officine 1dic08
digressione….allontanarsi temporaneamente dal tema principale di un discorso per focalizzare l’attenzione su un particolare dello stesso. Sono tipiche della letteratura dell’800, in particolare di quella russa. Esistono due tipi di digressioni, interne ed esterne. Le digressioni interne alla storia dove ci si discosta quel tanto che basta per spostare l’attenzione e magari creare un attimo di suspance e quelle esterne alla storia dove focalizzarsi si particolari, eventi e personaggi appunto esterni, può costituire anche il formarsi di nuove storie e nuovi capitoli a parte, pur all’interno dello stesso romanzo\racconto. La digressione è pericolosa, non sempre si coglie, non sempre si mette nei posti e nei momenti giusti, può allontanare il discorso così tanto da annoiare chi legge o da far perdere il filo della storia.
Ci alleniamo sin da subito a scrivere una disgressione, partendo da un brano lettoci dalla proffina. Focalizziamo l’attenzione su un particolare (ambiente, sguardo, sorriso, atmosfera….) e da lì inventiamo…e inventiamo…e inventiamo…..
Tutti esempi azzeccati e tutte prove che confermano quanta passione ci mettiamo quando si tratta di scrivere….
Per chi era presente ragazzi, continuate le vostre opere scritte ieri o inventanene una nuova sempre partendo da un particolare del brano che abbiamo ascoltato.
Per chi ci ha privato della sua preziosa presenza invece, Nancy posterà il brano letto ieri: cogliete anche voi un particolare che vi colpisce e da quello fate nascere la vostra digressione.
Buona scrittura!

ecco il brano dal quale siamo partiti:
“Francesco entrò nel portone vetro e acciaio e prese a salire le scale che aveva fatto mille volte nella sua adolescenza, ricordava che Anna da ragazzina abitava al terzo piano. Riconobbe la porta di legno scuro e quel vecchio campanello che aveva suonato mille volte. Anna gli aprì la porta con un sorriso. Lo fece entrare, e Francesco capì che tutto era cambiato: mobili moderni avevano sostituito quelli che ricordava. Notò che sul tavolino, davanti a un divano bianco lindo e nuovo c’erano due calici di vino bianco. La musica era bassa, una musica d’ambiente. Non aveva pensato che quello era un invito che si giocava tutto sulla seduzione”
(R. Cotroneo)