il barattolo

Brutto! Si, come altrimenti definirmi? Come ad un cane diresti “fedele” o ad un gatto l’esatto opposto, a me non potresti che definirmi con parola meno spontanea, che brutto! Non la mia razza è nata, o viene concepita, per soddisfare tale requisito, soltanto io posso vantarmi di tale immagine prima di grazia. Il mio padrone è come me, ha il gusto del bello, per questo mi tiene in questa stanza, per fare da contrasto a tutto ciò che di diverso da me sta intorno. Proprio come donne vanitose che camminano insieme ad altre, lodevoli per simpatia, ma non inclini al piacere della vista, solo per dar riasalto alla loro bellezza, perchè essa, come si sa, è solo un canone di paragone e non un valore assoluto. Così io provo, con il mio color grigio opaco, a dar più risalto a colori e contrasti di una stanza povera di valore e carica di sentimenti. E’ vero altresì che son prezioso, ma non per ciò che mi compone, ma per ciò che porto dentro.La bruttezza inganna lo stolto e dona Porzia al valoroso. Non son certo fatto di piombo, ma di latta, e non ho nemmeno un cuore, forse, ma dentro, conservo storie per una vita intera. Sono.. sono un barattolo! Si, l’ho detto. Non ho vergogna di affermare che così poco valgo. Dentro portavo profumo ed occhiali, ed ora invece ho fogli, anelli e bracciali. Son cresciuto come un bimbo, ma fui regalato solo al compimento della maggiore età. Mi svuotò, e mi conservò. Perchè sono pratico. Il mio padrone è come me, ha bisogno di un riferimento, ed io, sono un oggetto che si ricorda da se. Prima mise un orologio, poi uno scontrino, poi una moneta, poi una collana. Regali. Andati, tornati, ricevuti, danneggiati. Una piccola cassaforte di ciò che più egli vuol ricordare e dimenticare. Dentro me nulla si perde, il ricordo rimane perenne. Ho notato infatti con piacere che tutto ciò che viene da me custodito, negli anni non è più tornato fuori, nemmeno solo per essere riportato alla memoria. Che mi usi perchè stracciare porta male? Perchè gettare è di cattivo gusto? O per paura di dimenticare ciò che più non gli interessa. Qualsiasi motivazione essa sia, mi trascura, e non mi guarda, per non destare su di me troppa attenzione. Il mio padrone è come me, è geloso di ciò che durante la vita ha vissuto e conservato.

Comments (1)

Angelusgennaio 30th, 2008 at 21:48

Uhm…che dire? Semplicemente….Magnifico. Mi piace come scrivi sei bravissimo e spero di imparare il più possibile da questo corso.

P.S.: La mia frase preferita in questo racconto:

“Così io provo, con il mio color grigio opaco, a dar più risalto a colori e contrasti di una stanza povera di valore e carica di sentimenti. E’ vero altresì che son prezioso, ma non per ciò che mi compone, ma per ciò che porto dentro.”

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