La scossa di novembre

Amici dei Terremoti di Carta, novembre ci vede finalmente protagonisti di un evento che ci ha coinvolti ed impegnati, anche piacevolmente, per diversi mesi, già fin da prima dell’estate.

Siamo lieti di invitarvi al

Convegno “L’Officina di Prometeo”

organizzato in collaborazione con il Cidi di Messina e l’Istituto Teologico “San Tommaso” di Messina.

In occasione del  200° Anniversario della pubblicazione del romanzo FRANKENSTEIN, IL MODERNO PROMETEO, di MARY SHELLEY, offriremo un percorso  multidisciplinare  (umanistico, artistico e scientifico) sul mito di Prometeo e sulle opere da esso influenzate.

Il Convegno si svolgerà nei giorni 16 e 17 novembre 2018 presso l’Istituto Teologico “San Tommaso” (Via del Pozzo 43, Messina).

Destinatari del percorso sono tutti gli appassionati e gli interessati a questa tematica, nonché gli studenti degli istituti di ogni ordine e grado e delle università. L’associazione Terremoti di Carta potrà rilasciare attestato di partecipazione valido come credito formativo per gli studenti delle istituti scolastici e valido anche ai fini dell’orientamento universitario.

La partecipazione è gratuita, ma è gradita la conferma di partecipazione all’indirizzo email terremotidicarta@gmail.com al fine di garantire una migliore accoglienza.

Vi alleghiamo il programma dell’evento con l’indicazione dei relatori che lo animeranno.

Inoltre, potete seguire gli aggiornamenti sulla nostra pagina Facebook e su quella dell’ evento creato appositamente.

Noi vi aspettiamo, il 16 e il 17 p.v., numerosi.

I Terremoti di Carta

Scosse ottobre 2018

Cari terremoti,

ecco a voi le scosse di ottobre:

tornano gli appuntamenti con le nostre officine di Lettura Consapevole e Scrittura Creativa. Mercoledì 17 ottobre dalle ore 18.00 alle ore 19.30 presso Libreria “Doralice” di Messina Nancy Antonazzo, Presidente dell’associazione  coordinerà il primo laboratorio.

Martedì 30 ottobre alle ore 18.00 torna l’appuntamento con Hallowreading, racconti, poesie, stralci di romanzi neri, horror, gotici, a noi cari e che ci i ispirano sempre emozioni e e brividi letterari da condividere insieme.

La partecipazione è gratuita per tutti i soci. I tesseramenti per l’anno sociale 2018-2019 saranno effettuati o rinnovati entro ottobre 2018 al costo di 10,00. La prenotazione è obbligatoria.

Vi aspettiamo

I Terremoti di Carta

Avvio alle attività telluriche 2018-2019

Carissimi,

siamo lieti di avviare questo nuovo anno sociale 2018-2019. L’associazione Terremoti di Carta, prima associazione sul territorio a proporre ufficialmente laboratori di scrittura creativa ha, come obiettivo primario  quello di promuovere esperienze culturali di esercizio e di riflessione sull’espressione artistica e creativa, intendendo contribuire concretamente al percorso di rinnovamento culturale della città di Messina, alla cui storia e tradizione si sente fortemente legata.

 

Ecco il programma, sempre in progress:

– Officine:  I Laboratori di Lettura Consapevole e Scrittura Creativa, cuore pulsante delle attività dell’associazione avranno inizio a ottobre presso la Libreria Doralice. 

– Hallowreading, il nostro tradizionale reading in occasione di Halloween, coordinato da Giusy Gerace

– Officine Co-creative: tornano le officine straordinarie, gli stage per i quali ci avvaliamo di esperti nei generi di scrittura, in particolare:

Officina di scrittura drammaturgica, con Mauro Santopietro, assistente e ricercatore alla cattedra di drammaturgia presso l’Università La Sapienza di Roma e reduce dai successi del Silvan Globe Theatre di Villa Borghese, a Roma, sotto la direzione artistica di Gigi Proietti.

Officina di sceneggiatura, con Mario Falcone, scrittore messinese, famoso per il suo romanzo “L’alba nera” e sceneggiatore per numerose fiction di successo per la Rai.

Officina di scrittura e fumetto, con Lelio Bonaccorso e Marco Rizzo, fumettista il primo, giornalista e scrittore il secondo, la loro collaborazione ha portato alla pubblicazione di “Salvezza”, che ancora riscuote successi e premi per la sua valenza e il suo messaggio di riflessione sociale. 

– Laboratori di Lingua e Cultura Britannica, coordinati da Valerie Woodland, Cambridge trainer&examiner

– Laboratori di Lingua e Cultura Ispanica, coordinati da Sara Castro e Juani Ferrer, Dele examinadores

 Inoltre 16/17 Novembre 2018, presso Istituto Teologico San Tommaso di Messina:

Convegno, “L’Officina di Prometeo, Percorso multidisciplinare sul mito in occasione del 200° Anniversario della pubblicazione di “Frankenstein. Il Nuovo Prometeo” di Mary Shelley. Il programma, che verrà inviato a parte, si avvala del contributo di nomi importanti non solo nel campo umanistico ma anche scientifico ed artistico.

