Le scosse di Marzo

Cari amici dei Terremoti di Carta,

forse mai come questo mese il titolo delle nostre “scosse” è stato azzeccato.

L’evento di questo mese vedrà protagonista l’autore, tra l’altro, de “L’alba nera”, romanzo ambientato nei giorni precedenti il grande terremoto che sconvolse Messina nel 1908.

Sarà Mario Falcone, sceneggiatore e writing coach messinese, ad animare e guidare L’Officina di Sceneggiatura, secondo appuntamento del ciclo di laboratori organizzato dalla nostra Associazione in collaborazione con il CIDI di Messina.

Tra le sceneggiature di Falcone ricordiamo le serie tv e alcune delle fiction più seguite degli ultimi anni, trasmesse dalla Rai e da Mediaset, come quelle dedicate alle biografie di personaggi che hanno segnato la storia e il costume: De Gasperi, Enzo Ferrari, Mafalda di Savoia, Rino Gaetano, Anita Garibaldi, Einstein, ma anche San Francesco d’Assisi e Padre Pio. Nel 2003 ha vinto il Festival di Biarritz per la fiction televisiva, con il film “La guerra è finita. Nel 2008 esordisce come scrittore con il già citato romanzo “L’alba nera” (Fazi), seguito da “Un’amara verità” (Atmosphere), vincitore del premio Gran Giallo 2013. Il suo primo romanzo, con il titolo “L’aube noire”, è stato tradotto e pubblicato anche in Francia, da due case editrici del gruppo Gallimard, La table ronde e Folio Policier. Nel 2018 ha pubblicato “Lo chef degli chef” (Meridianozero) e “Nero di Siena” (Ianieri).

Il laboratorio sarà tenuto nei locali della Biblioteca Comunale Tommaso Cannizzaro (viale Boccetta – Palazzo della Cultura) venerdì 15 marzo a partire dalle ore 16.00 fino alle ore 19.00 e riprenderà sabato mattina, 16 marzo, alle ore 9,30 fino alle ore 12,30 (vedi locandina sotto).

Ricordiamo che coloro che hanno preso parte allo scorso laboratorio, ed effettuato il tesseramento, possono partecipare all’ “Officina di Sceneggiatura” versando una quota di soli 10 euro. Per tutti gli altri, la quota di partecipazione rimane di 20 euro (10 euro di tesseramento alle associazioni organizzatrici, 10 euro di partecipazione).

La richiesta di iscrizione deve essere inviata entro il 12 marzo 2019 ai seguenti indirizzi e-mail:

terremotidicarta@gmail.com (a cui possono rivolgersi tutti gli interessati non docenti)

cidimessina@gmail.com (per i docenti)

Un’occasione da non perdere. 

I Terremoti di Carta

Cafè inchiostro su “Cartoon School”

Direttamente dal blog di Giusy Gerace, non potevamo scegliere parole più adatte per chiudere (ma solo per quest’anno) l’esperienza della “Cartoon School”

Prima volta in Sicilia. Mirko Fabbreschi racconta “Cartoon School”

di Giusy Gerace da https://cafeinchiostro.blogspot.com

 Chi non è cresciuto a pane e cartoni animati alzi la mano. Substrato comune di intere generazioni, i cartoons sono una parte imprescindibile della nostra formazione. Se guardarli è un’esperienza che ci accomuna, immaginate cosa significhi realizzarli e vivere il “dietro le quinte” in maniera attiva e partecipata. È quanto successo agli alunni dell’Istituto Comprensivo “G. Catalfamo” di Messina protagonisti del progetto itinerante didattico-formativo Cartoon School, rivolto ai ragazzi dai 10 ai 16 anni. Ideato dall’Associazione Culturale Koete, si avvale dell’esperienza dei massimi esperti nazionali del mondo dei fumetti e dell’animazione – doppiatori, musicisti, animatori, disegnatori. A volerlo fortemente, per la prima volta in Sicilia, è stata l’Associazione Culturale Terremoti di Carta, promotrice di eventi formativi sul territorio e pioniera cittadina in ambito di scrittura creativa. La collaborazione tra queste due realtà associative ha permesso agli alunni della scuola “Catalfamo” di toccare con mano gli “strumenti” dell’animazione e di realizzare, in un percorso articolato, un vero e proprio cartone animato.

Grazie alla guida capace di artisti come Mirko Fabbreschi, Laura Salamone e Franco Bianco, alla loro grande professionalità e umanità, i ragazzi hanno vissuto un’esperienza immersiva che li ha visti impegnati nei ruoli di ideatori di un soggetto, disegnatori, musicisti per la colonna sonora, doppiatori. Unire la bellezza dei disegni in movimento con la magia dell’incontro e dell’atto creativo ha rappresentato per gli studenti di una delle scuole “difficili” di Messina un momento di riscatto sociale. Un importante merito va anche ai docenti dell’istituto ospite impegnati nella gestione. Grazie a un’idea di Terremoti di Carta è stato inoltre organizzato un incontro preliminare tra gli studenti e la responsabile della Onlus Gli Invisibili, realtà a supporto delle persone che vivono «situazioni di ordinaria e quotidiana povertà». Dai racconti di queste esistenze difficili e complesse con le quali si confronta ogni giorno la Onlus, e dalla scintilla di speranza incarnata nella possibilità di un riscatto, è venuto fuori lo spunto per la storia alla base del cartone animato.

