come trattenere l’acqua nelle mani?

poche sono le gioie belle,intense e vere…una volta assaporate come vi si può rinunciare?si sa:niente dura per sempre,nonostante tutti gli sforzi,i tentativi per preservare la fonte delle nostre gioie…tutto passa.il tempo cambia tutto noi,gli altri e le cose attorno a noi ma non può cambiare nè cancellare i nostri bei ricordi.forse per questo non vogliamoarrrenderci nel considerarle parti del nostro passato ma pstinatamente vogliamo continuare a viverle nel nostro presente.ma come si può trattenere una cosa che fugge via?immergo le mani nell’acqua,ne raccolgo un pò,è nelle mie mani…ne gioisco:stupidamente penso che mi appartenga e possa tenerla con me.poi però pian piano l’acqua comincia a scorrere via ;allora tengo ancora più strette le dita per un pò ce la faccio ma è solo un illlusione:l’acqua continua a scorrere ostinata.una lottta tra la mia volontà e la legge della gravità…una lotta impari tra desiderio e realtà/destino.decido di lasciar andar via l’acqua.dalle mie dita cadono lente goccie d’acqua;goccie che si staccano dalla mia persona per perdersi e io non posso far altro che accompagnarle con le goccie delle mie lacrime.il tempo solo9 allora sembra fermarsi:paradosso o beffa?la mano si asciuga…forse un giorno anche le miei occhi.si chiama ostinazione,non voler dire addio a ciò che ci ha fatto sentire davvero vivi e per il quale si vorrebbe continuare a combattere estrenuamente pur con sofferenza.ma alla fine non si è ripagati.si dice che la vita è una corsa verso mete sconosciute perchè in fondo non importa dove andiamo ma il viaggio durante il quale ”respiriamo” mille emozioni e ci  facciamo avvolgere da tutto ciò che ci circonda senza fermarci e senza farci fermare:l’importante è correre e vivere di tutto .ma se si volesse vivere per tutto o almeno per qualcosa che dia senso alla propria vita?allora la vita non sarebbe una corsa ma un tiro al bersaglio.bisogna capire dove mirare:sta lì tutto il gioco:saper distinguere le cose veramente importanti dalle moltitudine di inezie,individuare la stella polare nel firmamento.lanci la freccia  ma non si infilza nel bersaglioe così cade.che sia freccia o goccia,corsa o tiro al bersaglio nella vita tutto cade,tutto va via e noi ancora ostinati a non voler dire addio.rimango a fissare le goccie che cadono dalle mie dita ancora in me l’illusione di trattenere l’acqua nelle mani;in questa illusione soffro in doppio.quando ormai è troopo tardi bisogna avere il coraggio di dire addio.rifugiamoci nei sogni lì ritroveremo le gioie vissute………

Comments (1)

Zebra1aprile 29th, 2008 at 10:05

non ricordo di chi era:

Sono come il ghiaccio.
Naturale, puro,
dissetante come l’acqua,
quando mi sciolgo.
Difficile,
trovare il recipiente
che mi trattenga.

(e non ricordo se era precisamente così o l’ho trascritta io a memoria)
mi ha fatto pensare a questo tuo scritto.
Bella sofferenza porti dentro, ma a volte è meglio lasciar scorrere l’acqua.. magari la prossima volta ti disseterai con il vino.. quello buono.
Nico

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