la saltimbanco
Guarda verso giù, ciglia s’arcuano al basso e così le pupille nere, furbe.
Da un’occhiata veloce, di taglio, lunga e larga sul pubblico che staziona 4 metri + sotto.
Colli tesi verso l’alto,nasi spinti in sù, volti a sfidare la forza di gravità: son di vecchi, giovinette, picciotti
Commari e compari di rione sgomitano e s’ accalcano in piazza.
L’artista di strada fa un secondo passo e sorride: il viso è incerato di bianco,pallido come quello di un pagliaccetto maldestro.
Attua un terzo ed un quarto movimento la funambola che prosegue lo show.
Le labbra disaderiscono maggiormente,due fossette piccine sbucano sulle guanciotte piene.
Il ghignetto suggerisce k è consapevole di suscitare e provocare emozioni e reazioni al minimo gesto.
Mentre si stabilizza millimetricamente su talloni,piante di piedi,dita strette dardeggia sguardi a destra e manca.
Gli spettatori hanno il fiato mozzo,pre-asmatico,scaricano adrenalina tramite sudorazione di palmi o inghiottendo a vuoto: paurosi delle sue acrobazie ma tanto intrigati,forse troppo,da quel ridente faccino sfacciato.
Ella rallenta,si ferma su quel cavo sottile.Al centro.Gioca di aspettative;allenta e alimenta la suspance.
E poi di colpo,inavvertitamente,compie due saltelli esperti caricando peso sulla corda tesa.
E scoppia a ridere con loro e di loro.
Marionetta o giocoliera d’animi lascia che gli applausi,i clap clap si assommino.
Lascia che le parole d’incitamento”urca” “xbacco” si moltiplichino.
Lascia che i piccoli timpani si inondino anche delle frasi,senza misericordia, che le augurano di precipitare, di metter piede in fallo.
Con mezza dozzina di falcate però conquista la rampa di sicurezza x l’happy end: un occhiolino malizioso,contornato da maquillage scuro senza reincarnare il sorrisetto truffaldino.
Lo dedica a tutti loro.
Proprio a tutti.

Ci sono due specie di persone. Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono. E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita. Ci sono gli attori. E ci sono i funamboli.
L’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere, sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere.
Maxence Fermine – Neve