Nei cinque giorni – dal 18 al 22 febbraio – di questa avventura memorabile, l’entusiasmo è cresciuto in maniera esponenziale e ha investito anche i meno giovani. All’interno delle aule, dove il lavoro fremeva e si concentrava, si respirava un’aria di grande gioia ed eccitazione. Tra insegnanti stupefatti per l’alto livello di concentrazione degli alunni e piccoli animatori e musicisti entusiasti sotto l’impeccabile direzione di Mirko, Franco e Laura, che li hanno guidati verso l’acquisizione di nuove competenze, la Cartoon Schoolsiciliana è stata anche occasione di incontro tra realtà diverse che si sono intrecciate nel gioco stupefacente dei rapporti umani. Un eccezionale lavoro corale che ha lasciato sicuramente il segno.

A seguire un piccolo scambio con Mirko Fabbreschi che ha risposto ad alcune domande e raccontato il progetto.

Raccontaci l’esperienza di questa Cartoon School siciliana…

I ragazzi si sono tutti comportati come studenti del primo banco che alzano sempre la mano. Trovarsi di fronte a un’attività nuova li ha coinvolti. Abbiamo visto anche gli insegnanti illuminarsi. In fin dei conti, abbiamo fatto Lettere, Tecnologia, Arte, Musica: una didattica tradizionale presentata in maniera alternativa. All’inizio abbiamo affrontato tutti insieme una parte di scrittura creativa per poi passare a un momento un po’ più tecnico in cui l’idea si è dapprima trasformata in un soggetto – un raccontino di una paginetta e mezzo – e poi il soggetto, con tutti gli snodi narrativi giusti, in una sceneggiatura cinematografica. In questa fase ognuno ha dato la sua suggestione, abbiamo fatto delle piccole drammatizzazioni per i dialoghi in forma diretta e, a rotazione, tutti hanno interpretato i vari personaggi e fornito le risposte. Anche il doppiaggio e gli effetti sonori sono stati affrontati a classi unificate. In un secondo momento, i ragazzi si sono divisi in base al capitale umano che avevamo in aula. Una suddivisione, in parte, suggerita dagli insegnanti che conoscono bene gli studenti sulla base di chi ha più estro per la recitazione, chi per la musica, chi è più portato per il disegno. Ci sono stati degli aggiustamenti anche in tempo reale: ciascuno di loro si è posizionato in un gruppo di lavoro e in una classe perché lì stava bene. Per noi è stato tutto semplice ed entusiasmante.

Come nasce l’idea della Cartoon School?

La Cartoon School, come tutte le cose divertenti, è nata per caso. Io mi occupo di doppiaggio e sonorizzazione, colonne sonore per il cinema e sigle per i cartoni animati; Franco è un animatore; Laura lavora con me ed è anche una videomaker. L’idea iniziale era quella di usare le professionalità di ciascuno di noi per dare un senso alla nostra presenza nelle scuole, dove spesso ci capitava di essere invitati a presentare il nostro lavoro, a proporre delle attività. A un certo punto abbiamo pensato di rendere questa cosa in maniera più costruttiva. Noi facciamo le vocine dei cartoni animati, le musichette, e chi fruisce del nostro lavoro lo fa in maniera passiva; il senso della “Cartoon School” è invece quello di rendere soggetti attivi coloro che sono spettatori e, allo stesso tempo, di renderli consapevoli di un linguaggio che vivono tutti i giorni: quello dell’animazione. Così, hanno la possibilità di conoscere lo strumento e di approcciarsi in maniera più critica a questa realtà. Da una simile riflessione è nata l’idea del progetto, che nobilita questo tipo di operazione e ci inorgoglisce.


A quali cambiamenti sono andati incontro i cartoni animati negli ultimi decenni?

Dal mio punto di vista non è cambiato quasi nulla. Se di cambiamenti dobbiamo parlare, non sono dovuti tanto all’animazione in sé quanto al mercato che gli gira intorno e a come l’animazione viene fruita. Noi la guardavamo esclusivamente in tv e al cinema, oggi è per buonissima parte digitale. Quello che piaceva a noi non era né più bello né più brutto, ma per un nativo digitale il concetto di bello nell’animazione è qualcosa che sfrutta i pixel e non le matitone. Rispetto al suono è qualcosa che non usa le orchestre ma i suoni elettronici, i campionatori, gli arpeggiatori e tutto quello che è l’estetica sonora che fruisce attraverso i videogiochi e la radio su YouTube. È normale che l’estetica e il mercato subiscano dei cambiamenti. Oggi, c’è una maggiore attenzione nei confronti di chi guarda i cartoni animati. In passato, vedevamo indistintamente dei cartoni animati mentre ora si nota una cura quasi scientifica nella programmazione, per cui non esiste più il cartone animato ma c’è il cartone animato di fascia prescolare, quello per chi ha cinque anni, quello per chi ne ha dieci, l’altro ancora per chi ha i capelli rossi e le scarpe gialle. C’è dietro un importante studio settoriale. Inoltre, noi guardavamo i cartoni animati tre ore al giorno su due emittenti televisive, se escludiamo le emittenti private, oggi tra piattaforme di digitale terrestre, satellite e reti in chiaro esistono oltre venti canali tematici. 

