Il Sorriso della Natura
Mi sono accorto che manca il primo scritto che ho elaborato per il laboratorio e pertanto lo inserisco adesso. Saluti a tutti da Francesco
IL SORRISO DELLA NATURA
Come si possono leggere, sul volto umano, i diversi tipi di emozioni, così pure si dispiegano, nel mondo intorno a noi, le più varie espressioni della natura. E se gli atteggiamenti dell’ animo, informando di sé l’ aspetto esteriore, stupiscono, impressionano e commuovono, gli spettacoli della natura non sono certamente da meno. L’ impronta lasciata in coloro che li contemplano può essere a sua volta osservata. Come un’ orma sulla sabbia, essa è bensì mutevole, a somiglianza delle cause che l’ hanno prodotta, ma non per questo indefinita nella sua effimera durata.
Ed ecco che quando, in una guisa particolare, il sole si rivolge e sorride agli oggetti più noti e familiari, allorché il giorno comincia a declinare e le ombre si allungano, quando la luce è ancora tanta, ma già investe, coi suoi raggi radenti, uomini e cose, proprio allora si crea una magica atmosfera, distinta affatto da quella che accompagna, quasi con fredda indifferenza, tutte le altre ore della giornata.
Se, infatti, colpiti da quanto avvertiamo nell’ attimo, indugiamo a osservare la scena che ci circonda, possiamo scorgere che una qualità nuova ha rivestito di sé ogni cosa. Gli sguardi, ormai, non soffrono più per la forza con cui si propaga minaccioso il riverbero del sole meridiano, che ferisce la vista e toglie vigore, ma si proiettano lontano, confidenti e beati, nutriti, non fiaccati, dall’ incontro con la luce.
Un bagliore dorato sembra sorreggere gli esseri in un mezzo gentile e prodigioso, che toglie loro ogni pesantezza e li sospinge innanzi senza sforzo, come un galeone dalle vele spiegate.
Le forme, pur chiare e distinte ancora, si ammorbidiscono, come se i raggi, meno diretti che in precedenza, rischiarandole, le accarezzassero e le riscaldassero. Si rilassano i tratti dei volti incrociati per strada; le andature si fanno più sciolte – talora rallentano – lasciando intuire che anche la mente, sgravata dal maggior peso degli impegni giornalieri, si distende in una ritrovata libertà.
Allora l’ azzurro intenso del cielo sembra presagire l’ abbraccio quieto e vastissimo del tramonto, e le membra dei corpi, come affrancate, pregustano il riposo della sera e la nostalgia dolce e sottile che lo accompagna.
Questi aspetti, nel loro comparire non di necessità quotidiano, in quanto solo di tanto in tanto li riscopriamo nei colori e nelle movenze del pomeriggio avanzato e della sera, nuovi insieme ed antichi, intrattengono con noi una consuetudine particolare, come un’ evenienza lieta che si ripresenti a intervalli, ma senza che l’ abbiamo prevista o voluta. Il volto benevolo che essi ci mostrano è anche quello, che non apprenderemmo altrimenti, per deficienza di sensi adeguati a fissarlo, del tempo che scorre, sempre uguale a se stesso e sempre diverso, del respiro perenne del tempo, oltre il quale traspare il sorriso, segreto, dell’ eternità.