Progetto sorpresa, Terremoti di Carta non si ferma mai e quest’anno ha deciso di impegnarsi maggiormente in campo sociale, sarà una bella sorpresa per tutti noi. Volete saperne di più? Restate con noi!

 

Non ci rimane che darci appuntamento alle prossime scosse

Cordiali Saluti

Nancy Antonazzo 

Presidente Terremoti di Carta

Due sere al Globe, con William!

C’è un strano signore che si aggira per il parco di Villa Borghese. Vuole proprio vedere come se la cavano anche quest’anno. Sono passati quindici anni dalla fondazione del Silvano Toti Globe Theatre di Roma e a dispetto della crisi nel mondo artistico e culturale, questo teatro, passo dopo passo è riuscito a diventare un appuntamento fisso, un luogo di incontro, un punto di riferimento, non solo per i romani ma per tutti gli appassionati di W. Shakespeare. Le varie compagnie e gli allestimenti che si avvicendano durante l’estate non hanno nulla da invidiare a quello che chiameremo l’originale.

Questo strano signore, dunque, non può che esserne orgoglioso, ma non vuole darlo a vedere. Non potrebbe.

Ma ogni anno da 15 anni, dopo aver perlustrato ancora una volta l’edificio a lui tanto caro, aspetta che il pubblico si accomodi, per terra o in galleria. Si siede in mezzo a loro e osserva i sorrisi, ascolta i commenti, indugia sulle espressioni ammirate e poi, anche lui inizia a recitare, parole già conosciute.

Questa sera di metà luglio ha deciso di sedersi accanto a tre signore, gli ricordano tanto le sue allegre comari di Windsor, se non fosse che al momento dell’inizio dello spettacolo la loro bocca si chiude e i loro occhi si fanno attenti. Segue il loro sguardo e …assiste.

Va in scena “Molto rumore per nulla”, la regia è di Loredana Scaramella, tra gli attori spiccano Barbara Moselli, Mauro Santopietro e Maurizio Marchetti.  Le tre comari ne rimangono estasiate.  La fedeltà al testo è interpretata in modo coinvolgente. Sembra che tutti gli spettatori siano invitati al matrimonio, diventino commensali e quindi co-interpreti di tutto l’intreccio di amore, invidia e tentativo di rovinare la festa. La musica, protagonista essa stessa di tutta la commedia, afferma l’ispirazione e l’origine messinese e siciliana del contesto. Si riconosce quella passione che solo la gente del sud sa mettere nell’esprimere ogni sentimento, sia esso di gioia e allegria, così come  di odio e vendetta. L’amore, come sempre visto sotto vari colori si esprime al meglio nelle sue vari fasi della vita, quello adolescenziale e fatto di emozioni di Ero e Claudio e quello disincantato dall’esperienza e dalle delusioni, ma non meno appassionato di Beatrice e Benedetto.

Tutti in scena affermano la propria personalità e per tutto il tempo accolgono e coinvolgono il pubblico tenendolo stretto dalla loro parte di ragione. Pur conoscendo già la trama, tutti tirano un sospiro di sollievo per la felice conclusione.

Le tre donne vanno via estasiate. Le rivedrà una seconda volta a fine estate, stavolta sono due ma hanno lo stesso sguardo vigile e attento a ciò che succede in scena. Gli sembra che si aspettino una conferma di ciò a cui hanno assistito un paio di mesi prima. E non rimarranno certo deluse.

Stavolta va in scena “La bisbetica domata”, stessa regia e stesso allestimento che danno prova di sé in una interpretazione di teatro nel teatro, “play within the play”, straordinaria. Uno degli protagonisti è lo stesso Santopietro e la protagonista è Carlotta Proietti. Eccola la bisbetica da domare, che donerà al suo ruolo un tratto di eleganza. Finalmente! Tutte le “bisbetiche” viste fino ad ora, chi più, chi meno convincenti, non avevano questa caratteristica, eppure Shakespeare non aveva delineato una donna selvaggia, con un femminismo fine a stesso, come l’aggettivo sembrerebbe far credere.  Le due comari hanno davanti una figura di donna indomabile, fiera e incapace di sottomettersi alle convenzioni matrimoniali.

Ma anche Petruccio è un indomabile: Mauro Santopietro ha uno stile  robusto ed elegante, guida e conduce l’intreccio della trama come chi conosce bene il suo obiettivo e sa come raggiungerlo. E’ a suo agio nel suo ruolo, come lo era nel ruolo di Benedetto, self-confident direbbe lo strano signore. I due, infatti, sembrano conoscersi bene. Così fa in modo che  la storia non si riduca ad una banale battaglia tra i sessi, ma alla necessità di una reciprocità. Nel suo tentativo di domare Caterina, Petruccio riconoscerà l’amore per se stesso e per la sua donna. Una delle due comari, commentando il rapporto tra Petruccio e Caterina, ripensa addirittura a Calvino, nel suo celebre “Il barone rampante”, dove dice: “Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così. La commedia si concluderà con il preludio di un nuovo inizio, quello di un matrimonio dove il vero amore coniugale, fatto di complicità e devozione reciproca vincerà sulle effimere convenzioni sociali.

