Ci siamo!

Aggiornamento Curriculum Associazione

Carissimi, se digitate un click sulla pagina CHI SIAMO, potrete trovare l’aggiornamento del curriculum della nostra Associazione, cioè tutti i laboratori e gli eventi che abbiamo portato avanti quest’anno. Concluderemo il 28 Giugno con la premiazione del nostro concorso letterario? Bè vedremo! Intanto si prepara la programmazione per il prossimo anno sociale.
Vi diamo appuntamento alle prossime scosse.
I terremoti

Avviso importante!

Cari amici dei Terremoti di Carta,
abbiamo prorogato di cinque giorni la data utile per la consegna degli elaborati concorrenti al Premio Letterario “Terremoti di Carta” – Edizione 2013.
Avete dunque tempo fino al 30 MAGGIO per completare e presentare i vostri racconti e le vostre poesie sul mare.
Noi ci siamo e voi?

Scosse di Maggio

Carissimi,
Buona Festa del 1° maggio. Terremoti di Carta non si ferma e le nostre iniziative culturali proseguono anche nel mese di maggio. Procediamo con ordine:

- Venerdì 10 maggio 2013 alle ore 18:00 presso L’Istituto San Giovanni Bosco di Messina, Via Brescia 5, presentazione della nuova silloge della poetessa Angela Caccia, dal titolo NEL FRUSCIO FEROCE DEGLI ULIVI
La poetessa è vincitrice dei premi: Piazzetta (Salerno),Siracusa, Feile Filiochta International Poetry Competition 2003 (Dublino), Fiurlini (Olanda), Colapesce 2011, medaglia Presid. Repubblica al premio Insanamente 2012 (Rimini), Convivio 2012 (Giardini Naxos).
La presentazione del libro avverrà alla presenza del Vescovo di Noto Sua Eccellenza Antonio Staglianò.
Alla fine della presentazione seguirà un rinfresco offerto dall’associazione (Vedi allegato)

- Venerdi 24 maggio 2013 alle ore 18:00 presso la Beta Academy, Viale San Martino 262, si concluderà il nostro percorso culturale di quest’anno con una Tavola rotonda dal titolo FAVOLE A TESTA IN GIU’. IL VALORE EDUCATIVO DEL RACCONTO. Rifletteremo sull’importanza del ritorno alla fiaba con l’aiuto di esperti nel campo delle dinamiche relazionali e familiari.

- Sabato 25 Maggio 2013 scade la III Edizione del Premio Letterario Terremoti di Carta. Sono già arrivati i primi componimenti. La giuria è pronta per ricevere e valutare con competenza e serietà i vostri elaborati.

Vi aspettiamo
Alle prossime scosse

Nel fruscio feroce degli ulivi.

L’Associazione Culturale Terremoti di Carta è lieta di invitarvi alla presentazione della nuova silloge della poetessa Angela Caccia, vincitrice dei premi: Piazzetta (Salerno),Siracusa, Feile Filiochta International Poetry Competition 2003 (Dublino), Fiurlini (Olanda), Colapesce 2011, medaglia Presid. Repubblica al premio Insanamente 2012 (Rimini), Convivio 2012 (Giardini Naxos).
La presentazione del libro avverrà alla presenza del Vescovo di Noto Sua Eccellenza Antonio Staglianò.
L’evento avrà luogo venerdì 10 maggio 2013, dalle ore 18.00 alle ore 19.30 presso l’Istituto San Giovanni Bosco, via Brescia n.5, Messina

SCOSSE DI APRILE

Carissimi Terremoti ed amici,

rinnovandovi gli auguri di un meraviglioso periodo primaverile, vi aggiorniamo come ogni mese sulle attività legate all’Associazione.
Prima delle vacanze pasquali si sono conclusi i laboratori di Avviamento alla Lingua dei Segni e di Scrittura Creativa. Stanno per concludersi, invece, i laboratori Habla Lab, PhotoLab e RusLab.

