Laboratorio di martedì 1 dicembre

Il laboratorio di questo martedì si è basato su due momenti diversi. Nella prima parte, ci si è occupati di leggere quanto scritto a casa dai partecipanti sul verbo “iniziare”. Essendo, tuttavia, scattato il mese di dicembre ed essendo, quindi, entrato in vigore un nuovo verbo, ci si è preoccupati di scrivere sul posto qualcosa concernente il verbo “uccidere”.

Venendo alla prima parte, nello specifico, era stato richiesto di portare qualcosa che avesse a che fare un una “iniziazione” di ognuno dei partecipanti, in prima persona. C’è chi ha affrontato l’iniziazione al matrimonio, con tutto il suo bagaglio di nuovi riti e di esperienze che si ripetono sacralmente giorno dopo giorno. C’è chi ha affrontato l’iniziazione al primo lavoro, riportando in maniera vivida e vibrante l’emozione del momento, fin nel dettaglio, nel ricordo dettagliato della data di quella iniziazione o del vestito indossato in quel particolare giorno. C’è chi ha affrontato l’iniziazione alla vita religiosa, tramite la prima comunione, esperienza anch’essa emozionante, come dimostra l’utilizzo del presente da parte della partecipante.

Si è provato a dare, ognuno, dei titoli a questi scritti, proprio per sottolineare couno stesso scritto, a seconda di chi lo ascolta e percepisce, acquisisce significati diversi e si focalizza su sfumature diverse

Nella seconda parte, è stato richiesto, in prima battuta, di cercare dei sinonimi alla parola “uccidere”. I sinonimi che sono venuti fuori sono “annientare”, “annichilire”, “finire”, “porre fine”, “trucidare”, “ultimare”, “eliminare”. E’ stato chiesto poi ai partecipanti di scegliere uno di questi sinonimi e di descrivere una di queste relative esperienze capitate loro recentemente o a qualcuno di loro conoscenza. Le scelte sono cadute su “uccidere”,”finire”,  “eliminare”, “annientare” e “trucidare”. C’è chi sul “finire” ha visto un nuovo inizio, c’è chi, molto pragmaticamente, ha sentito l’esisgenza di “eiminare” roba vecchia e inutile dalla sua soffitta (reale o metaforica?), c’è chi, drammaticamente, ha manifestato l’orrore di “trucidare” una vita, chi sentito l’esigenza di “eliminare” il proprio io per fare spazio a Dio, chi l’urgenza esistenziale di “uccidere” la noia del vivere.

Anche in questo caso, è stata tentata la via del proporre un titolo agli scritti propri come altrui, questa volta con minore successo, probabilmente per la maggiore delicatezza del tema, perfino se trattato nelle sue sfumature meno forti, quasi come se, questa volta, dare un titolo allo scritto altrui significare entrare nel merito della vita personale dell’altro.

Il prossimo laboratorio del martedì si terrà fra due settimane, martedì 15 dicembre.

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