Scosse di Febbraio…in progress. Al via il Progetto Cartoon School

Terremoti di Carta e l’Associazione Koete insieme con Cartoon School

Il progetto didattico formativo per la prima volta in Sicilia 

all’Istituto “G. Catalfamo” di Messina

Si terrà dal 18 al 22 febbraio a Messina presso l’Istituto “G. Catalfamo”  una settimana intensiva di Cartoon School il progetto formativo didattico rivolto a ragazzi tra i 10 ed i 16 anni nel corso del quale i partecipanti realizzeranno un cartoon interamente ideato, scritto, disegnato, musicato, doppiato ed animato da loro.

Nato dall’Associazione Culturale Koete, in collaborazione con alcuni dei massimi esperti nazionali di cinema d’animazione, Cartoon School approda per la prima volta in Sicilia grazie alla collaborazione con Terremoti di Carta. Quest’ultima ha voluto affiancare le esperienze culturali di esercizio e di riflessione sull’espressione artistica e creativa, che di solito promuove e sostiene, a questo originale percorso rivolto alla creazione e realizzazione di un cartone animato, all’interno di una scuola dove ogni giorno il dirigente e i docenti cercano di offrire nuove possibilità i riscatto sociale e culturale ai loro alunni.

Il risultato finale di Cartoon School sarà un vero e proprio cartone animato che, oltre essere espressione della loro creatività, diventa veicolo di importanti messaggi con valenza etico-sociale, e allo stesso tempo un mezzo con cui acquisire competenze e conoscenze attraverso un linguaggio a loro familiare, quello dell’animazione. Momenti di formazione saranno alternati a laboratori, in un percorso che permette di acquisire e applicare competenze relative a Storia e teoria del cinema d’animazione e Scrittura creativaDisegno, e sonorizzazione; Doppiaggio ed effetti sonori; Animazione e registrazione audio con l’allestimento di un vero e proprio studio professionale.

In tutte le fasi i ragazzi coinvolti avranno saranno soggetti attivi ricoprendo di volta in volta il ruolo di sceneggiatori, disegnatori, musicisti, doppiatori, rumoristi o animatori. A guidare i ragazzi in questa esperienza saranno alcuni celebri professionisti del  cinema d’animazione.

 Prima della settimana intensiva i docenti di Messina hanno iniziato a preparare gli studenti ad accogliere gli artisti, docenti di Cartoon School. “Siamo partiti dall’incontro con le storie, storie vere” Racconta Cristina Rossitto, responsabile della Onlus Gli Invisibili “Sono storie di uomini e donne che ascoltiamo giornalmente da 7 anni: faticano ad arrivare alla fine del mese e spesso hanno bisogno di tutto in situazioni di ordinaria e quotidiana povertà.. Dall’ascolto questa settimana passeremo alla scrittura, una sorta di warming up che si concretizzerà attraverso degli esercizi di scrittura creativa. Gli esercizi permetteranno ai ragazzi di rielaborare le storie immagazzinate, perché alcune storie vanno raccontate, trasmesse, non solo per essere conosciute ma per essere trasformate in luoghi narrativi, altoparlanti di sensibilizzazione e promozione sociale. Questi racconti costituiscono la base per lo storyboard dell’opera che realizzata all’interno di Cartoon School”.

L’Associazione Culturale Koete nata nel 2013, è costituita da alcuni tra i più importanti artisti nazionali del mondo dei fumetti e dei cartoons: doppiatori, disegnatori, musicisti e animatori che prestano il loro solidale aiuto per le molteplici attività di promozione sociale e culturale organizzate dall’Associazione. Grazie al loro prezioso contributo oltre a Cartoon School  sono nati iniziative come il Festival Cartoon Village  e progetti scolastici come Libri nel Tubo .

 La collaborazione tra l’associazione Koete e Terremoti di Carta, per la realizzazione in Sicilia di Cartoon School, ha permesso di concretizzare questi obiettivi in modo nuovo e coinvolgente per i ragazzi. Il progetto, è realizzato grazie al contributo finanziario di Terremoti di Carta, Fondazione di Comunità Messina Onlus, Farmacia Mercurio di Dominici Daniela (Messina) e Libreria “Ciofalo Mondadori” (Messina).

