10 febbraio Esuli…Figli

“ESULI … FIGLI”

di Daniela Arena ( tratto dalla rivista “La Voce di Fiume” maggio 2015)

Salgo le scale …due gradini per volta, tre se ce la faccio, l’energia dei bimbi supera le leggi della fisica! Uno, due, tre, quattro piani fiatone e guance rosse, passamano largo in legno, la mia mano piccola lo afferra a stento tirandosi su per gli scalini enormi.
Eccomi! Spingo piano la porta, il chiavistello mi sembra grandissimo…entro.
Casa, barca, oasi! Oasi, casa , barca! Casa dei nonni.
È un nido piccolo, accogliente, dignitoso, con un accenno di sforzo neoborghese anni ’50 ironicamente assorbito dall’ecletticità degli oggetti. È come se ogni cosa pur assolutamente immersa nel presente non gli appartenesse.
Non è un salottino di “rappresentanza”, non ha la pretesa di esserlo.
Ogni oggetto è lì senza impedimenti per noi nipoti nuove vite, vita nuova, come uno che ti dica “Prendi pure, non ho nulla da perdere”.
Entro e mi avvolge quel profumo…è una coperta o una vela? Quell’ atmosfera quotidiana, ma “altra”, un’atmosfera che ti prende tutti i sensi, ti accoglie e accogliendoti spinge oltre.
Spingere quella porta è per me entrare in un quotidiano mondo di Narnia.
La colonna sonora è una cantilena dolce, il dialetto “fiuman”, criptata melodia che si canta solo lì.
Ti accoglie l’essenzialità di un “pied a terre” dell’esistenza. Superato il piccolo ingresso sei già in cucina “meeting point” di chiunque passi da lì, puoi sempre trovarci qualcosa e nella dignità di quel quotidiano ordine l’odore non è sterile, ha un profumo di casa, di strudel, palacinche, pinza, pasta e fagioli con aromi che raccontano storie, ripieno per il pollo, segreta meravigliosa mistura che il pollo non lo ha mai visto perché finisce prima di farcirlo. È la sua cucina, la cucina della Valeria, la nonna. Mi chiedo come questa cucina così piccola potesse essere tanto accogliente e oggi così viva nei miei ricordi. Provo a razionalizzare e mi dico che forse a me così piccina sembrava tutto grande. Non basta! Questa grandezza che fa spazio all’ospite e dilata un luogo fisico dove tre per tre non fa più nove, ma “entra pure ti aspettavo”…oggi mi parla di altro. La Valeria è qui e solo le dimensioni della sua cucina sono più piccole, non quelle dell’accoglienza che restano quelle dilatate della sua grande cucina di Fiume, dove la Valeria la conoscono tutti e tutti passano a trovarla per “ciaccolar” vicino allo “sparchet”. Qui lo “sparchet” è una stufetta a gas, ma il calore è lo stesso. Due passi, le narici ancora piene degli aromi culinari di quel casalingo altrove e già il profumo di mele, uvetta e pinoli vortica danzando fra due porte mescolandosi a quello di “quadri freschi” tempere e colori ad olio. Entro nel salottino … due mobiletti a specchiera, due poltroncine rosse a fiori, un divano verde, un lampadario in vetro che gioca a fare il cristallo, tanto colore, alle pareti quadri e quadri ed al centro sul tavolo, in vetro anche lui con un ironico vezzo da marmo, sempre una scacchiera pronta e lui seduto con le sue belle mani, un pennello e una tela da dipingere…eccolo, il Mario … il nonno!
Non mi respinge per concentrarsi se gioca a scacchi e se dipinge posso sedermi accanto a lui e le sue grandi mani, accompagnando le mie piccole mani, mi insegnano a disegnare gli alberi! Prima le radici, che ti avevano reciso, poi un susseguirsi di rami generati dal grande tronco ed un ramo dopo l’altro prende forma un grande albero rinsecchito … sono quasi un po’ delusa, ma ecco che mi insegna a disegnare le foglie prima una piccola e poi una dietro l’altra, finché come miracolosamente l’albero riesplode di vita e così frondoso e attaccato alla terra implora il blu del cielo come a cercare una patria più grande di un luogo.
Com’ero orgogliosa a scuola di saper disegnare gli alberi, di aver avuto un maestro solo per questo!
Non ho proprio la sensazione di disturbarlo, la vita gli ha dolorosamente insegnato che “un imprevisto è la sola speranza”, come afferma Montale in “Prima del viaggio” e sarà pure “una stoltezza dirselo”, e tu non me lo hai detto, me lo hai insegnato silenziosamente, come silenziosamente dall’“esserci” di chi ti stava intorno lasciavi disturbare i tuoi quadri e i tuoi figli e i tuoi nipoti diventavano girasoli gialli su fondo azzurro, come se accogliendoli nella loro festante infanzia e impetuosa gioventù, desiderosa della felicità come del sole, inconsciamente li affidassi al cielo.
Quanto gozzaniano “ciarpame reietto” caro al mio cuore, quante “buone cose di pessimo gusto” in questo salottino, in questa goccia di tempo e di storia.
