Digressione da “Francesco e Anna si reincontrano”
Ciao a tutti. Il seguente è il mio sviluppo digressivo della storia di Francesco e Anna, proposta da Nancy ieri sera. Anzi vi presento 2 proposte alternative che ho elaborato a partire dal medesimo brano:
ALTERNATIVA I
Nonostante avesse colto l’ importanza della mutata atmosfera che sembrava essersi creata tra loro, nella scena della sua mente le immagini e le impressioni attuali scorrevano senza imprimersi e senza coinvolgerlo fino in fondo, vinte dal peso dei ricordi e dalla forza delle fantasie che egli andava costruendo su ciò che sarebbe potuto accadere tra lui e Anna.
Gli tornava in mente, in particolare, quella volta che il padre di Anna lo aveva portato con sé per una battuta di caccia, facendolo sentire orgoglioso. Ed ecco che il desiderio di apparire all’ amica più grande, più sicuro di sé, più disinvolto di quanto realmente non fosse, lo trascinava invece sempre più lontano da lei.
Fu la paura a salvarlo: sentendo il cuore che gli batteva forte, fu ricondotto bruscamente alla realtà. Subito dopo, riconobbe le movenze ben note dell’ amica di un tempo nella donna adulta che gli stava di fronte e pensò: << Come ho potuto farle il torto di fantasticare tanto e di partire per il mondo dei sogni, quando la mia cara vecchia Anna è qui davanti a me, sorridente e contenta di vedermi, come sempre?>>. La abbracciò calorosamente, grazie alla ritrovata spontaneità, mentre lo sguardo gli cadeva su una foto di gruppo dell’ ultimo anno di scuola posta sulla parete di fronte, che lo commuoveva e gli riscaldava il cuore.
Più volte, in futuro, sarebbe tornato col ricordo a quell’ episodio. Fino a quando, leggendo un saggio di Umberto Eco sui molteplici interscambi possibili tra il mondo dell’ autore, del lettore e del personaggio, non comprese qual era stato il vero motore dell’ intera situazione, la causa del turbamento avvertito, per un attimo, così acutamente. Non poteva che esser stata quell’ incorreggibile insegnante di scrittura creativa, che tiene le sue machiavelliche esercitazioni presso il bar Venuti di via Tommaso Cannizzaro, a indurre i suoi allievi a prendersi gioco di lui e della povera Anna.
ALTERNATIVA II
Nonostante avesse colto l’ importanza della mutata atmosfera che sembrava essersi creata tra loro, nella scena della sua mente le immagini e le impressioni attuali scorrevano senza imprimersi e senza coinvolgerlo fino in fondo, vinte dal peso dei ricordi e dalla forza delle fantasie che egli andava costruendo su ciò che sarebbe potuto accadere tra lui e Anna.
Gli tornava alla mente, in particolare, quella volta che il padre di Anna lo aveva portato con sé per una battuta di caccia, facendolo sentire orgoglioso. Ed ecco che il desiderio di apparire all’ amica più grande, più sicuro di sé, più disinvolto di quanto realmente non fosse, lo trascinava invece sempre più lontano da lei.
Fu la paura a salvarlo: sentendo il cuore che gli batteva forte, fu ricondotto bruscamente alla realtà. Subito dopo, riconobbe le movenze ben note dell’ amica di un tempo nella donna adulta che gli stava di fronte e pensò: << Come ho potuto farle il torto di fantasticare tanto e di partire per il mondo dei sogni, quando la mia cara vecchia Anna è qui davanti a me, sorridente e contenta di vedermi, come sempre?>>. La abbracciò calorosamente, grazie alla ritrovata spontaneità, mentre lo sguardo gli cadeva su una foto di gruppo dell’ ultimo anno di scuola posta sulla parete di fronte, che lo commuoveva e gli riscaldava il cuore.
Più e più volte sarebbe tornato col ricordo a quell’ episodio, al rinvigorente momento in cui una nuova linfa aveva preso a scorrere nell’ antica amicizia. Il nuovo Francesco, in un certo senso, era nato proprio allora, quando, nel varcare la soglia della tempestosa ma rassicurante adolescenza, aveva ritrovato Anna com’ era una volta, ancora piena di immutato affetto nei suoi confronti.
Era certo che, anche nei momenti più difficili dell’ esistenza, il senso di fiducia in se stesso e il tenero amore per le gioie semplici che la vita ci da non avrebbero mai mancato di riaccendersi in lui nel rievocare la figura dell’ amica che lo conosceva tanto bene e che aveva saputo metterlo a proprio agio in quel pomeriggio di un azzurro così intenso di tanti anni prima, nel rammentare quell’ amica paziente e generosa che, dopo i tanti accorgimenti già tentati invano, era riuscita – finalmente ! – a fargli avere la sua prima esperienza sessuale con la complicità di una foto di gruppo e di una liberatoria libagione di vino bianco.
Francesco