 

Scosse di febbraio in progress

Cari amici,
ci siamo! Venerdì 15 febbraio avrà inizio la prima della Officine straordinarie di scrittura creativa. In questi giorni chi ci ha seguito ha potuto capire quale lavoro c’è dietro queste nuove importanti iniziative. Quella con Mauro Santopietro costituisce la prima pietra di una costruzione che vuole solide fondamenta. Di cosa si tratta lo scopriremo insieme cammin facendo perché Terremoti di Carta, secondo la sua più gloriosa tradizione decide prima di essere che di fare perché Terremoti di Carta siete tutti voi che decidete di mettervi in gioco all’interno dei nostri/ vostri laboratori.

Terremoti di Carta è la prima associazione ad aver portato la scrittura creativa a Messina più di dieci anni fa, adesso abbiamo la possibilità di conoscere sempre più a fondo le sue espressioni fondamentali.
Sapete già cosa c’è in programma. Mauro Santopietro, Mario Falcone, Lelio Bonaccorso, gli artisti della Cartoon School. Quello che non sapete ancora è che a questo gruppo di artisti e scrittori si è aggiunto un importante appuntamento con Nadia Terranova, si proprio lei coordinerà un ulteriore laboratorio di scrittura ad aprile.
Permetteteci di ringraziare fin da ora la Biblioteca Comunale “Cannizzaro” che ospiterà la maggior parte di queste officine e le librerie che ci offrono il loro sostegno e la loro disponibilità, poiché credono nella elevata qualità dei nostri incontri e delle nostre iniziative, quelle che portiamo avanti con un sempre rinnovato spirito di servizio culturale per la nostra città.
Vi aspettiamo
I Terremoti di Carta

Scosse Gennaio 2019

Cari Amici,

il 2019 de I Terremoti di Carta  si prospetta carico di esperienze ed emozioni, tutte legate alle arti espressive che girano attorno alla lettura e alla scrittura.

Ecco le prime notizie:

Nel novembre scorso è stata stipulata una convenzione tra l’Istituto Catalfamo di Messina e l’Associazione Koete, per l’avvio di un  progetto dal titolo “Cartoon School”. I contenuti di tale progetto saranno coordinati dall’Associazione Terremoti di Carta. Ne saprete di più a breve, ma ciò che ci preme sottolineare è la possibilità di promuovere l’esperienza della scrittura e promozione di un vero cartone animato in una delle scuole, cosiddette ” a rischio” della nostra città. Non vediamo l’ora

 

Tra febbraio e maggio, la collaborazione con il Cidi di Messina favorirà la conoscenza della scrittura nelle sue varie forme. Date un’occhiata al volantino qui sotto e cominciate a segnare le date in agenda.

Non vi basta? Aspettate altri nomi? Allora non ci resa che darvi appuntamento… alle prossime scosse!

Buon 2019

I Terremoti di Carta

 

Scosse Natalizie

Buon Natale!

L’associazione Culturale Terremoti di Carta vi augura un Natale di luce e un Anno delle Meraviglie di ciascun giorno.

 

Preghiera per l’anno che verrà

di Franco Arminio

Fratelli che siete qui,
fratelli della gioia e dello spavento,
fratelli di questo spazio 
e di questo tempo,
voglio dirvi una cosa
che sapete:
la materia del pericolo
è la stessa da cui scavare
la grazia, non c’è riparo
al guasto che ci attende,
ma ogni giorno
si può avere un attimo di bene,
si può con umana pazienza
guardare questo mondo
che si scuce.
Se nulla è sicuro
e nulla sembra vero
restiamo vicini,
strofiniamo il buio
per farne luce.

La scossa di novembre

Amici dei Terremoti di Carta, novembre ci vede finalmente protagonisti di un evento che ci ha coinvolti ed impegnati, anche piacevolmente, per diversi mesi, già fin da prima dell’estate.

Siamo lieti di invitarvi al

Convegno “L’Officina di Prometeo”

organizzato in collaborazione con il Cidi di Messina e l’Istituto Teologico “San Tommaso” di Messina.

In occasione del  200° Anniversario della pubblicazione del romanzo FRANKENSTEIN, IL MODERNO PROMETEO, di MARY SHELLEY, offriremo un percorso  multidisciplinare  (umanistico, artistico e scientifico) sul mito di Prometeo e sulle opere da esso influenzate.

Il Convegno si svolgerà nei giorni 16 e 17 novembre 2018 presso l’Istituto Teologico “San Tommaso” (Via del Pozzo 43, Messina).

Destinatari del percorso sono tutti gli appassionati e gli interessati a questa tematica, nonché gli studenti degli istituti di ogni ordine e grado e delle università. L’associazione Terremoti di Carta potrà rilasciare attestato di partecipazione valido come credito formativo per gli studenti delle istituti scolastici e valido anche ai fini dell’orientamento universitario.

La partecipazione è gratuita, ma è gradita la conferma di partecipazione all’indirizzo email terremotidicarta@gmail.com al fine di garantire una migliore accoglienza.