Una nota a parte ma non meno importante meritano l’allestimento e i movimenti di scena delle due commedie: tutti sono protagonisti su quel palco. Anche gli oggetti. Le lenzuola e le corde  nella prima, i tavoli e le sedie nella seconda. Tutto si muove nello stesso momento in cui si muovono gli attori. Lo sforzo fisico e l’impegno in scena diventa una vera coreografia, i salti e gli spostamenti sembrano movimenti di danza . Un lenzuolo può diventare la tovaglia da tavola di un banchetto, una corda può diventare un’altalena, addirittura, uno dei tavoli con delle piccoli luci può diventare un palcoscenico, e il palcoscenico diventa simbolo della vita, sul quale si sale, si fa il proprio numero e poi si scende, passando dalla luce al buio, dove un ubriacone può diventare all’improvviso un ricco signore che osserva la scena da un trono come un dio spettatore delle vicende degli uomini. Le due comari si guardano attorno. Tutti gli spettatori sono coinvolti nella scena e coccolati come lo è quell’ubriacone e ripensano a un’altra caratteristica presente nel teatro di Shakespeare, quella sottile linea di confine tra realtà e sogno.

C’è tutto di Shakespeare nelle due commedie della Scaramella: le fonti, le ispirazioni, l’esperienza della vita e il genio del bardo.  Gli stessi attori sembrano creature shakespeariane.

Le due comari sono sazie e con lo anche lo strano signore. Mentre escono dal teatro commentano entusiaste, mentre lui, un po’ di disparte sembra volerle accompagnare. Una di loro, all’improvviso, si gira per vedere chi le sta seguendo, ma sono già fuori dalla villa. L’altra chiede chi abbia visto  ma la comare non sa rispondere.

Lo strano signore rimane lì a osservarle mentre vanno via. Sa che torneranno e lui le aspetterà.

See you soon, Sir Shakespeare!

( Recensione a cura di Nancy Antonazzo e Monia De Cesare)

Edna O’Brian, “La trilogia delle ragazze di campagna”

E visto che ci ha preso gusto, eccovi una nuova recensione della nostra Laros!

Leggere tre romanzi di fila, senza sosta, in velocità si può. Veloci perché lo stile è tanto scorrevole da poter leggere pagine e pagine senza accorgersene, veloci si è per curiosità, procedi per capire perché un tale di nome Philip Roth abbia definito Edna O’Brien la piu’ grande scrittrice in lingua inglese vivente. E’ una trilogia: “Ragazze di campagna”, “La ragazza dagli occhi verdi”, “Ragazze nella felicità coniugale”.

Il primo libro apre la narrazione , il percorso di due vite e di un’amicizia, sono Baba e Kate le due protagoniste, un po’ come le amiche di Elena Ferrante, ma lo sfondo non è Napoli, loro nascono e crescono nella cattolicissima Irlanda. E’ la storia, il percorso di vita di due donne verso l’emancipazione sociale e sessuale , il tentativo di affrancarsi dalle imposizioni della cultura cattolica , la religione che educa e controlla le menti e dal cui condizionamento cercano di liberarsi , è la storia della fatica compiuta per diventare adulte e di vedere infrangere i propri sogni. I primi due romanzi sono narrati in prima persona da Kate, il terzo da Baba . Il cambio di narratore permette anche un cambio di punto di vista e non solo… La vita delle due donne segue la stessa linea nel percorso esteriore, interiormente le cose vanno diversamente, cosi come nella vita reale ognuno è solo e diverso dalla pelle in giù. Interiorità’ ed esteriorità sembrano non incontrarsi , solo all’ultimo avviene il perfetto incrocio, l’intersezione accade nel nome del dolore. Lo stile è semplicissimo, così semplice da spiazzare in principio, la narrazione subisce un crescendo, il climax si avverte passando da un libro all’altro, come una scalata che diventa sempre piu’ erta, faticosa, pericolosa e la leggerezza è solo apparenza e ti chiedi, perché? Poi pian piano comprendi che tutto è suggerito, quanto è stato volutamente omesso, escluso dalla trama, sussurrato, tutto cio’ può far volare alto un’opera così come si addice ai buoni scrittori che le cose non le dicono, ci devi arrivare tu. L’ultimo libro cambia anche i toni, sembra quasi che la scrittrice compia un cambiamento assieme alle sue protagoniste o chissà, forse sono loro che influenzano la O’Brien, chi può dirlo? La scrittura diventa più schietta, cruda e non solo perché cambia il narratore ma anche perché quando si tirano le somme della vita, fingere non è più possibile nemmeno con le parole: ” perché ci sono cose a questo mondo che non si possono chiedere….ci sono cose a questo mondo a cui non si può rispondere “. Ma che dire di più? si comprende ben presto, dopo l’iniziale “smarrimento”, che ne è valsa la pena. Leggere questi romanzi è ’ semplice, si bevono in un’unica sorsata, ma non fatevi illusioni, il sapore che resta in bocca è ciò che conta, ed è dolcemente agro.