Mai ci avete parlato con rimpianto o rancore incastrato nel passato della vostra storia, non di un cimitero di nostalgie ci avete silenziosamente consegnato il testimone, il vostro dolore del ritorno, la vostra potatura è diventata piuttosto un campo arato aperto a nuova semina, la vostra nostalgia una brezza sulle nostre vele.
Silenzi, forse inconscia rimozione di un dolore troppo forte o protezione verso chi ancora non conosceva assenze, tacito accordo e sguardo d’intesa con la vita che tenacemente continua, silenzi … ma pieni di memoria.
Solo qualcosa è ogni tanto emersa nei racconti, subito accompagnata da ironia.
Eppure chissà che voragini carsiche dell’ anima avete portato con voi fra le poche cose che vi hanno seguito “all’altra riva” nel vostro esodo, quali venti di bora hanno percorso quei silenzi, quel vostro accettare.
Come avete fatto a non disperare “a non morire di malinconia per una terra che non è più mia”? La vostra consegna silenziosa è rimasta in me come un seme dormiente, pronto a germinare solo quando l’aratura di certe assenze avesse lasciato lo spazio per accoglierlo.
Chi più di voi ha vissuto quell’assenza più forte della presenza, da vivere nonostante il quotidiano, da vivere dentro il quotidiano.
E in questi tempi così difficili da “leggere”, mi chiedo: “cosa, chi vi ha custodito il cuore? Con quali pietre avete costruito quel monastero semplice e interiore a proteggere ciò che in voi la storia voleva cancellare?”.
È una memoria di bellezza la vostra eredità, una silenziosa nostalgia che scorre nelle vene come una melodia di Smetana, un cuore accordato a suonare l’assenza, un dolore del ritorno (nòstos àlgos) che soffia su un veliero. Voi privati di tutto ciò che di bello avevate conosciuto, avete custodito una passione tenace per la Bellezza, un’ alchimia contro la cancellazione di voi. Dentro i tuoi piccoli vezzi nonna! Fra i bigodini e le collane di perle finte, nelle tue pose fotografiche ironiche e austere, nel tuo incipriarti le rughe, nella tua cucina, nel tuo consegnarmi qualcosa con le tue ricette. In quei coralli poggiati sui mobili che raccontavano di mare e profondità. Nella tua passione, nonno Mario per le scarpe belle che nell’“incantevole Fiume” passavano, coperte dalle ghette, davanti alla Torre Civica o a San Vito, nel tuo uscire senza mai su il cappello uno invernale ed uno estivo. Nei tuoi giochi di prestigio in cui facevi scomparire una moneta che poi, davanti ai miei occhi stupiti, saltava fuori da dietro un orecchio. Nel tuo prendermi in braccio per salutare con un bacio soffiato le foto di Clementina e Giovanni i tuoi genitori, in camera da letto a custodire il tuo cuore bambino.
Quale “tremendo angelo” della nostalgia vi ha suggerito sussurrando che senza la bellezza non si vive? Lo stesso che ha custodito la parte più profonda di voi, quella che nessun esodo e nessun dittatore può cancellare.
Ci hai regalato il blu che ti portavi dentro, il blu del tuo mare, sfondo dei tuoi quadri, lo cercavi forse … quando come preso da una forza primordiale hai dipinto di turchese i mobili della
cucina, e gli oggetti quotidiani ne apparivano come trasfigurati, avevi dipinto perfino un vecchio fucile subacqueo che legato al balcone reggeva i fili della biancheria come una scultura post moderna … puntava non più verso gli abissi, ma verso il cielo come ad aprirsi un varco. E forse era proprio vernice per barche quella che usavi, come se ogni cosa dovesse salpare di li a poco o prendere il volo come in un quadro di Chagall sui tuoi meravigliosi aerei di carta, che lanciavi dalla finestra per divertire i bambini.
Che strana miscellanea di attaccamento al luogo, quello perso e quello trovato e nel contempo desiderio di libertà, una strana “verginità”, una ricerca di blu nella quotidianità.
Non so se era già Fede quel segreto, quello scrigno nel vostro cuore.
Mentalmente vi saluto, apro la porta di casa vostra per uscire, potete dirmelo adesso, adesso lo so che “la bellezza è una ferita”, la mia mano apre il chiavistello e sembra la tua nonno e appesi alla porta d’ingresso di casa vostra li vedo ancora il gagliardetto della vostra Fiume “gemma del Carnaro” e un piccolo quadro con la cornice scheggiata, è l’Angelus di Millet, oggi custodisce casa mia come un tempo la vostra casa Fiumana … un uomo e una donna a capo chino fermano il lavoro … “Accada di noi secondo la Tua parola … la Bellezza si è fatta carne …”.
Il male non è l’ultima parola sulle brutture della storia e la possibilità della bellezza riaccade come una foglia tenace su un ramo spoglio, come una monetina in una mano.

