officine 24nov08
Lettura consapevole.
Il dialogo ancora una volta protagonista nei suoi diversi stili interpretativi, nei suoi contenuti e nelle emozioni che trasmette.
Il dialogo come ripetizione di una frase, di una convinzione, di un motivo, di un sentimento, il dialogo che affossa, infossa, angoscia…
(Luana – ndr. Valeur su terremoti – Cechov: “la morte dell’impiegato” da Racconti)
Il dialogo come unico strumento di una comunicazione ormai dimenticata tra un uomo e una donna educati all’odio ma pur sempre Uomo e Donna, come scambio di primitive emozioni così lontane nel tempo da scaturir fuori grazie ad una barretta di cioccolato (eh si, il cioccolato fa sempre da collante …che mondo sarebbe senza…).
(Francesco: Orwell, 1984)
Il dialogo tra una ragazza di oggi e un pittore con una mentalità forse antica che ama accendere falò sulla spiaggia, che ama le fiamme libere perché una fiamma libera coinvolge, avvolge ed esisterà sempre, anche quando tutto il resto sarà passato…
(Germana: Haruki, “Tutti i figli di dio danzano”)
Il dialogo che non è dialogo se non lo scoprire una voce dentro te stesso che già conosci ma che non vuoi riconoscere, una eco che rimanda risposte che sai, aspettative deluse e una sensazione cocente di solitudine e rimpianti per qualcosa di prezioso che forse si è perso per sempre… un dialogo, che è una eco che è a sua volta uno specchio che rimanda una verità che, come tutte le verità, fa male…
(Annalisa: De Saint-Exupéry “Il piccolo Principe”)
Cari lettori e scrittori incalliti…alla prossima officina!

compiti per la prox volta? a presto. Fra
nada per la prossima volta, si parlerà di un argomento nuovo :)