la sua casetta

Si è dimenticata di dirmi a cha piano abita. La solita. Vado su e giù per il palazzo cercando la porta giusta. Niente da fare. Dio come odio quelli che non mettono la targhetta con il nome sulla porta di casa. Salgo al 5 piano con l’ascensore e me li faccio scendendo tutti a piedi. Niente. Del suo nome nemmeno l’ombra. Non mi resta che citofonare di nuovo. “Ma ti sei persa? – gracchia dal citofono una voce che stento a riconoscere come sua – sto al quarto piano. Sali che ti apro.”

Non c’è targhetta né vicino al campanello né sulla porta. Troppo scontato, ovviamente. Ma al centro della bella porta in legno blindatissimo campeggia un cuore in legno e rete dorata, con strane applicazioni sopra. Non ho nemmeno il tempo di osservarlo con calma, né di rendermi conto se mi piace o se è pacchiano, che la porta è già spalancata e lei mi travolge con il suo solito “ciiiiaoooooooooooooooo,  lo so, lo so, sono in ritardo….accomodati e fai come fossi a casa tua che mi sbrigo in un attimo”. Stento a credere che si tratterà di un attimo visto che è ancora in slip e reggiseno.

Mi molla all’ingresso e fugge in bagno urlandomi “butta pure il cappotto sulla poltrona dell’ingresso, sull’attaccapanni non c’è posto…dovrei riordinare, ma che palle a me va bene così…”.

Sfido che sull’attaccapanni non c’è posto. Conto 4 giacche, 5 cappellini diversi, non so quante sciarpe e borse una sull’altra…per miracolo si intravede il lungo specchio con la cornice di ferro battuto. Rassegnata butto il cappotto su una poltroncina. Le righine multicolor le danno un’aria allegra. Sulla parete sopra la poltrona campeggia una sua gigantografia in bianco e nero…sdraiata a pancia in giù su uno scoglio…posa da modella sprecata, sguardo sicuramente languido perso dietro gli occhialoni da sole…mento appoggiato con spavalderia al pugno chiuso…sorriso appena accennato…ci tiene a fare sapere che è lei la padrona di casa…mah…non so cosa fare, magari restituisco la sua dignità alla poltrona e la aspetto seduta lì…lei intuisce che sono rimasta dove mi ha lasciata e fa capolino dal bagno: “ma insomma che ci fai ancora li…mettiti comoda, guardati un po’ la casa, così mi dici se ti piace…io perdo ancora 10 min….”.

Ok, mi dico…mi faccio il giro di casa…entro in camera sua e mi sembra di trovarmi catapultata in una casa di villeggiatura. ..il blu, il bianco e l’azzurro fanno capolino in tutte le loro gradazioni, tonalità e giochi geometrici…pareti, copriletto, tende, cuscini….le foto che ha scattato in questi ultimi anni sono appese alla parete come fossero in mostra in una galleria; tutte ritraggono il mare di Sicilia e ciò che lo rappresenta…il faro del porto di Catania con l’Etna innevato sullo sfondo, una barca arenata sulla spiaggia a Siracusa, una vecchia sedia di vimini dimenticata a riva a Torre Faro, un pescatore al lavoro sulla sua barca nel porticciolo di Acitrezza, il mare in tempesta di marina di Ragusa…anche sulle ante dell’armadio a muro ci sono attaccate un sacco di fotografie, ma queste sono allegramente disordinate, come in fondo lo è la sua vita…in alcune siamo anche insieme…. ah ecco dove sono finite quelle che abbiamo fatto a Roma…e io ancora che le aspetto…e questo chi è?mmm…non me ne ha mai parlato di sto tizio……c’è una poltroncina a righine sottili bianche e blu in un angolo, vicino il balcone, tra la tenda e l’armadio….peccato che anche questa è sepolta dai vestiti: non posso sedermi nemmeno lì…e poi dovrei anche spostare cavalletto e macchina fotografica incastrati dietro le tende… con il rischio di fare cadere tutto….e poi chi la sente….sul letto, beh, il letto è abbastanza grande…chissà perché l’ha preso ad una piazza e mezzo visto che vive sola…evidentemente le piace dormire comoda qnd è sola…e non vuole avere troppi problemi quando è in due…il copriletto è a quadratoni ovviamente bianchi e blu, i cuscini a pois e quadrettini…mi piace tutto questo, crea movimento e gioco tra lo stesso colore sempre diverso e le forme…sembra di essere davvero in vacanza…quel pacchetto di Pan di Stelle aperto sul comodino emana una lieve fragranza di cioccolato che mi fa venire l’acquolina in bocca… “ma insomma ci sei? È tardi….”….dal bagno sento il rumore del phono…niente, nemmeno mi ha sentito….beh, vediamo un po’ il resto della casa, d’altronde me l’ha detto lei di farmi il giro… è da un po’ che mi chiedo da dove venga questa “lieve” musica…chitarra elettrica, basso e batteria…rilassante! Il pc è acceso sul tavolo della stanza da pranzo?soggiorno?studio?…boh…è un po’ di tutto…lo screen saver rimanda in random altre foto…è proprio fissata…la luce del pomeriggio riscalda tutta la stanza, dopo essere stati sopiti dalla calma dei blu, l’ocra e il rosso arancio risvegliano e rafforzano i sensi…mi butto sul divano, almeno questo è occupato solo da tre enormi cuscini, non ci sono vestiti, né lingerie, nè…biscotti… in compenso quella vetrina funge da libreria e credenza…le mug a fiori e il servizio di tazzine da caffè spaiate sono costrette a dividersi i ripiani con libri di Isabel Allende, Paulo Coelho, Wilbur Smith, Camilleri, Luciana Littizzetto e i classici dell’800…e poi ci sono un sacco di quaderni con le copertine colorate che sembrano tanto dei diari….e mug che hanno dimenticato thè e caffè e sono piene di penne colorate…caricabatterie con i fili arrotolati, batterie…un paio di grandi tele bianche sono appoggiate per terra su un foglio di giornale in un angolo vicino al balcone, il cavalletto è piegato tra la libreria\credenza e il muro, pennelli e colori sono disordinatamente sparsi sul tavolo…mi chiedo se per mangiare le basta quell’angolino di tavolo o se ogni volta sbaracca tutto…conoscendola direi la prima…magari è capace contemporaneamente di mangiare, chattare su msn e dipingere…guardo l’orologio, ormai è tardi, non ci arriviamo più…strano, lei è così puntuale da rasentare la mania…mmm… comodo questo divano…e che odore strano c’è su questi cuscini e nell’aria…è un misto di cannella e cardamomo, cioccolata, carta e tempera….ma si, c’è ancora tempo…e fuori fa freddo… 

Comments (1)

Francescoottobre 22nd, 2008 at 17:32

La narrazione riesce a trasportare il lettore, con naturalezza e fluidità, attraverso una varietà di stai d’ animo, immagini e situazioni, facendolo sentire piacevolmente frastornato. Lo stile è efficace e originale. Brava!

Leave a comment

You must be logged in to post a comment.