Letture Consigliate:

Emilio Stassi, “Giocando a scacchi nei gulag di Tito”, Oltre Edizioni

Stefano Zecchi, “Rose bianche a Fiume”, Mondadori

Jan Bernas,”Ci chiamavano fascisti, eravamo Italiani: istriani, fiumani e dalmati: storie di esuli e rimasti”, Mursia

Le scosse di febbraio.

Care amiche, cari amici,
sotto la neve invernale crescono semini che al sopraggiungere della tiepida Primavera (presto, molto presto), spaccheranno il terreno per mostrarci splendidi germogli.
Anche nei Terremoti di Carta qualcosa si muove e sta crescendo; in collaborazione con l’Associazione Culturale La Contea e l’Associazione CIDI di Messina, stiamo lavorando per mettere a punto due incontri a cui teniamo tanto che vedranno in riva alla Stretto importanti nomi della cultura nazionale e internazionale.

Nel frattempo, vi ricordiamo gli appuntamenti di questo mese con le officine di lettura consapevole e scrittura creativa:
– Venerdì 9 febbraio, ore 18:30/20:00 – coordina Daniela Arena
– Venerdì 23 febbraio, ore 18:30/20:00 – coordina Simonetta Buemi.
Sempre da Doralice libreria, con il contributo di euro 10 per chi non avesse acquistato l’intero pacchetto (per info e iscrizioni scrivete a terremotidicarta@gmail.com).

Segnaliamo, altresì, l’incontro con Alessandro Zaccuri che si terrà martedì 6 febbraio presso La Feltrinelli Point di Messina (vedi locandina): dialoga con l’Autore la Presidente della nostra Associazione, Nancy Antonazzo.

Prendete nota di tutto e continuate a seguirci, anche sulla nostra pagina Facebook.

Alla prossime scosse!

Calendario Laboratori di Lettura Consapevole e Scrittura Creativa

L’Associazione Culturale Terremoti di Carta continua il suo percorso di laboratori di lettura consapevole e scrittura creativa secondo il seguente calendario:

19 gennaio

9 febbraio

23 febbraio

6 aprile

20 aprile

4 maggio

25 maggio

I laboratori si svolgono presso la Libreria Doralice dalle ore 18:30 alle ore 20:00
Per ulteriori info e iscrizioni scrivete a terremotidicarta@gmail.com
Vi aspettiamo
I Terremoti di Carta

Prime scosse 2018

Cari Amici,

ci siamo lasciati alle spalle un anno impegnativo e spesso faticoso. Ma è stato anche l’anno del nostro 10° anniversario di vita. Pertanto abbiamo fatto tante pulizie e ci siamo presi cura della nostra casa.

Il 28 dicembre scorso abbiamo invitato i parenti e alcuni amici, che hanno reso importante il nostro percorso decennale e abbiamo dato una piccola festa, a modo nostro, semplice e informale. E’ stata una bella esperienza. Abbiamo presentato il frutto di questi anni e dei nostri laboratori, il 3° volume della “Raccolta In..differenziata” e abbiamo condiviso la nostra esperienza, ancora una volta.

