Passeggiata di una notte di mezza estate

Salve a tutti!Spero che le vostre vacanze stiano procedendo per il meglio, nonostante agosto sia già agli sgoccioli.

Vi rivelo una mia piccola passione: passeggiare, ore e ore, il borsone in spalla, tra le vie strette, illuminate da gialli lampioni, dei piccoli paesi persi tra le colline della provincia di Messina. Ritengo certi luoghi, in cui possono avvenire magie e maledizioni, nascite e morti, vittorie e sconfitte, quasi “speciali” e “magici”, isolati dal resto monotono e frizzante del mondo. Così, camminando nel silenzio di una di queste vie, silenzio a tratti rotto dal passaggio di automobili e dai canti popolari, può accadere l’incredibile. Come è successo a me.

Camminavo, una notte di mezza estate, sulle pietre sporgenti di un marciapiede, circondato da casette basse con i mattoni in bella mostra, quasi fossero opere d’arte da sfoggiare ai pochi turisti. Il silenzio era assoluto: solo qualche cicala cantava ai piedi della vicina collina, canto, però, quasi complementare a quell’atmosfera. Un lampione alto, dai motivi floreali, in ferro battuto, emanava una luce giallastra, opaca, proiettandola appena davanti a sè, illuminando la parete di una casa antica. Senza finestre, la porta vecchia spalancata.                                                                                                                                Allungai il collo per dare un’occhiata all’interno. In quella penombra riuscii a distinguere soltanto le masse incolori dei mobili a terra, e la sagoma di un lampadario cadente.

- Buonasera, signore – salutò qualcuno alle mie spalle.  Mi voltai.

- Buonasera – risposi. La creatura mi arrivava alle ginocchia, tanto era bassa. Indossava una camicia a fiori e dei pantaloncini corti.

- Bella serata, eh? – disse alzando gli occhi al cielo.

- Già, la tipica sera d’estate…

- Non l’avevo mai vista da queste parti…Lei è nuovo di qui, giusto?

- Si, ma sono solo di passaggio

- Capisco…- l’essere si lisciò la barba con una mano. Non aveva quasi più capelli in testa, ma la barba era molto folta.

- Lei abita in questo paese?

- Oh, si…Da molti anni, ormai…Stavo proprio rientrando a casa mia – disse abbozzando un sorriso sotto i baffi nerissimi.

- Questa è casa sua?

- E’ bellissima, secondo me…

- Ma…come…? – Viaggiai velocemente con lo sguardo dalla creatura all’abitazione. Non riuscii a trattenere un esclamazione di sorpresa. All’interno della catapecchia vecchia e cadente, appariva un’altra casa, ben più splendida di tutte le altre dimore che avessi mai visto. Un parco senza fine, piscine, giochi d’acqua, e un immenso complesso residenziale.

- Siamo in festa – disse la creatura. – Oggi è il mio compleanno

- Oh, tanti auguri, signor…

- Allèinio. Sono l’ebanista del paese

- Verrò da lei quando avrò bisogno di riparare il tavolo…

- O la porta…O le sedie…Tutto ciò che sia di legno lo so riparare. Anche gli animali

- Animali?

- Animali. Vieni, Fuffi – chiamò. Ci raggiunse una specie di bassotto. – Lui è il mio cane: Fuffi

Mi accovacciai per accarezzare quell’affarino scodinzolante. Ancora una volta, ciò che vidi mi gelò il sangue nelle vene. Ritrassi d’impulso la mano. Era di legno.

- Ah ah! Succede sempre così! Voi umani avete tutti paura del mio bel cagnolino!

Lo fissai sconcertato. Dalla casa iniziò a provenire una musica allegra.

- Adesso devo andare, Ignazio. Spero di rivederla, in futuro

Annuii incerto.

L’ometto si avviò allegramente verso l’ingresso della villa.

- Eccomi, eccomi! Ero andato in paese a prendere del riso!

Effettivamente, un sacco della spesa lo seguiva fluttuando nel vuoto.

Io feci un cenno con la mano e mi allontanai in fretta.

Ecco un esempio di quali cose fuori dall’ordinario possono accadere per le vie immerse nel silenzio e nella penombra di un paesino di montagna.

Comments (2)

Juliette75settembre 3rd, 2008 at 08:25

Eh! sì! si vede che l’estate è dura a morire… e nessuno ti ha ancora fatto i complimenti per il carinissimo racconto che hai scritto… basta! è ora di parlare: sei molto bravo, continua così Lancillotto! è originale e davvero “magico”… ciao!

Proffinasettembre 7th, 2008 at 11:12

in fondo in ciò che visibile ai nostri occhi amiamo vedere ciò che non è visibile. il visibile ci affascina per questo! hai stoffa ignazio!
nancy

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