole e d’azzurro – di vento e di fuoco – ha gli occhi di suo padre – amore di mamma!!! – voglia di te – pianto di gioia – morire di noia – in nome di Dio! – di grande respiro – il cielo stellato sopra di me – cioccolata di Modica – di corsa – di già? – di più! – ricevuta di ritorno – dopo di lei – essere di casa – vai di là! – perso di vista – a proposito di … – tremare di paura – di sana e robusta costituzione – d’amore e di guerra – andarci di mezzo – di nascosto – di diritto – di giorno in giorno – persona di cultura – di talento – di mezza età – di poche parole – colpo di mano – segreto di Stato – di chi è? – di tutto un po’ – più di ogni cosa – di norma – di fretta – di moda – di gusto – c’è andato di mezzo – a furia di insistere – di fatto – di cuore – di punto in bianco – ho fatto di tutto ….
son modi di dire!
Giusi.
novembre 21st,2011
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di Andrea Monda
“Tema nuovo: preposizioni.
Dopo ben due anni dedicati ai verbi, le azioni degli uomini (in ossequio al principio della concretezza tanto caro a BC che, secondo la lezione di Flannery O’Connor, avverte la letteratura come la più “incarnata” di tutte le arti), ecco che ora ci spostiamo ad un livello apparentemente inferiore: le preposizioni. Dalle altezze del verbo, cuore del linguaggio umano, scendiamo nel dettaglio di queste minuscole particelle, monosillabiche, che però rivestono grande importanza (chi ha detto che “Dio è nei dettagli”?). Tutte le conosciamo, la filastrocca che ci hanno insegnato da bambino ancora la ricordiamo a memoria: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra, sono loro, queste umili ancelle della frase che ci faranno compagnia per quest’anno fino a giugno rivelando tutta la loro discreta e modesta potenza. Le preposizioni non sono possenti come i verbi, non sono affette da protagonismo come i nomi ma senza di loro cosa combinerebbero nomi e verbi? Sarebbero belli e solenni quanto tristemente incompleti. Introducendo i “complementi” le preposizioni appunto completano, facendo da ponte tra le parole, portano a compimento la promessa insita nel nome e nel verbo. Una piccola particella, un piccolo suono di una sillaba soltanto, ma è quel gancio, quel chiodo che tiene unite le cose; le preposizioni con dignità rispondono alla nobile domanda: “cosa tiene unito il mondo?”. Se i verbi e i nomi sono le grandi assi di legno di quell’Arca di Noè che è il linguaggio umano, questa accogliente nave che salva e accompagna il viaggio dell’umanità nelle onde della storia, le preposizioni (semplici o articolate) sono i piccoli chiodi, gli snodi attraverso i quali si articolano quelle grandi assi altrimenti inutilizzabili. Chi vuole salire a bordo lo faccia, presto, che si parte il 5 novembre!
Quest’anno quindi il nostro lavoro si fa più umile, terra-terra, il nostro sguardo più microscopico, la pazienza certosina e andremo a esplorare e a far esplodere (cos’altro fa BombaCarta?) queste piccole particelle del discorso che sono le preposizioni, consapevoli che questa fatica è lo stesso lavoro del poeta, che è come ha detto di recente un famoso padre gesuita (no, non è Antonio Spadaro): «Poeta è qualcuno che lavorando con pazienza sulla parola la salva, ne salva la dignità»
A conferma dell’umiltà delle preposizioni, la prima, “di”, è già una grande “seconda”: il complemento di specificazione, nella lingua latina (priva di preposizioni) il caso genitivo è il secondo caso, dopo il nominativo.
Il “di” indica specificazione e questo già mi piace, sempre per quel principio di concretezza prima citato: il discorso umano non resta nel vago, ma si specifica, tende a circoscriversi. E mi piace ancora di più il termine latino: il genitivo. Mi sa di “generativo”, di genus, di gens, di sangue. In fondo noi siamo sempre “di” qualcuno, nel senso di “figli di qualcuno”. Non esistono solo i nomi, ma – non siamo supereroi – per fortuna anche i cognomi (che spesso sono preceduti dal “di….”) ad indicare la dimensione sociale e non solitaria dell’essere umano. In fondo il “di” sta a segnalare la dimensione dell’appartenenza che, forse oggi è un po’ in disuso a scapito dell’enfasi data all’identità, ma resta il fatto che quando devo fare una dichiarazione di identità dopo la domanda sul nome la seconda, finalizzata a conoscere le mie “origini”, è, semplicemente: “di”?”
ottobre 31st,2011
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Stages di formazione per I coordinatori di laboratori di
Lettura Consapevole e Scrittura Creativa
presso
Istituto San Giovanni Bosco Messina
Calendario degli incontri
Gli incontri saranno suddivisi in stages, weekend di formazione e incontro con gli scrittori. Si svolgeranno il sabato dalle 17:00 alle 19:00 e la domenica dalle 10:30 alle 12:30.
I partecipanti firmeranno la loro presenza e al termine del percorso verranno loro consegnati degli attestati firmati dal Presidente dell’Associazione e dal Dirigente Scolastico
12-13 novembre 2011
3-4 dicembre 2011
14-15 gennaio 2012
11-12 febbraio 2012 ( Notte della cultura, orario serale)
10-11 marzo 2012
I laboratori saranno aperti ai soci dell’associazione, ai cooperatori, agli educatori e ai docenti del nostro istituto e degli altri istituti scolastici e sarà avviato al raggiungimento di 8 iscritti.
Per info:
Nancy Antonazzo: 347 9102884
email: terremotidicarta@gmail.com
ottobre 23rd,2011
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ottobre 3rd,2011
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Carissimi soci e amici di Terremorti di Carta ci accingiamo a cominciare la programmazione del nuovo anno dell’associazione con una notizia molto importante. La nostra Associazione, come molti di voi sanno, fa parte di una federazione di livello nazionale. La Federazione si chiama Bomba Carta. Il suo presidente e fondatore, il gesuita Padre Antonio Spadaro. è stato promosso direttore della nota rivista cattolica “La Civiltà Cattolica”. Condiviamo questa notizia e facciamo il tifo per lui, sicuri che la sua energia e genialità critico-letteraria possano dare nuova carica a tutta la redazione.
Nancy Antonazzo
settembre 10th,2011
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luglio 21st,2011
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