Adesso si ricomincia, con un nuovo anno pieno di scosse buone.. le scosse di carta. A breve conoscerete  le date dei nostri prossimi laboratori.

Vi aspettiamo

I terremoti di Carta

Le scosse di fine anno.

Cari amici,
il calendario, implacabilmente, ci comunica che il 2017 volge al termine. La fine dell’anno è tempo di festa, di resoconti e di propositi.
Per la nostra Associazione si chiude un anno speciale, il decimo dall’inizio dell’attività. Ne abbiamo fatto di strada in questi dieci anni e siamo orgogliosi di ogni passo compiuto, anche quello meno brillante o baldanzoso; ci è comunque servito per andare avanti.
Concludiamo la ricorrenza del decennale con la pubblicazione della Raccolta in…differenziata, la terza edizione dell’antologia che contiene gli esercizi, i racconti, le memorie delle officine di lettura consapevole e di scrittura creativa degli ultimi anni. E’ il modo che abbiamo per festeggiare tutti quanti noi, chi è da sempre cuore dell’associazione e chi vi è passato anche solo per un giorno, quelli incontrati in uno qualsiasi degli eventi che abbiamo organizzato e quelli che continuano – con fedeltà e caparbietà – a rendere viva la NOSTRA ESPERIENZA di condivisione della Bellezza che si esprime con le parole, lette e scritte. La Raccolta è la testimonianza concreta del nostro lavoro, è il risultato di quello che abbiamo fatto e, allo stesso tempo, la spinta per proseguire. Ci riproponiamo di continuare con il modo che ci contraddistingue, principalmente con la voglia di stare insieme facendo qualcosa che ci piace, mettendoci in gioco con leggerezza. I nostri momenti di condivisione sono sempre aperti a tutti coloro che vorranno unirsi per sperimentare questa opportunità.

Grazie alla libraia Viviana Montalto che ha creduto nei Terremoti di Carta dando loro lo spazio fisico necessario per le Officine: quale luogo è più congeniale ad un’associazione che si occupa di scrittura e lettura se non una libreria? Grazie, Doralice, per questi anni insieme!

Infine, gli auguri consueti di queste giornate. Vi auguriamo di trascorrerle con gli affetti più cari e con tanta, tanta serenità. Lo spirito del Divino accompagni i vostri passi e i vostri pensieri.

Al prossimo anno!

I Terremoti di Carta

SCOSSE DI NOVEMBRE

Cari Amici,

dopo la magnifica esperienza di Hallowreading vediamo cosa bolle in pentola per il mese di novembre appena cominciato.

  • 10 e 24 novembre sono le due date dei Laboratori di Lettura Consapevole e Scrittura Creativa, come sempre alle ore 18:30 presso la libreria Doralice di Messina.
  •  Habla Lab: avvio dei laboratori di lingua spagnola per il conseguimento della certificazione DELE

Stiamo lavorando alla stesura finale del terzo volume della Raccolta In…differenziata. Presto ne saprete di più.

Vi aspettiamo per nuovi momenti di condivisione

Alle prossime scosse

I Terremoti di Carta

Scosse di Ottobre

Cari Terremoti,

le scosse di ottobre arrivano alla vigilia dell’avvio ufficiale dei laboratori della nuova stagione dei laboratori di scrittura creativa e lettura consapevole.

Siamo alla 10° edizione di quegli incontri, che costituiscono il perno della nostra Associazione, il momento in cui  ritroviamo e rinnoviamo, ogni volta l’essenza della nostra attività.

Chi già ci conosce sa come si svolgono i nostri laboratori: essi non vogliono essere “scuola”, ma “esperienza” di creatività e voglia di mettersi in gioco. Senza alcuno scopo che non sia quello di aprirci e metterci in relazione, con noi stessi e tra di noi.

Abbiamo predisposto il calendario per i prossimi mesi del corrente anno.

I primi laboratori, con cadenza quindicinale, si terranno alle ore 18.30 nelle giornate di venerdì 6 e 27 ottobre, 10 e 24 novembre. Il luogo, come da tradizione ormai, è la libreria Doralice, sita sulla via Consolare Pompea.