E’ stata avviata la III Edizione del Premio Letterario Terremoti di Carta che, come avete potuto vedere dalle email precedenti, quest’anno si è ampliata per dare spazio e il giusto merito anche ai giovani dai 13 ai 19 anni. Sono già in arrivo i primi elaborati proprio da questa fascia di età.
Aprile non sarà meno impegnativo dei mesi precedenti:

Sabato 13 Aprile, presso la Libreria Doralice alle ore 17:00 si svolgerà il terzo Baby Lab. L’arte in gioco, per tutti i bimbi. Dopo il successo del secondo laboratorio i genitori dei bambini partecipanti ci hanno incoraggiato a non fermarci ma a organizzare dei pomeriggi ludico-culturali.

Da Giov. 18 a Sabato 20 Aprile 10° CONVEGNO NAZIONALE SULLA LETTERATURA, dal titolo Nei Boschi narrativi alla ricerca del Lupo. Ebbene si anche il Convegno Nazionale di quest’anno ha per oggetto proprio l’esperienza narrativa della favola. Pertanto non possiamo mancare. Quest’anno l’associazione è anche uno degli sponsor del Convegno.

Vi aspettiamo
Alle prossime scosse
I Terremoti

Premio Letterario di Narrativa e Poesia – Edizione 2013

 


Scarica il Bando e Scheda di Iscrizione III Edizione Premio Letterario

Il mito interpretato.

Lungo il nostro percorso culturale è il momento dell’incontro tra favole e tradizioni siciliane.
La favola, come la fiaba, ha origini nel mito e nelle leggende; la tradizione della cultura siciliana affonda le sue radici nei miti greci e latini.
Ne parleremo con la scrittrice e poetessa Rosa Gazzara Siciliano ripercorrendo le letture delle sue traduzioni in dialetto siciliano dell’Eneide, dell’Odissea e della Divina Commedia.
Vi aspettiamo giovedì 28 febbraio 2013, alle ore 18.30, presso la Beta Academy – viale San Martino 262 (alle spalle della Cartoleria Prinzi).

Febbraio con i Terremoti

Carissimi,
il mese di febbraio è già cominciato e con esso sono stati riavviati tutti i laboratori. Grande successo ha avuto il laboratorio LIS, lingua dei segni e a grande richiesta sono stati riavviati i laboratori di spagnolo, cinese e fotografia. Abbiamo avviato anche il primo laboratorio di Russo, purtroppo non è ancora partito il laboratorio di arabo a causa di un numero esiguo di partecipanti. Come sempre, infine, abbiamo ripreso le officine di scrittura creativa.

Ma Terremoti di Carta non si ferma. Il prossimo appuntamento sarà dedicato ai bambini e avrà per titolo Baby Lab, l’arte in gioco, la prima della nostre officine dedicate ai più piccoli. Come vedete dalla locandina in allegato ci vedremo sabato 9 febbraio 2013 alle ore 17 presso la libreria “Doralice”, Via Consolare Pompea 429/431.

Riguardo ai nostri eventi culturali, abbiamo deciso di legare il nostro percorso di quest’anno, “Favole a testa in giù” ad uno degli stage sperimentali cominciati nel dicembre scorso, dal titolo “Siciliana Arancio”: Sabato 23 febbraio 2013 alle ore 18:00 presso la Beta Academy, Viale San Martino 262 ( dietro Cartoleria Prinzi ) avremo ospite la nota poetessa messinese Rosa Gazzara Siciliano, la quale condividerà con noi la sua esperienza di traduzione dei poemi epici dell’Eneide e dell’Odissea in dialetto siciliano: parleremo dunque di miti e leggende, antesignani del genere fiabesco e detentori dell’origine del grande patrimonio della nostra cultura.