Vi alleghiamo il programma dell’evento con l’indicazione dei relatori che lo animeranno.

Inoltre, potete seguire gli aggiornamenti sulla nostra pagina Facebook e su quella dell’ evento creato appositamente.

Noi vi aspettiamo, il 16 e il 17 p.v., numerosi.

I Terremoti di Carta

Scosse ottobre 2018

Cari terremoti,

ecco a voi le scosse di ottobre:

tornano gli appuntamenti con le nostre officine di Lettura Consapevole e Scrittura Creativa. Mercoledì 17 ottobre dalle ore 18.00 alle ore 19.30 presso Libreria “Doralice” di Messina Nancy Antonazzo, Presidente dell’associazione  coordinerà il primo laboratorio.

Martedì 30 ottobre alle ore 18.00 torna l’appuntamento con Hallowreading, racconti, poesie, stralci di romanzi neri, horror, gotici, a noi cari e che ci i ispirano sempre emozioni e e brividi letterari da condividere insieme.

La partecipazione è gratuita per tutti i soci. I tesseramenti per l’anno sociale 2018-2019 saranno effettuati o rinnovati entro ottobre 2018 al costo di 10,00. La prenotazione è obbligatoria.

Vi aspettiamo

I Terremoti di Carta

Avvio alle attività telluriche 2018-2019

Carissimi,

siamo lieti di avviare questo nuovo anno sociale 2018-2019. L’associazione Terremoti di Carta, prima associazione sul territorio a proporre ufficialmente laboratori di scrittura creativa ha, come obiettivo primario  quello di promuovere esperienze culturali di esercizio e di riflessione sull’espressione artistica e creativa, intendendo contribuire concretamente al percorso di rinnovamento culturale della città di Messina, alla cui storia e tradizione si sente fortemente legata.

 

Ecco il programma, sempre in progress:

– Officine:  I Laboratori di Lettura Consapevole e Scrittura Creativa, cuore pulsante delle attività dell’associazione avranno inizio a ottobre presso la Libreria Doralice. 

– Hallowreading, il nostro tradizionale reading in occasione di Halloween, coordinato da Giusy Gerace

– Officine Co-creative: tornano le officine straordinarie, gli stage per i quali ci avvaliamo di esperti nei generi di scrittura, in particolare:

Officina di scrittura drammaturgica, con Mauro Santopietro, assistente e ricercatore alla cattedra di drammaturgia presso l’Università La Sapienza di Roma e reduce dai successi del Silvan Globe Theatre di Villa Borghese, a Roma, sotto la direzione artistica di Gigi Proietti.

Officina di sceneggiatura, con Mario Falcone, scrittore messinese, famoso per il suo romanzo “L’alba nera” e sceneggiatore per numerose fiction di successo per la Rai.

Officina di scrittura e fumetto, con Lelio Bonaccorso e Marco Rizzo, fumettista il primo, giornalista e scrittore il secondo, la loro collaborazione ha portato alla pubblicazione di “Salvezza”, che ancora riscuote successi e premi per la sua valenza e il suo messaggio di riflessione sociale. 

– Laboratori di Lingua e Cultura Britannica, coordinati da Valerie Woodland, Cambridge trainer&examiner

– Laboratori di Lingua e Cultura Ispanica, coordinati da Sara Castro e Juani Ferrer, Dele examinadores

 Inoltre 16/17 Novembre 2018, presso Istituto Teologico San Tommaso di Messina:

Convegno, “L’Officina di Prometeo, Percorso multidisciplinare sul mito in occasione del 200° Anniversario della pubblicazione di “Frankenstein. Il Nuovo Prometeo” di Mary Shelley. Il programma, che verrà inviato a parte, si avvala del contributo di nomi importanti non solo nel campo umanistico ma anche scientifico ed artistico.

Progetto sorpresa, Terremoti di Carta non si ferma mai e quest’anno ha deciso di impegnarsi maggiormente in campo sociale, sarà una bella sorpresa per tutti noi. Volete saperne di più? Restate con noi!

 

Non ci rimane che darci appuntamento alle prossime scosse

Cordiali Saluti

Nancy Antonazzo 

Presidente Terremoti di Carta

Due sere al Globe, con William!

C’è un strano signore che si aggira per il parco di Villa Borghese. Vuole proprio vedere come se la cavano anche quest’anno. Sono passati quindici anni dalla fondazione del Silvano Toti Globe Theatre di Roma e a dispetto della crisi nel mondo artistico e culturale, questo teatro, passo dopo passo è riuscito a diventare un appuntamento fisso, un luogo di incontro, un punto di riferimento, non solo per i romani ma per tutti gli appassionati di W. Shakespeare. Le varie compagnie e gli allestimenti che si avvicendano durante l’estate non hanno nulla da invidiare a quello che chiameremo l’originale.

Questo strano signore, dunque, non può che esserne orgoglioso, ma non vuole darlo a vedere. Non potrebbe.