“Tutto è possibile” di E.Strout

Eccovi  il primo consiglio di lettura dell’estate ad opera della nostra nuovissima “terremota” Laros.

Tutto è possibile… è il titolo dell’ultimo romanzo della Strout. Scrittura scarna, lineare, la lingua dei cowboy, essenziale ,che evoca sensazioni senza mai esprimerle apertamente, non “pastosa”, elegante, ricca come quella di una parte della letteratura europea. Personaggi comuni, universali, vite che diventano esempi comuni del vivere . Riconoscersi in ognuno di loro è facile, quando soffrono, quando gioiscono e se non ti riconosci , impari a comprenderli, ad empatizzare con i loro limiti, avvertendoli, seppur non vivendoli. Il romanzo viaggia su un binario parallelo alla narrazione del romanzo precedente “ mi chiamo Lucy Barton”. La struttura è scandita da capitoli- racconti. Ogni singola porzione del romanzo è dedicata a personaggi che hanno ruotato intorno alla vita di Lucy e ogni vita dimostra, anzi fa percepire( perché’ di percezione dobbiamo parlare, di impressioni, di avvertimento) che tutto è possibile. Possibile è trovare un amico che non hai mai avuto in un uomo folle e proprio quando stai per morire, possibile è vedere il bello e la meraviglia della vita nonostante la vita stessa sconvolga ciò che ritenevamo certo e incorruttibile, possibile è conoscersi e amare la propria anima quando scopri che chi ti usa nasconde a se stesso i propri dolori. Sono racconti apparentemente slegati tra loro , polittici racchiusi in un’unica cornice con un filo conduttore incarnato da Lucy Barton, la bellezza la trovi nei tanti “volti” che vivono le loro esistenze apparentemente anonime ma che compongono, nel loro insieme frammentato, un’umanità meravigliosamente vera. Il tempo non è importante, è scandito dall‘attimo, da un singolo sguardo, da una parola. Lo spazio e’ descritto da scorci schizzati qua e là come uno sfondo partecipe dell’umanità che lo anima, è un tratteggiare che è conciso, sommario e che inquadra con flash che fanno luce su ciò che è in ombra ,che scatto dopo scatto ti fa vivere con i personaggi, nelle loro case, al loro fianco, nelle loro vite e perché’ no, ti verrebbe voglia di intervenire nei loro discorsi e dire la tua e raccontare anche un po’ di te e dire anch’io sai…..

 

SCOSSE DI GIUGNO 2018

Cari amici,

le scosse di giugno rappresentano la conclusione dei nostri laboratori e delle iniziative portate avanti durante l’anno sociale. Il 9 giugno coloro che hanno aderito al progetto Cambridge saranno impegnati, come ogni anno negli esami di fine percorso presso la Red Bus School. Ne approfittiamo per ringraziare la coordinatrice dei laboratori, Valerie Woodland che anche quest’anno ha seguito il progetto con grande competenza e professionalità.

Ma il sito non va in vacanza ed è a disposizione delle vostre letture estive. Saremo lieti di accogliere le vostre recensioni e segnalazioni di libri di narrativa, poesia e saggistica. Inviatele all’indirizzo terremotidicarta@gmail.com e saremo lieti di pubblicarli per voi su questo sito.

Alle prossime scosse

I Terremoti di Carta

Scosse di Maggio 2018

Cari Amici,

il mese di maggio è appena iniziato e come ogni anno segna la conclusione delle nostre iniziative:

si concludono i corsi di preparazione agli esami Cambridge e si concludono i nostri laboratori di scrittura.

Inoltre sono due gli appuntamenti ai quali parteciperemo:

  • il 20 maggio 2018 alle ore 18:00 ci ritroveremo alla Libreria Feltrinelli Point di Messina per partecipare all’incontro organizzato dall’Associazione Culturale “La Contea”: ” I regni nascosti. Amicizia e Natura in Miyazaki e Tolkien. Interverranno Giusy Gerace e Francesco Tomasello.
  • il 25 maggio 2018 alle ore 18:00 ci troverete alla Libreria Ciofalo di Messina per il laboratorio dal titolo “Dr Jekyll and Mr Hyde. Officina di Lettura e Ri-scrittura di un classico della letteratura”. Il laboratorio sarà coordinato da Nancy Antonazzo.

Gli incontri sono gratuiti e aperti a tutti. Vi aspettiamo. Alle prossime scosse.