Vi aspettiamo per imparare con noi l’arte dell’amicizia, vivendo l’amicizia per l’arte
Alle prossime scosse
I terremoti

Nasce a Messina l’Associazione Culturale “La Contea”

L’Associazione Culturale “La Contea” nasce dalla volontà di creare un luogo di incontro e di condivisione tra tutti coloro che vogliono approfondire la cosmogonia e i temi fondamentali dell’opera tolkeniana. I membri di questa nuova associazione sono convinti che incontrare Tolkien significhi entrare in contatto con un’opera letteraria di altissimo valore. Quando poi quest’opera si configura in un sistema di tematiche legate alla storia, alla filosofia, all’antropologia, al convivio tra culture, tradizioni e religioni diverse, attingendo ad un enorme tesoro di mitologie e leggende, è allora che tutti ci scopriamo eredi di un grande patrimonio.
L’associazione ha, pertanto, come obiettivo la ricerca e lo studio di tale eredità e intende perseguirlo attraverso incontri, convegni, conferenze e laboratori di alto spessore culturale.
La presentazione ufficiale dell’Associazione Culturale “La Contea” avverrà Venerdì 1 febbraio alle ore 19:00 presso Libreria Doralice di Messina

Campagna adesioni 2013
Per info conteahobbit@gmail.com

Baby Lab. L’arte in gioco

Il nostro prossimo evento: appuntamento con la fantasia!
Sabato 9 febbraio 2013 Dalle 17.00 alle 18.30 presso la libreria Doralice

Laboratorio Ludico Culturale
Sono invitati tutti i bambini dai 7 ai 10 anni:
- inventiamo una storia
- raccontiamoci una storia
- disegniamo una storia
- giochiamo insieme con le storie
Ingresso 5,00
Partecipazione su prenotazione:
Associazione Culturale Terremoti di Carta
tel. 3479102884
email: terremotidicarta@gmail.com

Saverio Simonelli e I fratelli Grimm‏

Carissimi Terremoti e amici,
vi ricordiamo il nostro incontro con il giornalista professionista e Capo servizio dei programmi culturali di Sat 2000, Saverio Simonelli, che presenterà il suo lavoro di recente pubblicazione Nel paese delle fiabe. L’appuntamento si terrà, venerdì 11 gennaio alle 18.30, nei locali della Beta Academy, in Viale San Martino 262 (alle spalle della cartoleria Prinzi). Il volume di Simonelli è un libro di viaggio simbolico, emozionale, geografico e storico alla riscoperta dei luoghi da cui hanno tratto origine le fiabe dei Grimm. In una mescolanza di storia e fantasia, il giornalista racconta le tradizioni che hanno ispirato i due fratelli e importanti filologi, le evoluzioni e le stratificazioni progressive dei testi che essi hanno consegnato ai lettori, adulti e bambini, di tutto il mondo e di tutti i tempi. Gottinga, Francoforte, Brema, Asfeld o la Foresta nera: questi i luoghi in cui si incontrano storia e mistero regalando all’uniformante modernità un pizzico di incanto.

> Laureato in lingue e letterature straniere moderne, Saverio Simonelli è giornalista professionista, Capo servizio dei programmi culturali di Sat 2000 e Vice e Caporedattore de La Compagnia del Libro, programma di TV 2000. Ha tradotto i racconti di Thomas Mann, la commedia Magic di G.K. Chesterton, rappresentata per la regia di Mario Scaccia durante il festival del teatro Popolare di San Miniato (1995). Ha curato l’antologia di saggi di G.K. Chesterton sul romanzo giallo Svelare il Mistero e ha scritto il volume Tolkien. Il signore della fantasia (Frassinelli) in collaborazione con Andrea Monda, con cui sta lavorando a un volume storico-critico sul genere fantasy.
Vi aspettiamo
I Terremoti

Lo Hobbit. Un viaggio inaspettato che tutti aspettavamo

«Dove eri andato, se non sono indiscreto?» domanda Thorin Scudodiquercia a Gandalf lo stregone e questi gli risponde: «A guardare avanti». «E che cosa ti ha portato indietro all’ultimo minuto?» indaga l’ostinato Re dei nani. «L’aver guardato indietro», replica ambiguo il mago grigio. Con questa bellissima e ambivalente immagine del guardare in avanti per recuperare ciò che sta indietro e del guardare a ritroso per spingersi in avanti (tema che fa da sfondo all’intera storia),  sembra doveroso aprire il sipario sulla recente fatica di Peter Jackson, il regista che ha tradotto in immagini cinematografiche le splendide pagine di Tolkien.