Molte altre sorprese ci aspettano

Alle prossime scosse

I Terremoti di Carta

Scosse di Settembre

Sembra proprio che questa estate afosa stia volgendo al termine. Siamo davvero pronti a ricominciare? I Terremoti di Carta sono alle postazioni di partenza. Stiamo preparando il programma di questo nuovo anno sociale.

I laboratori di lettura consapevole e scrittura creativa saranno alla loro decima edizione e saranno, come sempre e più che mai il cuore pulsante dei nostri incontri.

Noi non offriamo una scuola di scrittura con tecniche di narrativa, non cerchiamo nuovi talenti e futuri vincitori di premi letterari.  La nostra esperienza, come afferma il manifesto di Bombacarta si basa su questa affermazione:  Crediamo che nell’incontro la creatività personale possa essere potenziata.” e che nell’incontro con il mistero della scrittura possiamo trovare i fili della nostra vita e della nostra relazione con gli altri.

I nostri laboratori sono aperti a tutti coloro che amano mettersi in gioco e condividere la propria esperienza di scrittura.

Da questa esperienza sono nati nel tempo due raccolte di esercizi e riflessioni, il primo e il secondo volume dal titolo “Raccolta In…differenziata”. Nei primi mesi del 2018 offriremo la pubblicazione del terzo volume. Questo momento costituirà la conclusione migliore di questo decimo anno di vita dell’associazione e delle sue iniziative.

Vi aspettiamo alle prossime scosse

I terremoti di Carta

 

Scosse di Giugno

Cari Amici,
le attività di questa prima parte del 10° anniversario della nostra Associazione sono giunte al termine.
Come ogni anno, dunque, questo è il momento di ringraziare quanti hanno dato un contributo alle varie “esperienze” dei mesi trascorsi: coordinatori, organizzatori, ospiti, partecipanti. Grazie a tutti. L’Associazione siamo tutti noi, siamo noi che con la nostra presenza, il nostro impegno, la nostra disponibilità, il nostro coinvolgimento e il nostro entusiasmo la viviamo e la facciamo vivere.
Una menzione speciale rivolgiamo alle Pietre di Scarto che rappresentano l’espressione del Movimento BOMBACARTA nel territorio reggino. Vogliamo dire grazie alle loro componenti che quest’anno sono state particolarmente vicine ai Terremoti di Carta, favorendo il processo di scambio e di collaborazione tra Associazioni in quel clima di confronto, amicizia e condivisione che è essenza della nostra attività.
Nell’augurarvi un’estate di riposo e tranquillità, vi diamo appuntamento alle prossime scosse.
Continuate a seguirci e se vi va di condividere articoli, riflessioni o recensioni scriveteci pure all’indirizzo di posta elettronica terremotidicarta@gmail.com . Questo sito è anche vostro.

I Terremoti di Carta

Duex10 con Guglielmo Pispisa

Oggi, per la rubrica Duex10, abbiamo dato la parola allo scrittore Guglielmo Pispisa.

Cosa rappresentano per te la lettura e la scrittura?
La lettura, fra i molti modi di conoscere il mondo è quello che preferisco, perché è il più approfondito e anche il più divertente. Solo l’esperienza diretta può competere con la lettura, ma non si può fare esperienza di vita di ogni cosa, mentre si può leggere di qualunque cosa, il che permette anche di avere una visione d’insieme oggettiva che l’esperienza diretta spesso non consente.
Raccontaci brevemente quale è stata l’esperienza più forte di lettura e scrittura che hai fatto nella tua vita
L’esperienza più forte di lettura è stata leggere Lo straniero di Camus. La prima volta che ci ho provato avrò avuto 15 anni e l’ho abbandonato dopo poche pagine perché non mi diceva niente. Ci ho riprovato un’altra volta poco dopo con lo stesso risultato. Il momento giusto è arrivato verso i 25 anni, probabilmente ero giunto alla maturità giusta, io sono sempre stato un po’ tardo, e a quel punto è stata un’avventura quasi fisica nel suo essere totalizzante, palpabile, tutto ciò che leggevo lo provavo, vedevo, sentivo: il caldo umido di Algeri, l’odore del sangue e della prigione, la luce polverosa del tribunale, la sensazione straniante del processo, gli occhi addosso del pubblico, le urla di odio che il protagonista immagina gli verranno indirizzate al momento dell’esecuzione. Tutto dritto sulla mia pelle, come se l’impassibilità di Meursault venisse scaricata sui miei sensi e scontata da me.
L’esperienza di scrittura più vivida è quella dell’ultimo romanzo, Voi non siete qui, in cui per la prima volta ho parlato della mia città, delle mie radici. Quella che forse più mi ha arricchito è stata l’esperienza di scrittura collettiva con Kai Zen. Crescere insieme ad altri amici e colleghi esercitando in condivisione l’atto proverbialmente più solipsistico che ci sia a parte la masturbazione (con cui la scrittura condivide più d’un tratto) è stato un privilegio di cui sarò sempre grato.

