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	<title>.: Terremoti di Carta :. &#187; luisuccia</title>
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	<description>Laboratori di espressioni creative</description>
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		<title>Capitano (un monologo)</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 10:27:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luisuccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Officine]]></category>

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		<description><![CDATA[(posto questo pezzo. volevo condividere con voi il mio smarrimento, spero di tornare presto a condividere con voi anche i laboratori) Capitano! Capitano? Non vorrei distoglierla dai suoi calcoli sulle mappe ma ho bisogno di parlarle seriamente … Capitano, da quando siamo partiti circa un anno fa nessuno ha mai detto niente sulle sue decisioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><a href="http://studioeightythree.spaces.live.com/blog/cns!2A4652EA28071FB8!979.entry"></a></h4>
<p>(posto questo pezzo. volevo condividere con voi il mio smarrimento, spero di tornare presto a condividere con voi anche i laboratori)</p>
<p>Capitano!</p>
<p>Capitano?</p>
<p>Non vorrei distoglierla dai suoi calcoli sulle mappe ma ho bisogno di parlarle seriamente</p>
<p>…</p>
<p>Capitano, da quando siamo partiti circa un anno fa nessuno ha mai detto niente sulle sue decisioni. Siamo stati tutti pronti ad ogni suo comando, abbiamo rischiato il ribaltamento più volte ma nessuno ha dubitato della sua rotta o della sua condotta, delle sue scelte insomma.</p>
<p>Siamo salpati con lei perché sapevamo che era il migliore ma ora i marinai… iniziano ad avere qualche dubbio… a volte in modo lecito se mi permette, e a volte causato dell&#8217;esasperazione.</p>
<p>Capitano mi creda siamo tutti con lei ma qui nessuno vede la terra ferma da mesi e l&#8217;umore non è più quello di quando siamo partiti, lei lo capisce vero? Servirebbe che scendesse giù tra gli uomini, gli desse una parola di conforto, per fargli capire che non sono stati abbandonati, che le sue scelte sono studiate e non quelle di un uomo alla deriva. L&#8217;oceano è così grande signore…</p>
<p>…</p>
<p>Da quante tempo non mangia con noi, eh? Esca dalla sua stanza, si unisca a noi, ne sarebbero tutti contenti. E&#8217; sempre stato una persona di compagnia, vitale, allegra, non avrà difficoltà a riconquistarli a sé. Ci pensi capitano, ci pensi.</p>
<p>La mia opinione, sa, è poco conto. E&#8217; più importante che lei mostri la rotta, faccia luce su questo viaggio perché vede qualcuno dice, malamente, che lei non sa da che parte andare. Che sta tirando righe sulla mappa senza la minima idea del punto di arrivo. Non è così vero capitano? Lei lo sa dove stiamo andando e cosa ci aspetta vero… ?</p>
<p>…</p>
<p>Gli uomini ormai passano le giornate pescando senza voglia e la sera bevono rhum fino a notte fonda non curandosi della nave perché sanno che lei non dirà nulla anche venendo meno al codice del mare. All&#8217;inizio pensavamo che la sua era un&#8217;immensa fiducia verso l&#8217;equipaggio; ora credono tutti che il suo è disinteresse e possa provocare, inaspettatamente, una catastrofe… perciò continuano a bere rhum per non pensarci. Spero lei ne sia cosciente capitano, è giusto che lo sappia. Se non arriveremo presto ad un&#8217;isola o ad un porto affonderemo in qualche mare sconosciuto, lo capisce?</p>
<p>…</p>
<p>Capitano…</p>
<p>Capitano?</p>
<p>Ma lei… sta dormendo…</p>
<p><em><font size="2">(a chi naviga a vista, a chi naviga col cuore&#8230;)</font></em></p>