Lo Hobbit, dunque, è finalmente approdato al cinema, tra mille peripezie che hanno coinvolto, non solo il protagonista di questo capitolo delle avventure tolkeniane, ma la stessa produzione del progetto, rallentata e messa a rischio da difficoltà di carattere finanziario e organizzativo. Jackson alla fine ce l’ha fatta, non ha abbandonato l’impresa e dopo circa dieci anni dall’ultimo capitolo de Il Signore degli anelli ritorna nella Terra di Mezzo, trasferendo in video il viaggio inaspettato del mezzuomo Bilbo Baggins e offrendoci così l’opportunità di visionare sul grande schermo l’antefatto che anticipa gli eventi di quel mondo mitologico che, cinefili e appassionati dell’epica tolkeniana, avevano pregustato nella precedente trilogia.

E di trilogia si tratta anche in questo caso. Legata a logiche di mercato e strategie di guadagno o meno, hobbit e nani ci accompagneranno per tre stagioni, così da farci rivivere le atmosfere e le sospensioni che hanno seguito la Compagnia dell’anello. Jackson ha deciso, infatti, di ampliare la trama aggiungendo elementi di altre opere di Tolkien e personaggi (come Frodo) non presenti nella narrazione originale, per creare quei punti di contatto che potessero fare da ponte con il precedente lavoro. Discutibile, perché lo Hobbit in realtà si regge anche da solo e i continui  rimandi utilizzati come espediente per creare un raccordo appaiono spesso superflui, come la comparsa un po’ forzata del giovane Frodo, nelle prime battute del film, che nulla aggiunge all’economia di una storia che anticipa di parecchi anni la vicenda del nipote di Bilbo. La scelta di scomporre in tre parti le avventure contenute in un romanzo più breve, lineare e strutturalmente meno complesso rispetto alla compagine narrativa de Il Signore degli anelli lascia aperta qualche perplessità. Spetterà ai prossimi episodi fugare qualsiasi dubbio o confermare i timori.

Considerata nel suo insieme, la trasposizione cinematografica, fin qui, non ha deluso le aspettative di chi attendeva trepidante l’arrivo nelle sale dell’ultimo lavoro del regista e sceneggiatore neozelandese. E se nella prima trilogia l’elemento teleologico è chiaramente rappresentato dall’intento di sbarazzarsi di qualcosa, piuttosto che di guadagnarlo, in un capovolgimento atipico delle vicende epiche (la Compagnia vuole infatti liberarsi dell’oggetto della contesa: l’anello del potere che corrompe e getta nel caos i popoli), il prequel ha invece il sapore della ricerca e della riconquista di un luogo perduto. Un luogo chiamato casa.

L’incipit cinematografico de Lo Hobbit. Un viaggio inaspettato ci catapulta immediatamente nella Contea, dove un tranquillo e pacifico Bilbo Baggins trascorre i suoi giorni, immerso nella lettura e nella lenta e serena routine quotidiana, almeno fino a quando Gandalf, lo stregone grigio, seguendo il suo intuito prodigioso e la trame misteriose della sua mente non razionale, marchia con un segnale elfico il verde ingresso della sua dimora, modificando per sempre il destino del mezzuomo. E così tredici nani, guidati dall’ostinato Thorin Scudodiquercia, piombano nella sua tranquilla monotonia e gli sconvolgono i piani. È questo il momento preciso in cui si concretizza la proposta: un’avventura. Titubante ma allettato, il pantofolaio Bilbo verrà inaspettatamente scaraventato in un viaggio verso le Montagne Nebbiose alla riconquista di Erebor, l’antica dimora dei nani, spodestata e tramutata nell’antro oscuro in cui tiranneggia il feroce drago Smaug. Più o meno incurante dei rischi, «Se tornerai, non sarai più lo stesso» ammonisce Gandalf, il pacato hobbit decide di buttarsi a capofitto, di lasciare il noto per l’ignoto, di abbandonare il suo porto sicuro per espandere e ampliare il proprio orizzonte. Deciso al cambiamento, la natura curiosa prevarrà sulla quiete accogliente, non senza rinnegare la nostalgia di casa che ogni tanto lo attanaglia.