I Terremoti di Carta

Scosse di Aprile 2018

Cari Amici,

l’Associazione Culturale Terremoti di Carta vi augura un felice periodo pasquale. La primavera si è espressa con tutte le contraddizioni e i capricci della sua personalità. Noi la accogliamo e la corteggiamo così com’è perché sappiamo che con sé porta nuova vita e desiderio di incontrarsi e stare insieme sulle ali dei libri: le loro pagine.

Pertanto vi ricordiamo i prossimi appuntamenti e le opportunità di incontro:

Venerdì 6 Aprile e 20 Aprile 2018: i Laboratori di Scrittura Creativa ore 18:30 presso Libreria Doralice

Giovedì 19 Aprile 2018: per i “Booksharing, I Caffè Letterari del Piccolo”, presentazione del libro “Lettere a Maria Occhipinti”, edizioni Arianna, a cura di Fulvia Toscano, direttore artistico  di Naxos Legge e di Nancy Antonazzo, Presidente dell’Associazione Culturale “Terremoti di Carta”,  dalle ore 14:30 alle ore 16:30, presso IIS LS Piccolo- Capo d’Orlando.

Venerdì 20 Aprile e Sabato 21 Aprile 2018: XV Convegno Nazionale Sulla Letteratura, “Letteratura: il varco è qui?”, presso Villetta “Pietro De Nava”, Biblioteca Comunale di Reggio Calabria. Potete visionare la locandina con il programma di seguito:

Alle prossime scosse!

I Terremoti di Carta

Scosse di Marzo

Amici dei Terremoti di Carta,
siamo pronti per vivere le nostre scosse di Marzo, veri e propri scossoni per i quali abbiamo lavorato intensamente nei mesi passati. Sospendiamo le nostre consuete officine per concentrarci su due eventi che interesseranno la nostra città e che ci auguriamo vedano la partecipazione di pubblico che si meritano.
VENERDI’ 9 MARZO dalle ore 16.00 alle ore 19.00, presso l’Istituto Teologico “San Tommaso”, il medico, saggista, scrittore e profondo conoscitore di J. R. R. Tolkien, Paolo Gulisano, introdurrà i partecipanti nel pensiero di due giganti della Letteratura inglese del Novecento con un intervento dal titolo Chesterton e Tolkien: affrontare il Mistero, in cui parlerà dell’arte intesa come indagine del Mistero, come attesa di una risposta al desiderio di Verità che è nel cuore dell’uomo.
L’evento, organizzato dall’associazione culturale “La Contea” in collaborazione con l’Associazione “Cidi” di Messina, è gratuito, ma è necessario comunicare la partecipazione all’indirizzo e-mail conteahobbit@gmail.com. Per i docenti di ogni ordine e grado, l’incontro fa parte di un corso di formazione/aggiornamento certificabile sulla piattaforma S.O.F.I.A., previa iscrizione.

 

 

 

 

 

 

MARTEDI’ 13 MARZO dalle ore 15.00 alle ore 19.00, sempre presso l’Istituto Teologico “San Tommaso”, avremo l’onore e il piacere di ospitare la studiosa russa Tat’jana Kasatkina la quale terrà un’importante Lectio Magistralis dal titolo Il cuore dell’uomo. Ad accompagnarla sarà Elena Mazzola, linguista, traduttrice e docente universitaria.
Tat’jana Kasatkina, uno dei maggiori esperti di Fëdor Dostoevskij, coinvolgerà i partecipanti all’incontro nell’opera del grande autore russo attraverso il metodo di lettura – da lei denominato – “da soggetto a soggetto”. Questo particolare metodo di indagine pone il lettore-interprete in un aperto dialogo col testo che, da oggetto di cui disporre, diventa un soggetto vivo con cui interloquire. La comprensione del testo, secondo la studiosa, segue la stessa logica dell’incontro tra persone: l’altro ti parla se lo ascolti, se non lo riduci a uno sterile oggetto didattico.
L’evento, organizzato dal Cidi Messina (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti), è aperto a tutti, ma è necessario comunicare la partecipazione all’indirizzo e-mail cidimessina@gmail.com. Il costo della partecipazione è di 10 euro; 5 euro per gli studenti universitari; ingresso libero per gli studenti degli istituti scolastici.

 

 

 

 

 

Orgogliosi di poter offrire questi due appuntamenti, ringraziamo per l’attiva collaborazione le Associazioni organizzatrici degli eventi.
Il nostro “Grazie” va, altresì, alla Farmacia Mercurio di Daniela Dominici che, ancora una volta, ci è stata vicina con il suo contributo.

Vi aspettiamo. Certe occasioni sono proprio da non perdere.
I Terremoti di Carta.