Ma ogni anno da 15 anni, dopo aver perlustrato ancora una volta l’edificio a lui tanto caro, aspetta che il pubblico si accomodi, per terra o in galleria. Si siede in mezzo a loro e osserva i sorrisi, ascolta i commenti, indugia sulle espressioni ammirate e poi, anche lui inizia a recitare, parole già conosciute.

Questa sera di metà luglio ha deciso di sedersi accanto a tre signore, gli ricordano tanto le sue allegre comari di Windsor, se non fosse che al momento dell’inizio dello spettacolo la loro bocca si chiude e i loro occhi si fanno attenti. Segue il loro sguardo e …assiste.

Va in scena “Molto rumore per nulla”, la regia è di Loredana Scaramella, tra gli attori spiccano Barbara Moselli, Mauro Santopietro e Maurizio Marchetti.  Le tre comari ne rimangono estasiate.  La fedeltà al testo è interpretata in modo coinvolgente. Sembra che tutti gli spettatori siano invitati al matrimonio, diventino commensali e quindi co-interpreti di tutto l’intreccio di amore, invidia e tentativo di rovinare la festa. La musica, protagonista essa stessa di tutta la commedia, afferma l’ispirazione e l’origine messinese e siciliana del contesto. Si riconosce quella passione che solo la gente del sud sa mettere nell’esprimere ogni sentimento, sia esso di gioia e allegria, così come  di odio e vendetta. L’amore, come sempre visto sotto vari colori si esprime al meglio nelle sue vari fasi della vita, quello adolescenziale e fatto di emozioni di Ero e Claudio e quello disincantato dall’esperienza e dalle delusioni, ma non meno appassionato di Beatrice e Benedetto.

Tutti in scena affermano la propria personalità e per tutto il tempo accolgono e coinvolgono il pubblico tenendolo stretto dalla loro parte di ragione. Pur conoscendo già la trama, tutti tirano un sospiro di sollievo per la felice conclusione.

Le tre donne vanno via estasiate. Le rivedrà una seconda volta a fine estate, stavolta sono due ma hanno lo stesso sguardo vigile e attento a ciò che succede in scena. Gli sembra che si aspettino una conferma di ciò a cui hanno assistito un paio di mesi prima. E non rimarranno certo deluse.

Stavolta va in scena “La bisbetica domata”, stessa regia e stesso allestimento che danno prova di sé in una interpretazione di teatro nel teatro, “play within the play”, straordinaria. Uno degli protagonisti è lo stesso Santopietro e la protagonista è Carlotta Proietti. Eccola la bisbetica da domare, che donerà al suo ruolo un tratto di eleganza. Finalmente! Tutte le “bisbetiche” viste fino ad ora, chi più, chi meno convincenti, non avevano questa caratteristica, eppure Shakespeare non aveva delineato una donna selvaggia, con un femminismo fine a stesso, come l’aggettivo sembrerebbe far credere.  Le due comari hanno davanti una figura di donna indomabile, fiera e incapace di sottomettersi alle convenzioni matrimoniali.

Ma anche Petruccio è un indomabile: Mauro Santopietro ha uno stile  robusto ed elegante, guida e conduce l’intreccio della trama come chi conosce bene il suo obiettivo e sa come raggiungerlo. E’ a suo agio nel suo ruolo, come lo era nel ruolo di Benedetto, self-confident direbbe lo strano signore. I due, infatti, sembrano conoscersi bene. Così fa in modo che  la storia non si riduca ad una banale battaglia tra i sessi, ma alla necessità di una reciprocità. Nel suo tentativo di domare Caterina, Petruccio riconoscerà l’amore per se stesso e per la sua donna. Una delle due comari, commentando il rapporto tra Petruccio e Caterina, ripensa addirittura a Calvino, nel suo celebre “Il barone rampante”, dove dice: “Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così. La commedia si concluderà con il preludio di un nuovo inizio, quello di un matrimonio dove il vero amore coniugale, fatto di complicità e devozione reciproca vincerà sulle effimere convenzioni sociali.

Una nota a parte ma non meno importante meritano l’allestimento e i movimenti di scena delle due commedie: tutti sono protagonisti su quel palco. Anche gli oggetti. Le lenzuola e le corde  nella prima, i tavoli e le sedie nella seconda. Tutto si muove nello stesso momento in cui si muovono gli attori. Lo sforzo fisico e l’impegno in scena diventa una vera coreografia, i salti e gli spostamenti sembrano movimenti di danza . Un lenzuolo può diventare la tovaglia da tavola di un banchetto, una corda può diventare un’altalena, addirittura, uno dei tavoli con delle piccoli luci può diventare un palcoscenico, e il palcoscenico diventa simbolo della vita, sul quale si sale, si fa il proprio numero e poi si scende, passando dalla luce al buio, dove un ubriacone può diventare all’improvviso un ricco signore che osserva la scena da un trono come un dio spettatore delle vicende degli uomini. Le due comari si guardano attorno. Tutti gli spettatori sono coinvolti nella scena e coccolati come lo è quell’ubriacone e ripensano a un’altra caratteristica presente nel teatro di Shakespeare, quella sottile linea di confine tra realtà e sogno.

