L’uomo nero della pioggia
Sorride l’uomo nero della pioggia.
Oggi è allegro. Più del solito.
Sotto di lui, la città si accende delle luci che daranno a Messina una notte tranquilla. Nel buio, infatti, nulla è tranquillo.
L’uomo nero della pioggia, nel suo mantello nero, nei suoi stivali neri, nel suo cappuccio nero non dormirà stanotte.
Piove.
La pioggia lo bagna mentre si arrampica sulla parete di una casa. Non è Spider-Man. Ogni centimetro guadagnato in altezza gli causa sforzo. Non si abituerà mai, le braccia urlano di dolore da molte settimane.
L’uomo nero della pioggia, però, ha imparato a non ascoltare.
Ecco, è fatta.
Ha raggiunto il tetto, adesso sta molto meglio.
La vista è bellissima.
Messina è così piccola, insignificante, vista dall’alto di un palazzo.
Si, perchè l’uomo della pioggia è già arrivato ad un altro tetto.
Non è un superuomo. Non è un supereroe.
Soffre.
Ma DEVE farlo. In cuor suo, l’uomo nero della pioggia sa cosa sta facendo.
Sta vigilando.
E’ il suo compleanno.
Ma ormai l’uomo nero della pioggia ha imparato a non distinguere un giorno da un altro.
Vuole solo aiutare.
Aiutare i poveri.
I giusti.
Vuole fare giustizia.
Piove.
Piove su Messina.
Una leggera foschia umida accarezza l’uomo nero.
Un urlo.
Dove?làinquelvicoloPresto!
L’uomo della pioggia, nero, non è più sul palazzo.

Il personaggio sembra un mix di Dare-Devil e Batman… ;-)
Comunque mi piace il modo in cui “racconti”… è proprio tuo, originale. Complimenti per la fantasia,; coltivala sempre!