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		<title>esercizi martedì</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 19:46:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luisuccia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Cara proffina, sta volta i compitini li avevo fatti e mi ero pure applicata. Applicata al punto che non avrei saputo scegliere quali, tra le &#8220;freddure&#8221; da me scelte, avrei alla fine deciso di leggere oggi al nostro incontro. Ma l&#8217;influenza mi colse e così vi siete persi la visione di me giungente con una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara proffina,</p>
<p>sta volta i compitini li avevo fatti e mi ero pure applicata. Applicata al punto che non avrei saputo scegliere quali, tra le &#8220;freddure&#8221; da me scelte, avrei alla fine deciso di leggere oggi al nostro incontro. Ma l&#8217;influenza mi colse e così vi siete persi la visione di me giungente con una pila di libri in mano! pazienza&#8230;</p>
<p>però come prova del mio impegno, posto qui il mio lavoro di ricerca. I brani che avevo scelto erano:</p>
<ol>
<li>Alcune pag. sparse di &#8220;va dove ti porta il cuore&#8221; di S. Tamaro. Ma evito di postarle perchè non finirei più di scrivere.</li>
<li>I paragrafi 8-9 del capitolo &#8220;miseria e compagnia 1950 1952&#8243; tratti da &#8220;L&#8217;ombra del vento&#8221; di Carlos Ruiz Zafon (libro che sto leggendo e che mi sta molto affascinando)</li>
<li>L&#8217;incipit del romanzo di Fabio Volo &#8220;é una vita che ti aspetto&#8221;.</li>
</ol>
<p>Posterò quest&#8217;ultimo brano perchè credo fornisca un contributo molto originale e un&#8217;interpretazione meno immediata, più inusuale rispetto a quella classica che attribuiamo solitamente alla sensazione del freddo.</p>
<p align="left"><font face="georgia,times new roman,times,serif" size="2"><em>  Che freddo. Sono raffreddato. Del resto lo sapevo.</em></font></p>
<p align="left"><font face="georgia,times new roman,times,serif" size="2"><em>  Si è fermata da me per la notte, e ho voluto dormite nudo, perchè mettere la maglietta mi sembrava poco machio. Pensare che lo so che se non mi metto la magliettina poi prendo freddo.<br />
Ma a volte mi piace fare il figo, mi piace fingere di essere quello che non sono. Faccio il duro a torso nudo e la mattina dico: &#8220;Babba bia che freddo&#8221;. Ma mi sa che questa è stata l&#8217;ultima volta.<br />
Qualcosa è cambiato.<br />
Mi sa che l&#8217;amo. Mi sa che per la prima volta sono innamorato. Intendo dire innamorato veramente.<br />
L&#8217;ho pensato perchè ieri sera dopo aver fatto l&#8217;amore ho dormito dalla parte umida del letto, dove lo avevamo fatto. Secondo me se dopo averla amata le ho lasciato la parte asciutta, bè &#8230; questo è amore.<br />
Mi sono svegliato con un braccio fuori dalle coperte: era praticamente congelato. Lei se n&#8217;era già andata a lavorare.<br />
Me lo sono toccato (il braccio) con l&#8217;altra mano per cercare di riattivare la circolazione, o perlomeno per riscaldarlo e restituirgli una temperatura da essere umano vivo.<br />
Metamoricamente ho fatto al braccio quello che nell&#8217;ultimo periodo ho fatto alla mia vita: l&#8217;ho ripassata tutta con una mano invisibile e l&#8217;ho accarezzata cercando di restituirle una temperatura da essere umano vivo.<br />
Ora sto bene. Posso dirlo senza paura, sto proprio bene.<br />
Nella mia vita ora circola calore. Sono vivo. Sono felice.<br />
Vado in cucina a fare colazione e trovo la moka sul fornello e appiccicato sopra un post-it giallo con scritto: &#8220;Il caffè è pronto, devi solo accendere&#8221;.<br />
Mi siedo e rimango a guardare il bigliettino e la moka. Tutto è così semplice, e il suo gesto mi commuove. Aspetto ancora un attimo, mi godo questo momento e poi accendo. Dopo qualche minuto la cucina si riempie di profumi. Profumo dic affè. Quanto mi piace. Soprattutto la mattina. E io lo respiro, respiro il caffè, respiro la vita, ultimamente così diversa, delicata, fragile, limpida, armoniosa. E intanto mi sento potente. Potente e felice come Dio.<br />
