Corso di scrittura creativa e lettura consapevole per coordinatori del martedì: verbo “navigare”

Ai presenti sono state poste innanzi, una alla volta 3 tipi di immagini che vertevano sul verbo “navigare”: per prima, l’immagine di un uomo sulla barca che guarda il mare calmo e il tramonto all’orizzonte; è stato chiesto loro di domandarsi, e conseguentemente di mettere per iscritto chi, secondo loro, potesse essere quest’uomo, quale il suo nome, quale la sua meta, se fosse solo o vi fosse qualcun altro al di fuori dell’inquadratura, quale il suo stato mentale, se avesse pianificato o meno quella uscita in barca o ci si fosse trovato suo malgrado. La caratteristica comune che è emersa è il senso di serenità, pace e tranquillità che riscontravano nello scenario e nell’uomo stesso che si trovava a contemplarlo. C’è chi ha visto in lui (l’uomo dai nomi quali Carlo, Renato, Giovanni, John, o senza un particolare nome) un lavoratore o un imprenditore stanco e stressato dal lavoro che finalmente si concede il suo momento di relax o di fuga sulla sua barca, un momento quindi pianificato nei minimi particolari; c’è chi ha visto qualcuno al suo fianco, sia che fosse una compagna che ne condividesse l’avventura (un’avventura al contempo eccitante e che incute paura, l’eccitazione e la paura dell’ignoto insieme), sia che fosse una donna ormai perduta e ricercata nei ricordi grazie alla pace e alla nostalgia che questo contesto ispirano; certo è che, sull’onda del momento o sull’onda dei ricordi che fosse, ognuno di questi uomini era alla ricerca di pace, interiore o esteriore che fosse.

La seconda immagine presentata riguardava un’altro tipo di “navigazione”, ovvero la navigazione su internet. Era, infatti, l’immagine di una pagina di ricerca su Google, con la Google bar in primo piano, google bar su cui i presenti avrebbero dovuto immaginare di digitare una parola che volessero ricercare, su cui volessero trovare delle informazioni o delle immagini o dei link. Il compito era proprio quello di scrivere in merito al risultato della ricerca una volta immessa quella data parola nella barra di ricerca suddetta. Cosa intendevano cercare? E per quale scopo? A scopo informativo, magari per motivi di lavoro, o a scopo ludico? Intendevano condividere o comunicare a qualcuno il risultato di quella ricerca? Questo esercizio ha creato un pò di disorientamento, non tanto dovuto alla mancanza di familiarietà con il computer, quanto al non riuscire a capire come impostare la cosa, cosa di fatto dovere scrivere. Infatti, alcuni presenti si sono fermati ad un discorso di tipo generale, chi ha immaginato di desiderare di mettersi al computer per cercare qualcosa ma, pressato dalle priorità familiari e domestiche, non è riuscito ad accedere al mezzo; chi si è soffermato sull’eccitazione dell’attività in sè, la possibilità di cercare su internet le cose più interessanti e disparate ma anche il pericolo che questa ricerca a tutto campo può comportare; chi, con una riflessione più complessa e metaforica, ha visto il viaggio su internet come un viaggio da un lato seducente ed eccitante, dall’altro irto di pericoli, come una sorta di Odissea moderna e colui che si appresta al suo “viaggio” su internet come una sorta di redivivo Ulisse; chi invece, andando più nello specifico, ha cercato delle immagini, immagini di angeli, delfini e fate, chi , insieme al proprio nipotino, ha cercato delle informazioni per una ricerca da portare a scuola (condividendo quindi l’informazione ricercata), chi, nell’immettere nella Google bar le parole “amore+perduto” è stato poi sedotto da un amore “perduto” quale quello fra Amore e Psiche, con tanto di immagini della scultura omonima e testo.

Infine, l’ultima immagine avrebbe dovuto riguardare un ultimo tipo di navigazione, quella offerta dal navigatore satellitare, su cui i presenti avrebbero dovuto immaginare un’ipotetica rotta, diretti chissà verso dove, provenienti chissà da dove e ognuno con un proprio percorso più o meno lungo, più o meno tortuoso, più o meno denso di pause. Sfortunatamente, non vi è stato tempo nè quindi modo di trattare la cosa, in realtà con un evidente sospiro di sollievo da parte di molti dei presenti, già abbastanza disorientati dall’esercizio precedente.

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