E lungo il cammino impervio dei prodi cavalieri (13 nani, un hobbit e un mago più umanizzato e simpaticamente malizioso e ammiccante rispetto a Il signore degli anelli), ritroviamo alcuni volti noti (Galadriel, Elrond, Gollum) e personaggi peculiari come l’incredibile Radagast, il mago sui generis, che dimentico dei propri simili vive in completa simbiosi, in un’antica comunione, con la natura. La prima puntata della saga si è comunque rivelata all’altezza, nonostante alcuni momenti che forse incrinano lievemente la credibilità della storia, punti deboli nell’interpretazione Jacksoniana degli eventi, che vedono i nani e il piccolo hobbit superare, senza ripercussioni, oscillazioni e impatti frontali con giganti di pietra e orchi, rappresentazioni che poco si sposano con le caratteristiche che invece rendono speciali e affascinanti questi piccoli testardi, coraggiosi, simpatici e temerari compagni d’avventura. È pur vero che si tratta di un fantasy e forse per questo potremo perdonare a Jackson, che non disdegna qualche piccola esagerazione stilistica, le licenze interpretative sulla resistenza fisica dei personaggi, come già accaduto per Il Signore degli anelli.

Azzeccata appare invece la scelta di accentuare l’ironia che li caratterizza, senza tuttavia banalizzarli e farli apparire meno “eroici”. La forza del film risiede proprio in questa allegra e cocciuta combriccola che, nonostante orchi, mannari, troll e altri personaggi grotteschi e letali, è in grado di fare sul serio senza prendersi troppo sul serio. Mettendo a confronto i personaggi principali delle due diverse operazioni di trasposizione cinematografica delle cronache di Tolkien, infatti, ci accorgiamo subito che non abbiamo a che fare con dei veri e propri guerrieri, nel senso dello stereotipo a cui le saghe ci hanno abituato; ciò che li spinge più di ogni altra cosa è la motivazione, quella motivazione che rende grande ed eroica anche la più piccola e insignificante delle creature. Non mancano i colpi di scena e quelli di fortuna che fanno trattenere il fiato, ma la semplicità umana del legame fra creature che tentano l’intentato, senza perdere di vista l’attimo che contraddistingue l’esistenza, ha reso questi piacevoli personaggi più umani e coraggiosi dei classici eroi con tutte le carte in regola, quelli avvezzi alle battaglie e agli scontri frontali.

La scena più significativa del film resta il faccia a faccia tra Bilbo e Gollum. A suon di indovinelli, in uno scambio brillante e di alto livello narrativo, due creature si affrontano su un campo di battaglia verbale: da questo incontro lo hobbit ne uscirà mutato, non solo perché si impadronirà dell’anello, ma per la profonda consapevolezza sul valore fondamentale della vita, già profetizzata dalla stregone, che si farà strada nella sua coscienza. Non ci resta che pazientare altri dodici mesi per scoprire, anche per chi la storia la conosce già, come si svilupperà il prossimo episodio riadattato per il cinema.

Giusy Gerace

Terremoti di Natale

I terremoti di Carta offrono, a modo loro, un augurio di serenità a tutti. Se la poesia è uno dei doni più belli che si possa ricevere, sotto il nostro albero quest’anno c’è una grande eredità.
Onoriamo Pascoli, di cui quest’anno si celebra il centenario della morte ( 6 aprile 2012), il quale visse nella nostra città, ne gustò le tradizioni, ne respirò i profumi nè senti i suoni come questi:

Le ciaramelle di Giovanni Pascoli

Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne,
ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne.

