Continuare un brano datoci…

“La donna s’accascia nella cabina, singhiozzando al telefono. Chiede un paio di cose e singhiozza ancora più forte. Il suo compagno, un anziano tutto in jeans, sta lì vicino in attesa che tocchi lui parlare, e piangere. Lei gli porge la cornetta. Per un attimo restano insieme dentro la minuscola cabina, mescolando le loro lacrime. Poi lei va ad appoggiarsi al parafango della loro berlina. E ascolta mentre lui prende accordi”. L’anziano uomo, commosso,ascoltava immobile le tristi parole che gli vengono sussurrate dall’altra parte della cornetta. Il fanciullo che hanno visto nascere, farsi forte, divenire un uomo. Quei primi peli sul suo viso e quella voce che diventava sempre più scura. La donna, appoggiata al parafango della vetura, aveva lo sguardo perso nel vuoto, ma ascoltava dolorosamente le parole del suo compagno. Il triste incidente nel quale era stato coinvolto Nick, il loro piccolo grande tesoro, era un brutto colpo al cuore, profondamente doloroso. L’uomo al telefono si accordava con la voce commossa che stava dall’altra parte dell’apparecchio, semplice portavoce di una circostanza drammatica. Dopo pochi istanti riagganciò la cornetta e si asciugò rapidamente gli occhi inumiditi e quasi pronti a proprompere in un pianto singhiozzante. Ma l’uomo non voleva che ciò accadesse, altrimenti non sarebbe più stato capace di riacquistare lucidità.La donna, vedendolo riavvicinarsi alla macchina, aprì lentamente la portiera del guidatore per farlo entrare; poi, senza dire neanche una parola, entrò in macchina e chinò la testa singhiozzando.

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