Confessioni di una matita

Uffy! È già mattino…anche se è ancora un po’ buio, c’è già odore di caffé in casa, vuol dire che Lui si è alzato e sta facendo colazione. Il sole è sorto, sento i suoi raggi che accarezzano il mio legno e penetrano fino alla mia morbida anima di grafite.  Oggi indosso un vestitino tubolare giallo e nero (è il mio preferito, lo metto sempre), e la mia elegante scarpetta rossa senza tacco (comoda per ogni occasione), sarei davvero impeccabile se non fosse per questo calzino bianco che fa sempre capolino!

Ho la sensazione che oggi mi aspetti un’altra giornata di faticoso lavoro. Ieri ho disegnato quasi per tutto il giorno, instancabile, correvo libera con la mia punta sul foglio, accompagnata dolcemente dal tripudio di note di una sinfonia di Beethoven. Tratti leggeri, poi decisi, linee, punti…adoro il mio lavoro! Sono così felice quando disegno, in fondo è la mia vita! Certo, devo ammettere che gli inconvenienti del mestiere ci sono…per esempio quando faccio fatica a scorrere Lui si blocca, e  capisco che sta per mettermi lì dentro. E’ un posto un po’ buio, dove ogni giro che faccio sembra che perdo 10 anni di vita. “Temperino” lo chiama. Lui dice che mi rende più bella ed efficiente ma ho il sospetto che…mi accorci la vita!

Senza parlare poi di quando Lui è nervoso perché magari non ha l’ispirazione quel giorno, io lo incoraggio, lo sprono, gli metto a disposizione il mio talento ma quando scende dal letto con la luna storta, per quanto io possa essere un’eccellente (modestamente) matita, miracoli non ne posso fare. Lo sento subito se è di cattivo umore. Già dal primo contatto. Quando mi prende tra le dita, di solito sempre asciutte, ma, in quei momenti, immancabilmente sudaticce. Inizia a mangiucchiarmi con quei fastidiosi denti, incisivi e molari per lo più. Ci sono giorni invece che lo sento in gran forma. Quando è di buon umore e l’ispirazione è quella giusta, mette in scena il suo rituale. All’inizio mi fa fare un paio di capriole, che in fondo non mi dispiacciono perché mi sgranchisco un po’ e poi un tantino di esercizio fisico ogni tanto non può che fare bene! Dopo lo stretching iniziamo a lavorare; siamo io e Lui, sembra quasi che in quei momenti le nostre anime e i nostri corpi si fondano fino a diventare una sola cosa…il capolavoro sta nascendo!      

Comments (1)

Juliette75febbraio 6th, 2008 at 16:10

Il tuo racconto è bellissimo!!! Sei molto brava… complimenti! é stato il mio preferito nella serata…. Ciao!!!

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