“AL LETTORE” dal Libro dei Sogni

 

“Ogni notte l’uomo sale su un palcoscenico immaginario e nel suo teatro diventa spettatore, regista, attore, scenografo di se stesso: l’uomo sta sognando. E sempre questi sogni vanno al di là della razionalità che si vorrebbe possedere. A volte saper interpretare quanto il nostro inconscio ci suggerisce, significa fare luce dentro noi stessi, imparare a conoscere il nostro intimo, con le sue aspirazioni, le sue paure e le difficoltà che forse, in quel momento della vita, dobbiamo affrontare.     Fare emergere le nostre sensazioni ed avere la possibilità di interpretarle, ci aiuta ad esorcizzare la paura verso sensazioni sconosciute, a comprendere la simbologia di quanto sognamo. E quest’arte, conosciuta fin dagli albori della nostra civiltà, si è arricchita, secolo dopo secolo, della esperienza e della maggior conoscenza dell’uomo verso la sua interiorità.     Ed è curioso rilevare che, alcuni dei sogni che facciamo, ci riportano all’eredità di cui siamo intrisi, all’impronta lasciata dai nostri avi, ai riti di cui abbiamo smarrito il ricordo o che ci sono completamente sconosciuti, mentre altri sogni rispecchiano la nostra realtà, il vivere quotidiano con le sue ansie immediate, la ricerca di una soluzione.     Interpretare un sogno richiede esperienza e capacità di intuizione in quanto il sogno di ognuno di noi è ricco di simboli.  Questi vanno analizzati, rapportati alla nostra vita, ai nostri desideri e frustrazioni, alla nostra personalità e grado culturale.     E questo libro ha la presunzione di voler aiutare chi si accinge all’analisi e allo studio dei sogni. Un traguardo difficile da conquistare, un traguardo che richiede esperienza e continuità. Si avrà così la possibilità di compiere uno dei viaggi più affascinanti, fantastici e suggestivi che si possano compiere: la conoscenza della nostra essenza, di quell’inconscio che a volte soffochiamo ma che, libero e prepotente, riaffiora puntuale ogni volta che i nostri occhi si chiudono e le nostre difese cadono, sprofondando nell’oblio del sonno.”

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