10 febbraio Esuli…Figli

“ESULI … FIGLI”

di Daniela Arena ( tratto dalla rivista “La Voce di Fiume” maggio 2015)

Salgo le scale …due gradini per volta, tre se ce la faccio, l’energia dei bimbi supera le leggi della fisica! Uno, due, tre, quattro piani fiatone e guance rosse, passamano largo in legno, la mia mano piccola lo afferra a stento tirandosi su per gli scalini enormi.
Eccomi! Spingo piano la porta, il chiavistello mi sembra grandissimo…entro.
Casa, barca, oasi! Oasi, casa , barca! Casa dei nonni.
È un nido piccolo, accogliente, dignitoso, con un accenno di sforzo neoborghese anni ’50 ironicamente assorbito dall’ecletticità degli oggetti. È come se ogni cosa pur assolutamente immersa nel presente non gli appartenesse.
Non è un salottino di “rappresentanza”, non ha la pretesa di esserlo.
Ogni oggetto è lì senza impedimenti per noi nipoti nuove vite, vita nuova, come uno che ti dica “Prendi pure, non ho nulla da perdere”.
Entro e mi avvolge quel profumo…è una coperta o una vela? Quell’ atmosfera quotidiana, ma “altra”, un’atmosfera che ti prende tutti i sensi, ti accoglie e accogliendoti spinge oltre.
Spingere quella porta è per me entrare in un quotidiano mondo di Narnia.
La colonna sonora è una cantilena dolce, il dialetto “fiuman”, criptata melodia che si canta solo lì.
Ti accoglie l’essenzialità di un “pied a terre” dell’esistenza. Superato il piccolo ingresso sei già in cucina “meeting point” di chiunque passi da lì, puoi sempre trovarci qualcosa e nella dignità di quel quotidiano ordine l’odore non è sterile, ha un profumo di casa, di strudel, palacinche, pinza, pasta e fagioli con aromi che raccontano storie, ripieno per il pollo, segreta meravigliosa mistura che il pollo non lo ha mai visto perché finisce prima di farcirlo. È la sua cucina, la cucina della Valeria, la nonna. Mi chiedo come questa cucina così piccola potesse essere tanto accogliente e oggi così viva nei miei ricordi. Provo a razionalizzare e mi dico che forse a me così piccina sembrava tutto grande. Non basta! Questa grandezza che fa spazio all’ospite e dilata un luogo fisico dove tre per tre non fa più nove, ma “entra pure ti aspettavo”…oggi mi parla di altro. La Valeria è qui e solo le dimensioni della sua cucina sono più piccole, non quelle dell’accoglienza che restano quelle dilatate della sua grande cucina di Fiume, dove la Valeria la conoscono tutti e tutti passano a trovarla per “ciaccolar” vicino allo “sparchet”. Qui lo “sparchet” è una stufetta a gas, ma il calore è lo stesso. Due passi, le narici ancora piene degli aromi culinari di quel casalingo altrove e già il profumo di mele, uvetta e pinoli vortica danzando fra due porte mescolandosi a quello di “quadri freschi” tempere e colori ad olio. Entro nel salottino … due mobiletti a specchiera, due poltroncine rosse a fiori, un divano verde, un lampadario in vetro che gioca a fare il cristallo, tanto colore, alle pareti quadri e quadri ed al centro sul tavolo, in vetro anche lui con un ironico vezzo da marmo, sempre una scacchiera pronta e lui seduto con le sue belle mani, un pennello e una tela da dipingere…eccolo, il Mario … il nonno!
Non mi respinge per concentrarsi se gioca a scacchi e se dipinge posso sedermi accanto a lui e le sue grandi mani, accompagnando le mie piccole mani, mi insegnano a disegnare gli alberi! Prima le radici, che ti avevano reciso, poi un susseguirsi di rami generati dal grande tronco ed un ramo dopo l’altro prende forma un grande albero rinsecchito … sono quasi un po’ delusa, ma ecco che mi insegna a disegnare le foglie prima una piccola e poi una dietro l’altra, finché come miracolosamente l’albero riesplode di vita e così frondoso e attaccato alla terra implora il blu del cielo come a cercare una patria più grande di un luogo.
Com’ero orgogliosa a scuola di saper disegnare gli alberi, di aver avuto un maestro solo per questo!
Non ho proprio la sensazione di disturbarlo, la vita gli ha dolorosamente insegnato che “un imprevisto è la sola speranza”, come afferma Montale in “Prima del viaggio” e sarà pure “una stoltezza dirselo”, e tu non me lo hai detto, me lo hai insegnato silenziosamente, come silenziosamente dall’“esserci” di chi ti stava intorno lasciavi disturbare i tuoi quadri e i tuoi figli e i tuoi nipoti diventavano girasoli gialli su fondo azzurro, come se accogliendoli nella loro festante infanzia e impetuosa gioventù, desiderosa della felicità come del sole, inconsciamente li affidassi al cielo.
Quanto gozzaniano “ciarpame reietto” caro al mio cuore, quante “buone cose di pessimo gusto” in questo salottino, in questa goccia di tempo e di storia.