Scosse di Maggio 2017

Cari Terremoti,
dopo le emozioni vissute al XIV Convegno Nazionale di Letteratura tenutosi qualche giorno fa a Reggio Calabria, si è aperto l’ultimo mese operativo di questa stagione. Vi segnaliamo dunque gli appuntamenti del mese di maggio 2017.

Il 12 e il 26 maggio dalle ore 18.00 alle ore 19.30 si terranno gli incontri per i laboratori di scrittura creativa. Vi ricordiamo che i laboratori sono l’anima pulsante della nostra associazione, il momento di incontro che più ci identifica e ci unisce. Ci vediamo, quindi, per altre due “esperienze” come al solito presso la libreria Doralice. Tra l’altro, i nostri laboratori aderiscono al Maggio del Libri, la campagna nazionale nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura nella crescita personale, culturale e civile.

In questo mese, inoltre, si avviano a conclusione i laboratori di lingua spagnola e di lingua inglese.

Continuate a seguirci per eventuali ulteriori aggiornamenti.
Buone scosse.
I Terremoti di Carta

Duex10 con Stas’ Gawronski. La scrittura come atto generativo

locandina S.GavronskiIn attesa del laboratorio di sabato prossimo alla libreria Doralice, pubblichiamo il contributo di Stas’ Gawronski alla nostra rubrica Duex10.

Cosa rappresentano  per te la lettura e la scrittura?

La lettura è per me un’occasione, un luogo e un tempo di esperienza ovvero di coinvolgimento in una novità che mi estrania dalla mia realtà per restituirmi ad essa più sveglio, attento e vedente. A seconda del libro e della mia disposizione d’animo, la lettura può consentirmi di gustare interiormente ciò che di solito è invisibile agli occhi, ma essenziale, come ha scritto Sant-Exupery. La lettura per me è anche un incontro con personaggi e vite che – come accade spesso con certe persone in carne e ossa – mi hanno colpito tanto profondamente da aprirmi gli occhi e offrirmi una percezione diversa di me stesso, delle persone intorno a me e della vita.

La scrittura è per me un atto generativo che implica l’attesa, le difficoltà, la sorpresa e la gioia di tutti gli atti veramente creativi. Ma è anche un’esperienza di fede perché la scrittura di una storia mi ha sempre richiesto un cieco atto di fiducia in qualcosa di invisibile-ma-presente, sfuggente-ma-intuito, informe-ma-già-vivente, qualcosa che non conoscevo a priori e che non potevo controllare. Infine, la scrittura è un’occasione di incontro, crescita e condivisione di significati con altre persone perché sono più di diciassette anni che insegno “creative writing” e animo laboratori di scrittura creativa nei più diversi contesti formativi, associativi, istituzionali.

 

Raccontaci brevemente quale è stata l’esperienza più forte di  lettura e scrittura che hai fatto nella tua vita. 

L’esperienza più forte di lettura l’ho fatta a BombaCarta, soprattutto negli anni in cui Antonio Spadaro ha guidato l’associazione, quando il confronto con la letteratura era ispirato dalla spiritualità ignaziana e dal modello pedagogico fondato sulla Ratio Studiorum. In quegli anni, ho capito che si apprende a leggere attraverso un esercizio dello sguardo immaginativo (quello che consente di “gustare” interiormente un’opera d’arte) e che la mèta non consiste soltanto nell’abilità di cogliere il valore morale di un’opera, ma nell’esperire e lasciarsi trasformare da ciò che è radicalmente altro da me – attraversare, perdersi, lasciarsi sorprendere, assaporare, vedere l’invisibile e ascoltare l’indicibile – il mistero della vita che si cela dietro la parola della migliore poesia e narrativa.