Sono venute dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata ne’ suoi tuguri
tutta la buona povera gente.

Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave:
sanno quei lumi d’ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.

Le pie lucerne brillano intorno,
là nella casa, qua su la siepe:
sembra la terra, prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.

Nel cielo azzurro tutte le stelle
paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa;

suono di chiesa, suono di chiostro,
suono di casa, suono di culla,
suono di mamma, suono del nostro
dolce e passato pianger di nulla.

O ciaramelle degli anni primi,
d’avanti il giorno, d’avanti il vero,
or che le stelle son là sublimi,
conscie del nostro breve mistero;

che non ancora si pensa al pane,
che non ancora s’accende il fuoco;
prima del grido delle campane
fateci dunque piangere un poco.

Non più di nulla, sì di qualcosa,
di tante cose! Ma il cuor lo vuole,
quel pianto grande che poi riposa,
quel gran dolore che poi non duole:

sopra le nuove pene sue vere
vuol quei singulti senza ragione:
sul suo martòro, sul suo piacere,
vuol quelle antiche lagrime buone!

Maratona ‘Lo Hobbit’ – I Vincitori (e non solo)

Arrivano freddo e vento a Messina e, insieme ad essi, un nuovo appuntamento con la nostra associazione, per continuare questo viaggio attraverso mondi fantastici e splendenti, ricchi di personaggi sconosciuti alla nostra parte razionale, ma spesso presenti nel fantasioso universo che si trova dentro di noi.

E i nostri Terremoti non ci hanno deluso neanche questa volta, organizzando, il primo giorno di Dicembre, la maratona Lo Hobbit, in onore del film che uscirà a breve nelle sale: l’ennesima occasione ben riuscita, in cui è stato letto tutto il romanzo, per coinvolgere giovani e anziani, appassionati o meno di quella ‘Terra di Mezzo’.

Alle dieci e trenta iniziano la lettura e la maratona: chi resterà ad ascoltare di più quelle parole e quella storia, chi oserà immergersi completamente fino a ‘vedere’ intorno a sé Bilbo, Smog, Gandalf e tutti altri? E ancora, chi sfiderà se stesso e le sue paure, prestando la propria voce per intellegēre, come avrebbero detto i Latini, per leggere dentro e andare oltre le semplici parole stampate su un semplicissimo foglio di carta?

Si finisce intorno alle nove e si sanno immediatamente i nomi dei tre vincitori cui sarà destinato il ‘biglietto premio’ per la visione del film e segue un altro momento di condivisione offerto dall’associazione, un piccolo buffet.

Al primo posto si classifica un giovanissimo, Andrea Borgia, della scuola superiore di I grado, rimasto lì fin dalla mattina, che, in quanto primo, ottiene anche un’edizione speciale del libro.

Al secondo posto, invece, giunge un altro ragazzo, Antonino Ficarra, più grande, frequentante il liceo, cui invece è stata data anche la cartina dei luoghi citati nel testo.

Ultima classificata è, invece, una signora più grande, madre di uno dei Terremoti, rimasta il più possibile con noi.

Grazie a voi che ci avete ascoltato, non importa per un’ora o un secondo, ma che ci siete stati e ci avete accompagnato in questa maratona.

Grazie a chiunque abbia contribuito nel ‘proclamare’ alcune di quelle pagine, per il grande aiuto che ha offerto e che, forse, ha sentito lui stesso durante la lettura.

Grazie, infine, a chi organizza con fatica e impegno questi momenti, perché significa che è riuscito a conservare dentro di sé il bambino di un tempo.

Cari Terremoti, alla prossima occasione di condivisione, per rifugiarci un po’ nella nostra fantasia e allontanare la forse troppo consueta razionalità.

Marco Riccardo

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