Mai ci avete parlato con rimpianto o rancore incastrato nel passato della vostra storia, non di un cimitero di nostalgie ci avete silenziosamente consegnato il testimone, il vostro dolore del ritorno, la vostra potatura è diventata piuttosto un campo arato aperto a nuova semina, la vostra nostalgia una brezza sulle nostre vele.
Silenzi, forse inconscia rimozione di un dolore troppo forte o protezione verso chi ancora non conosceva assenze, tacito accordo e sguardo d’intesa con la vita che tenacemente continua, silenzi … ma pieni di memoria.
Solo qualcosa è ogni tanto emersa nei racconti, subito accompagnata da ironia.
Eppure chissà che voragini carsiche dell’ anima avete portato con voi fra le poche cose che vi hanno seguito “all’altra riva” nel vostro esodo, quali venti di bora hanno percorso quei silenzi, quel vostro accettare.
Come avete fatto a non disperare “a non morire di malinconia per una terra che non è più mia”? La vostra consegna silenziosa è rimasta in me come un seme dormiente, pronto a germinare solo quando l’aratura di certe assenze avesse lasciato lo spazio per accoglierlo.
Chi più di voi ha vissuto quell’assenza più forte della presenza, da vivere nonostante il quotidiano, da vivere dentro il quotidiano.
E in questi tempi così difficili da “leggere”, mi chiedo: “cosa, chi vi ha custodito il cuore? Con quali pietre avete costruito quel monastero semplice e interiore a proteggere ciò che in voi la storia voleva cancellare?”.
È una memoria di bellezza la vostra eredità, una silenziosa nostalgia che scorre nelle vene come una melodia di Smetana, un cuore accordato a suonare l’assenza, un dolore del ritorno (nòstos àlgos) che soffia su un veliero. Voi privati di tutto ciò che di bello avevate conosciuto, avete custodito una passione tenace per la Bellezza, un’ alchimia contro la cancellazione di voi. Dentro i tuoi piccoli vezzi nonna! Fra i bigodini e le collane di perle finte, nelle tue pose fotografiche ironiche e austere, nel tuo incipriarti le rughe, nella tua cucina, nel tuo consegnarmi qualcosa con le tue ricette. In quei coralli poggiati sui mobili che raccontavano di mare e profondità. Nella tua passione, nonno Mario per le scarpe belle che nell’“incantevole Fiume” passavano, coperte dalle ghette, davanti alla Torre Civica o a San Vito, nel tuo uscire senza mai su il cappello uno invernale ed uno estivo. Nei tuoi giochi di prestigio in cui facevi scomparire una moneta che poi, davanti ai miei occhi stupiti, saltava fuori da dietro un orecchio. Nel tuo prendermi in braccio per salutare con un bacio soffiato le foto di Clementina e Giovanni i tuoi genitori, in camera da letto a custodire il tuo cuore bambino.
Quale “tremendo angelo” della nostalgia vi ha suggerito sussurrando che senza la bellezza non si vive? Lo stesso che ha custodito la parte più profonda di voi, quella che nessun esodo e nessun dittatore può cancellare.
Ci hai regalato il blu che ti portavi dentro, il blu del tuo mare, sfondo dei tuoi quadri, lo cercavi forse … quando come preso da una forza primordiale hai dipinto di turchese i mobili della
cucina, e gli oggetti quotidiani ne apparivano come trasfigurati, avevi dipinto perfino un vecchio fucile subacqueo che legato al balcone reggeva i fili della biancheria come una scultura post moderna … puntava non più verso gli abissi, ma verso il cielo come ad aprirsi un varco. E forse era proprio vernice per barche quella che usavi, come se ogni cosa dovesse salpare di li a poco o prendere il volo come in un quadro di Chagall sui tuoi meravigliosi aerei di carta, che lanciavi dalla finestra per divertire i bambini.
Che strana miscellanea di attaccamento al luogo, quello perso e quello trovato e nel contempo desiderio di libertà, una strana “verginità”, una ricerca di blu nella quotidianità.
Non so se era già Fede quel segreto, quello scrigno nel vostro cuore.
Mentalmente vi saluto, apro la porta di casa vostra per uscire, potete dirmelo adesso, adesso lo so che “la bellezza è una ferita”, la mia mano apre il chiavistello e sembra la tua nonno e appesi alla porta d’ingresso di casa vostra li vedo ancora il gagliardetto della vostra Fiume “gemma del Carnaro” e un piccolo quadro con la cornice scheggiata, è l’Angelus di Millet, oggi custodisce casa mia come un tempo la vostra casa Fiumana … un uomo e una donna a capo chino fermano il lavoro … “Accada di noi secondo la Tua parola … la Bellezza si è fatta carne …”.
Il male non è l’ultima parola sulle brutture della storia e la possibilità della bellezza riaccade come una foglia tenace su un ramo spoglio, come una monetina in una mano.

