Duexdieci con Maria Antonietta Ferraloro

14232021_676308912532418_8547361323486841653_o Alla nostra iniziativa DueXDieci  questa settimana risponde la scrittrice  siciliana Maria Antonietta Ferraloro.

1) Sin da quando ero piccola non riesco a stare senza libri. Credo siano la mia coperta di Linus.  Nella maggior parte dei casi, per me, aprire un libro equivale a salire su un tappeto volante, che può portarmi ovunque.  Altrettanto spesso, comunque, mi affido ai libri come a un unguento miracoloso: chiedo loro di lenire le mie ferite; di cancellare la tristezza.  Ormai da qualche anno, scrittura e lettura si alternano nella mia vita senza apparente soluzione di continuità. Leggere, però, probabilmente, mi piace ancora di più che scrivere.

2) Il libro che mi ha cambiato la vita si intitola L’amante, ed è stato scritto da Marguerite Duras. Mi condusse sino alla magia di quelle pagine la sua bellissima copertina,  una fotografia in bianco e nero del volto giovanissimo dell’autrice. Mi ammiccava ogni mattina, dalla vetrina della libreria che si trovava vicino alla mia scuola.  Avevo 16-17 anni. Quando lo ebbi tra le mani, mi rapì già dalla prima pagina. Una scrittura ipnotica; una voce potente e personalissima. Ogni parola essenziale, necessaria;  pesante come un macigno.  Ancora adesso mi piace riprendere in mano quel libro. Sfogliarne le pagine. Fa parte di me. Probabilmente l’ho tatuato sul cuore.

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