Ginevra

Io sono Lancillotto, Cavaliere della Tavola Rotonda di Re Artù, per Grazia di Dio Imperatore di Gallia, Germania e Dacia. E’ stata la mia signora Dama del Lago a crescermi, ma lei, nella sua infinita dolcezza, mi ha tenuto lontano dagli impegni sacri della Cavalleria, che adesso ritengo l’unica ragione della mia vita. Credetemi quando dico che solo dopo tante vicissitudini sono giunto al cospetto del mio re giusto e leale, Dio lo benedica.

Alla sua corte ho conosciuto anche la regina, Ginevra, figlia di re Leodegrance di Camelerd, donna di singolare splendore. Lei ha animato una fiamma nel mio cuore, ha aperto la mia mente, mi ha fatto tornare giovane.

L’ Amore.

Che spirto soave e dolce ora mi colma…che animo puro è il mio adesso…!

Quanto gioisco nell’incontrarla ai piedi delle scalinate, o nella cittadella della fortezza a cogliere fiori!  Ogni volta il mio cuore sussulta, ogni volta i miei occhi tremano e quasi piango per la dolcezza ch’ella mi infonde. Sarò degno di amarla? Sarà giusto poter dire, in queste pagine gialle, ciò che provo? E’ forse tradimento verso la lealtà del mio signore Artù?

E’ GIUSTO QUESTO AMORE?

I poeti insegnano che l’amore è sempre giusto…Che l’amore è sempre positivo, finchè è in grazia di Nostro Signore Gesù Cristo, e ciò che provo per Ginevra è in virtù di Dio. E’ quell’amore particolare, forte e santo…Quell’amore che mi fa vedere il suo viso nelle foglie, nella rugiada del mattino e nelle stelle della sera.

Vorrei tanto che mi amasse,vorrei avervi accanto a me, Mia signora. Ma Voi siete del re Artù, Dio gli dia Pace Eterna, ed io non posso intromettermi nel vostro matrimonio. Io Vi amerò in silenzio; aspettando uno sguardo che tradisca il Vostro interesse per me cavaliere; attendendo uno dei Vostri così belli sorrisi; cercando di incrociare il Vostro sguardo, sperando di carpirvi anche solo una goccia di ciò che io sento di provare per la vostra grandezze, oh, Signora Ginevra.

Scrivere tutto questo, elaborare questi pensieri, è peccato.

Ma non mi importa più, a questo punto. Amare mi rende estremamente felice, e l’amore proibito è forse il più adatto a me, Cavaliere della Carretta in cerca di avventure.

Ma maledetto il giorno in cui vidi il viso della regina per la prima volta, maledetto il mio sentimento per lei! Tradire la fiducia di re Artù sarebbe lo sgarbo peggiore per un cavaliere, e so che finirebbe nel sangue, vista la grande potenza del mio Sovrano e la gravità del mio peccato.

Ma io continuo a sognarti di notte, oh, regina mia, fissando le stelle più luminose del firmamento, sognando di donartele, prima o poi…Voglio il tuo amore, donna, nonostante ciò potrebbe portarmi alla morte per mano del re.

E so che quel vostro sorriso di oggi significa qualcosa.

Ora vi lascio, miei appunti, che la campagna chiama. Forse oggi riusciremo a conquistare quel territorio. Artù ne sarebbe soddisfatto. Sono che io e Bors ci batteremo bene, oggi. Lui per amor d’armi…Io per amor di una donna.

Comments (3)

verdemaggio 14th, 2008 at 19:02

Beata Ginevra!!!!!!

stellinamaggio 15th, 2008 at 18:49

Eh si Lancy!!!beata Ginevra…mi piace particolarmente questo scritto. Ma non chiederti sempre se sia giusto questo sia amore…vivi ed emozionati!
Complimenti:)
Stellina

Proffinamaggio 18th, 2008 at 13:15

Lancillotto, te l’ho già detto, stai diventando un po’ troppo sdolcinato! Sai fare di meglio e soprattutto sai essere di gran lunga più originale anche nella reinterpretazione dei soggetti letterari tradizionali.
Coraggio facci vedere di cosa sei realmente capace!

Nancy

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