C’è tutto di Shakespeare nelle due commedie della Scaramella: le fonti, le ispirazioni, l’esperienza della vita e il genio del bardo.  Gli stessi attori sembrano creature shakespeariane.

Le due comari sono sazie e con lo anche lo strano signore. Mentre escono dal teatro commentano entusiaste, mentre lui, un po’ di disparte sembra volerle accompagnare. Una di loro, all’improvviso, si gira per vedere chi le sta seguendo, ma sono già fuori dalla villa. L’altra chiede chi abbia visto  ma la comare non sa rispondere.

Lo strano signore rimane lì a osservarle mentre vanno via. Sa che torneranno e lui le aspetterà.

See you soon, Sir Shakespeare!

( Recensione a cura di Nancy Antonazzo e Monia De Cesare)

Edna O’Brian, “La trilogia delle ragazze di campagna”

E visto che ci ha preso gusto, eccovi una nuova recensione della nostra Laros!

Leggere tre romanzi di fila, senza sosta, in velocità si può. Veloci perché lo stile è tanto scorrevole da poter leggere pagine e pagine senza accorgersene, veloci si è per curiosità, procedi per capire perché un tale di nome Philip Roth abbia definito Edna O’Brien la piu’ grande scrittrice in lingua inglese vivente. E’ una trilogia: “Ragazze di campagna”, “La ragazza dagli occhi verdi”, “Ragazze nella felicità coniugale”.

Il primo libro apre la narrazione , il percorso di due vite e di un’amicizia, sono Baba e Kate le due protagoniste, un po’ come le amiche di Elena Ferrante, ma lo sfondo non è Napoli, loro nascono e crescono nella cattolicissima Irlanda. E’ la storia, il percorso di vita di due donne verso l’emancipazione sociale e sessuale , il tentativo di affrancarsi dalle imposizioni della cultura cattolica , la religione che educa e controlla le menti e dal cui condizionamento cercano di liberarsi , è la storia della fatica compiuta per diventare adulte e di vedere infrangere i propri sogni. I primi due romanzi sono narrati in prima persona da Kate, il terzo da Baba . Il cambio di narratore permette anche un cambio di punto di vista e non solo… La vita delle due donne segue la stessa linea nel percorso esteriore, interiormente le cose vanno diversamente, cosi come nella vita reale ognuno è solo e diverso dalla pelle in giù. Interiorità’ ed esteriorità sembrano non incontrarsi , solo all’ultimo avviene il perfetto incrocio, l’intersezione accade nel nome del dolore. Lo stile è semplicissimo, così semplice da spiazzare in principio, la narrazione subisce un crescendo, il climax si avverte passando da un libro all’altro, come una scalata che diventa sempre piu’ erta, faticosa, pericolosa e la leggerezza è solo apparenza e ti chiedi, perché? Poi pian piano comprendi che tutto è suggerito, quanto è stato volutamente omesso, escluso dalla trama, sussurrato, tutto cio’ può far volare alto un’opera così come si addice ai buoni scrittori che le cose non le dicono, ci devi arrivare tu. L’ultimo libro cambia anche i toni, sembra quasi che la scrittrice compia un cambiamento assieme alle sue protagoniste o chissà, forse sono loro che influenzano la O’Brien, chi può dirlo? La scrittura diventa più schietta, cruda e non solo perché cambia il narratore ma anche perché quando si tirano le somme della vita, fingere non è più possibile nemmeno con le parole: ” perché ci sono cose a questo mondo che non si possono chiedere….ci sono cose a questo mondo a cui non si può rispondere “. Ma che dire di più? si comprende ben presto, dopo l’iniziale “smarrimento”, che ne è valsa la pena. Leggere questi romanzi è ’ semplice, si bevono in un’unica sorsata, ma non fatevi illusioni, il sapore che resta in bocca è ciò che conta, ed è dolcemente agro.

“Tutto è possibile” di E.Strout

Eccovi  il primo consiglio di lettura dell’estate ad opera della nostra nuovissima “terremota” Laros.