Scosse di Aprile 2017

Cari Terremoti,

questo primo giorno di Aprile si apre all’insegna del sole e della primavera.  Anche questo sarà un mese ricco di incontri e opportunità di arricchimento e confronto. Di seguito i nostri appuntamenti:

locandina S.Gavronski8 aprile, l’attesissimo  Laboratorio di Lettura Consapevole e Scrittura Creativa, coordinato da Stas’ Gawronski . Anche quest’anno faremo un bel viaggio attraverso i testi e metteremo in gioco il nostro desiderio di scrivere e fare buona letteratura.

L’incontro di una intera giornata avrà luogo presso la libreria Doralice di Messina, dalle ore 9:30 alle ore 13:00 e dalle ore 14:3o alle ore 16:00.  Per le modalità di iscrizione potrete inviare email a terremotidicarta@gmail.com

La partecipazione all’incontro è aperta anche ai docenti interessati e certificata dal CIDI di Messina. Il CIDI già soggetto qualificato per l’aggiornamento e la formazione del personale della scuola (Protocollo n. 1217 del 5.07.2005), è stato confermato secondo la direttiva 170/2016

 

21 Aprile Laboratorio di Scrittura Creativa, coordinato da Daniela Arena presso la libreria Doralice di Messina dalle ore 18:00 alle ore 19:30. Continua il nostro percorso di laboratori di scrittura. I racconti che verranno scritti saranno pubblicati sul terzo vol. della  Raccolta Indiferrenziata, una delle iniziative finalizzate a celebrare i 10 anni di attività di Terremoti di Carta.

27-28-29 Aprile XIV Convegno Nazionale di Letteratura. Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con l’Associazione Culturale “Pietre di Scarto” a  Reggio Calabria. Nei prossimi giorni pubblicheremo la locandina con il programma rinnovato nei contenuti e negli intenti di questa meravigliosa esperienza dedicata alle “belle lettere”.

Non ci resta che darvi appuntamento alle prossime scosse

I terremoti di Carta

 

DuexDieci con Alessandro Zaccuri

14947445_10211336337908414_2526799648696873092_nContinua la nostra rubrica DueX Dieci per festeggiare i 10 anni di attività di Terremoti di Carta. Lo facciamo con Alessandro Zaccuri, amato autore delle più belle pagine dedicate alla cultura sul quotidiano “Avvenire” e del bellissimo romanzo dal titolo “Lo Spregio” ( Marsilio Editore 2015)

Che cosa rappresentano per te la lettura e la scrittura?

Per me si tratta di due esperienze abbastanza diverse. In comune hanno che si compiono nella parola scritta e che un solo soggetto può compierle entrambe: in questo caso, il soggetto sono io. La lettura è un modo per guardare il mondo attraverso il racconto degli altri, la scrittura è un modo per raccontare agli altri come io guardo il mondo. Sono complementari, ma si potrebbe benissimo vivere di sola lettura. Di sola scrittura invece no, almeno per quanto mi riguarda.

 

Raccontaci brevemente quale è stata l’esperienza più forte di  lettura e scrittura che hai fatto nella tua vita

Ulisse di Joyce è stata la lettura più sconvolgente della mia vita, da sognarmelo di notte (avevo vent’anni, si vede che ero ancora impressionabile). Sulla distanza, per me nessun libro tiene testa a Moby Dick di Melville. Quanto alla scrittura, Lo spregio è stato il libro che mi ha costretto a un maggior durezza, a una maggior essenzialità. Nello stesso tempo, si è scritto quasi da solo, come sotto dettatura. Eppure, per qualche motivo che non riesco a spiegare, non credo che ci sia contraddizione.

Finché un uccello qualunque

IMG-20170321-WA0004Il nostro contributo alla Giornata dedicata alla Poesia

Finché un uccello qualunque

– il più piccolo e grigio passerino d’inverno –

saltellando ai tuoi piedi

ti avrà fatto sorridere

e poi sospirare,

non sei perduto.

Puoi ancora salire la scala

dell’Universo,

la scala

delle Allusioni Cifrate.

Ed arrivare forse

a intravvedere il Giardino

e l’Albero del mondo

e sul ramo più alto

la Fenice,

quelle ali azzurre e oro,

quel suo petto di fiamma.

(Elena Bono “Poesie Opera omnia” Le Mani 2007 pag.376)

Foto: Guercino, “Madonna del Passero”

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