Letture Consigliate:

Emilio Stassi, “Giocando a scacchi nei gulag di Tito”, Oltre Edizioni

Stefano Zecchi, “Rose bianche a Fiume”, Mondadori

Jan Bernas,”Ci chiamavano fascisti, eravamo Italiani: istriani, fiumani e dalmati: storie di esuli e rimasti”, Mursia

Le scosse di febbraio.

Care amiche, cari amici,
sotto la neve invernale crescono semini che al sopraggiungere della tiepida Primavera (presto, molto presto), spaccheranno il terreno per mostrarci splendidi germogli.
Anche nei Terremoti di Carta qualcosa si muove e sta crescendo; in collaborazione con l’Associazione Culturale La Contea e l’Associazione CIDI di Messina, stiamo lavorando per mettere a punto due incontri a cui teniamo tanto che vedranno in riva alla Stretto importanti nomi della cultura nazionale e internazionale.

Nel frattempo, vi ricordiamo gli appuntamenti di questo mese con le officine di lettura consapevole e scrittura creativa:
– Venerdì 9 febbraio, ore 18:30/20:00 – coordina Daniela Arena
– Venerdì 23 febbraio, ore 18:30/20:00 – coordina Simonetta Buemi.
Sempre da Doralice libreria, con il contributo di euro 10 per chi non avesse acquistato l’intero pacchetto (per info e iscrizioni scrivete a terremotidicarta@gmail.com).

Segnaliamo, altresì, l’incontro con Alessandro Zaccuri che si terrà martedì 6 febbraio presso La Feltrinelli Point di Messina (vedi locandina): dialoga con l’Autore la Presidente della nostra Associazione, Nancy Antonazzo.

Prendete nota di tutto e continuate a seguirci, anche sulla nostra pagina Facebook.

Alla prossime scosse!

Calendario Laboratori di Lettura Consapevole e Scrittura Creativa

L’Associazione Culturale Terremoti di Carta continua il suo percorso di laboratori di lettura consapevole e scrittura creativa secondo il seguente calendario:

19 gennaio

9 febbraio

23 febbraio

6 aprile

20 aprile

4 maggio

25 maggio

I laboratori si svolgono presso la Libreria Doralice dalle ore 18:30 alle ore 20:00
Per ulteriori info e iscrizioni scrivete a terremotidicarta@gmail.com
Vi aspettiamo
I Terremoti di Carta

Prime scosse 2018

Cari Amici,

ci siamo lasciati alle spalle un anno impegnativo e spesso faticoso. Ma è stato anche l’anno del nostro 10° anniversario di vita. Pertanto abbiamo fatto tante pulizie e ci siamo presi cura della nostra casa.

Il 28 dicembre scorso abbiamo invitato i parenti e alcuni amici, che hanno reso importante il nostro percorso decennale e abbiamo dato una piccola festa, a modo nostro, semplice e informale. E’ stata una bella esperienza. Abbiamo presentato il frutto di questi anni e dei nostri laboratori, il 3° volume della “Raccolta In..differenziata” e abbiamo condiviso la nostra esperienza, ancora una volta.

Adesso si ricomincia, con un nuovo anno pieno di scosse buone.. le scosse di carta. A breve conoscerete  le date dei nostri prossimi laboratori.

Vi aspettiamo

I terremoti di Carta

Le scosse di fine anno.

Cari amici,
il calendario, implacabilmente, ci comunica che il 2017 volge al termine. La fine dell’anno è tempo di festa, di resoconti e di propositi.
Per la nostra Associazione si chiude un anno speciale, il decimo dall’inizio dell’attività. Ne abbiamo fatto di strada in questi dieci anni e siamo orgogliosi di ogni passo compiuto, anche quello meno brillante o baldanzoso; ci è comunque servito per andare avanti.
Concludiamo la ricorrenza del decennale con la pubblicazione della Raccolta in…differenziata, la terza edizione dell’antologia che contiene gli esercizi, i racconti, le memorie delle officine di lettura consapevole e di scrittura creativa degli ultimi anni. E’ il modo che abbiamo per festeggiare tutti quanti noi, chi è da sempre cuore dell’associazione e chi vi è passato anche solo per un giorno, quelli incontrati in uno qualsiasi degli eventi che abbiamo organizzato e quelli che continuano – con fedeltà e caparbietà – a rendere viva la NOSTRA ESPERIENZA di condivisione della Bellezza che si esprime con le parole, lette e scritte. La Raccolta è la testimonianza concreta del nostro lavoro, è il risultato di quello che abbiamo fatto e, allo stesso tempo, la spinta per proseguire. Ci riproponiamo di continuare con il modo che ci contraddistingue, principalmente con la voglia di stare insieme facendo qualcosa che ci piace, mettendoci in gioco con leggerezza. I nostri momenti di condivisione sono sempre aperti a tutti coloro che vorranno unirsi per sperimentare questa opportunità.

Grazie alla libraia Viviana Montalto che ha creduto nei Terremoti di Carta dando loro lo spazio fisico necessario per le Officine: quale luogo è più congeniale ad un’associazione che si occupa di scrittura e lettura se non una libreria? Grazie, Doralice, per questi anni insieme!

Infine, gli auguri consueti di queste giornate. Vi auguriamo di trascorrerle con gli affetti più cari e con tanta, tanta serenità. Lo spirito del Divino accompagni i vostri passi e i vostri pensieri.

Al prossimo anno!

I Terremoti di Carta

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