Tutto è possibile… è il titolo dell’ultimo romanzo della Strout. Scrittura scarna, lineare, la lingua dei cowboy, essenziale ,che evoca sensazioni senza mai esprimerle apertamente, non “pastosa”, elegante, ricca come quella di una parte della letteratura europea. Personaggi comuni, universali, vite che diventano esempi comuni del vivere . Riconoscersi in ognuno di loro è facile, quando soffrono, quando gioiscono e se non ti riconosci , impari a comprenderli, ad empatizzare con i loro limiti, avvertendoli, seppur non vivendoli. Il romanzo viaggia su un binario parallelo alla narrazione del romanzo precedente “ mi chiamo Lucy Barton”. La struttura è scandita da capitoli- racconti. Ogni singola porzione del romanzo è dedicata a personaggi che hanno ruotato intorno alla vita di Lucy e ogni vita dimostra, anzi fa percepire( perché’ di percezione dobbiamo parlare, di impressioni, di avvertimento) che tutto è possibile. Possibile è trovare un amico che non hai mai avuto in un uomo folle e proprio quando stai per morire, possibile è vedere il bello e la meraviglia della vita nonostante la vita stessa sconvolga ciò che ritenevamo certo e incorruttibile, possibile è conoscersi e amare la propria anima quando scopri che chi ti usa nasconde a se stesso i propri dolori. Sono racconti apparentemente slegati tra loro , polittici racchiusi in un’unica cornice con un filo conduttore incarnato da Lucy Barton, la bellezza la trovi nei tanti “volti” che vivono le loro esistenze apparentemente anonime ma che compongono, nel loro insieme frammentato, un’umanità meravigliosamente vera. Il tempo non è importante, è scandito dall‘attimo, da un singolo sguardo, da una parola. Lo spazio e’ descritto da scorci schizzati qua e là come uno sfondo partecipe dell’umanità che lo anima, è un tratteggiare che è conciso, sommario e che inquadra con flash che fanno luce su ciò che è in ombra ,che scatto dopo scatto ti fa vivere con i personaggi, nelle loro case, al loro fianco, nelle loro vite e perché’ no, ti verrebbe voglia di intervenire nei loro discorsi e dire la tua e raccontare anche un po’ di te e dire anch’io sai…..

 

SCOSSE DI GIUGNO 2018

Cari amici,

le scosse di giugno rappresentano la conclusione dei nostri laboratori e delle iniziative portate avanti durante l’anno sociale. Il 9 giugno coloro che hanno aderito al progetto Cambridge saranno impegnati, come ogni anno negli esami di fine percorso presso la Red Bus School. Ne approfittiamo per ringraziare la coordinatrice dei laboratori, Valerie Woodland che anche quest’anno ha seguito il progetto con grande competenza e professionalità.

Ma il sito non va in vacanza ed è a disposizione delle vostre letture estive. Saremo lieti di accogliere le vostre recensioni e segnalazioni di libri di narrativa, poesia e saggistica. Inviatele all’indirizzo terremotidicarta@gmail.com e saremo lieti di pubblicarli per voi su questo sito.

Alle prossime scosse

I Terremoti di Carta

Scosse di Maggio 2018

Cari Amici,

il mese di maggio è appena iniziato e come ogni anno segna la conclusione delle nostre iniziative:

si concludono i corsi di preparazione agli esami Cambridge e si concludono i nostri laboratori di scrittura.

Inoltre sono due gli appuntamenti ai quali parteciperemo:

  • il 20 maggio 2018 alle ore 18:00 ci ritroveremo alla Libreria Feltrinelli Point di Messina per partecipare all’incontro organizzato dall’Associazione Culturale “La Contea”: ” I regni nascosti. Amicizia e Natura in Miyazaki e Tolkien. Interverranno Giusy Gerace e Francesco Tomasello.
  • il 25 maggio 2018 alle ore 18:00 ci troverete alla Libreria Ciofalo di Messina per il laboratorio dal titolo “Dr Jekyll and Mr Hyde. Officina di Lettura e Ri-scrittura di un classico della letteratura”. Il laboratorio sarà coordinato da Nancy Antonazzo.

Gli incontri sono gratuiti e aperti a tutti. Vi aspettiamo. Alle prossime scosse.

I Terremoti di Carta

Scosse di Aprile 2018

Cari Amici,

l’Associazione Culturale Terremoti di Carta vi augura un felice periodo pasquale. La primavera si è espressa con tutte le contraddizioni e i capricci della sua personalità. Noi la accogliamo e la corteggiamo così com’è perché sappiamo che con sé porta nuova vita e desiderio di incontrarsi e stare insieme sulle ali dei libri: le loro pagine.

Pertanto vi ricordiamo i prossimi appuntamenti e le opportunità di incontro:

Venerdì 6 Aprile e 20 Aprile 2018: i Laboratori di Scrittura Creativa ore 18:30 presso Libreria Doralice

Giovedì 19 Aprile 2018: per i “Booksharing, I Caffè Letterari del Piccolo”, presentazione del libro “Lettere a Maria Occhipinti”, edizioni Arianna, a cura di Fulvia Toscano, direttore artistico  di Naxos Legge e di Nancy Antonazzo, Presidente dell’Associazione Culturale “Terremoti di Carta”,  dalle ore 14:30 alle ore 16:30, presso IIS LS Piccolo- Capo d’Orlando.

Venerdì 20 Aprile e Sabato 21 Aprile 2018: XV Convegno Nazionale Sulla Letteratura, “Letteratura: il varco è qui?”, presso Villetta “Pietro De Nava”, Biblioteca Comunale di Reggio Calabria. Potete visionare la locandina con il programma di seguito:

Alle prossime scosse!

I Terremoti di Carta

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