Accendo lo stereo e metto, per una mattina così meravigliosa, &#8220;Way to Blue. An introduction to Nick Drake&#8221;. UN album che rispecchia il mio stato d&#8217;animo, la mia situazione.<br />
La musica e  il profumo di caffè si abbracciano nell&#8217;aria e danzano per me.<br />
E io vorrei gridare: &#8220;Sono un uomo felice, grazie!&#8221;. </em></font></p>
<p align="left"><font size="1">Intro di &#8220;E&#8217; una vita che ti aspetto&#8221; &#8211; Fabio Volo</font></p>
<p>&lt;!&#8211; &#8211;&gt;</p>
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		<title>invito</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 17:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luisuccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Officine]]></category>

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		<description><![CDATA[volevo invitare tutti a fare un saltino sul mio blog, non è niente di speciale, ma apprezzerei i vostri commenti. bacino scrittori! http://studioeightythree.spaces.live.com/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>volevo invitare tutti a fare un saltino sul mio blog, non è niente di speciale, ma apprezzerei i vostri commenti. bacino scrittori!</p>
<p><a href="http://studioeightythree.spaces.live.com/">http://studioeightythree.spaces.live.com/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>quel freddo mare dentro</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 15:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luisuccia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Antonio, quella mattina decise che era giunta l&#8217;ora. Antonio, quella mattina, decise che anche l&#8217;università per un giorno poteva non avere alcuna importanza. Decise, anche, che neanche la colazione al bar coi colleghi, la telefonata del buongiorno fatta a Silvia ancora da sotto le coperte, le litigate con la sorella dietro la porta del bagno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Antonio, quella mattina decise che era giunta l&#8217;ora.</p>
<p>Antonio, quella mattina, decise che anche l&#8217;università per un giorno poteva non avere alcuna importanza.</p>
<p>Decise, anche, che neanche la colazione al bar coi colleghi, la telefonata del buongiorno fatta a Silvia ancora da sotto le coperte, le litigate con la sorella dietro la porta del bagno perchè si sbrigasse a liberarlo, i via vai tra lo specchio e l&#8217;armadio per decidere in quale veste apparire quel giorno, avessero, quella mattina, alcuna importanza.</p>
<p>Era strano, però, per Antonio. Era strano perchè era dannatamente legato ai suoi rituali, ai suoi stupidissimi rituali e più stupidi erano e più sviscetatamente ci si legava, come il suo modo di girare il cucchiaino nel caffè: due giri verso destra e uno verso sinistra, poi ancora due verso destra e di nuovo uno verso sinistra. Il bello, però, era che lui il caffè lo beveva amaro.</p>
<p>Io glielo ripetevo di continuo che le sue erano solo manie, modi come altri per riempirsi la giornata e svuotarsi di pensieri.</p>
<p>Quella mattina, Antonio aprì gli occhi e scese al mare. Il sole non aveva ancora finito di rischiarare il cielo e faceva freddo come in quella notte. Si avvicinò al vecchio vicino alla spadara e gli disse: &#8220;mi sà che ora è&#8221;. Il vecchio che da sempre come me gli ripeteva in continuo: &#8220;non fu il mare ad ucciderlo, la sua stupidità fu&#8221;, quella mattina non disse nulla e si limitò ad annuire facendo appena un cenno con la testa.</p>
<p>Quella mattina il cielo era chiaro e il mare calmo. Antonio guardava l&#8217;acqua, la guardava con astio, con amarezza, freddezza ma ne sentiva come un richiamo: gli parve che l&#8217;acqua lo invitasse a un dialogo. D&#8217;improvviso immerse in acqua la mano.</p>
<p>Era fredda ma fu quello l&#8217;inizio. Continuò a tastare l&#8217;acqua e pian piano la sentiva intiepidirsi, man mano sempre più calda. Era come se tra loro qualcosa cominciasse a risolversi.</p>
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