Penny

I pallidi raggi del mattino scivolarono attraverso le fessure delle persiane fino ad illuminare appena la scrivania, creando delle sottili strisce dorate.  Parte della camera rimase immersa nel buio; il respiro proveniente da sotto le coperte restò leggero e costante.   Non appena una tiepida striscia lucente sfiorò la sua lucida corazza, Penny accennò uno sbadiglio…

Tutta piena di sè, restò per un attimo immobile a scrutare in quell’oscurità effimera che ben presto avrebbe lasciato il posto a delle tenui sfumature rosate, segno inequivocabile di un’altra giornata che inizia.  Come sempre si guardò attorno: computer, televisore, lettore dvd, videoregistratore…  con tutti i loro led colorati non facevano altro che infastidire le sue notti…  e poi, sembravano essere così indispensabili…  – ma perchè? -  si chiese.

-Buongiorno, Penny!-

-Buongiorno, BB-B… – rispose all’amica tazza.

Il vento tra le foglie fischiò, sbattendo contro i vetri della finestra e facendoli tremare.

-Come va, oggi, amica mia?-  sussurrò B3, come veniva affettuosamente chiamata la tazza-gadget di un collegamento ADSL mai avvenuto…!!!

-Lascia perdere B3, ancora non riesco a rassegnarmi… penso ai bei tempi andati, a quando danzavo come una libellula in un prato… riempivo tutti gli spazi vuoti con la mia essenza, lieta di farlo e lieta di donare profonde emozioni a chiunque posasse lo sguardo sul mio operato!-

Il sole sparì, lasciando la stanza in una fredda penombra. Un tuono rimbombò in lontananza.  Penny fu scossa da un brivido…

-Hai freddo, mia cara?-  domandò la coccinella di stoffa appesa alla lampada.

-Non ti starà venendo il raffreddore- aggiunse preoccupata quest’ultima.  Penny scosse il capo, togliendosi il cappello.

-No, sto bene. E’ che certi giorni  mi sento così… inutile…sento che mi sto prosciugando-  si voltò e guardò verso il PC, che troneggiava tronfio accanto a B3.  Poi continuò con tono da cospirazione – Ma io lo so!  è colpa della tecnologia dilagante…e TIC- TAC, TIC- TAC!  Tutto il giorno la solita musica !- 

-Monotonia!- strillò con la sua vocina la coccinella, ondeggiando furiosamente. 

-Io mi domando dove è finita la poesia, la spontaneità, il profumo dell’attesa, il delicato tocco delle mani appassionate che mi stringono piene di ardore e mi consumano bramose di arrivare alla fine… – concluse Penny fra i singhiozzi.

-Ehilà, gente! sono le 7.00 del mattino! – urlò Tecno, la radiosveglia.  I tuoni si avvicinarono sempre di più, e le prime gocce di pioggia cominciarono a cadere, inesorabili.

-Il meteo l’aveva previsto!-  constatò Tecno – pioverà, sì, anzi temporale in vista oggi! -      Click!  Silenzio.

Una mano, la mia, schiacciò il pulsante di spegnimento. Tornai sotto le coperte, bofonchiando  -… ancora 5 minuti e dopo mi alzo…  lo giuro! -

- Sì, dice sempre così! – rise B3,  e Penny con lei.

Una saetta, fuori dalla finestra, squarciò il cielo e e nella stanza danzarono mille riflessi d’argento…  subito dopo, i led colorati e la radiosveglia si spensero.  Era andata via la luce.  Il temporale, là fuori, infuriava.  Un tuono più forte mi fece sobbalzare…

-Oh, mio Dio! com’è tardi!-  infatti erano già le 9.00 del mattino…   di un freddo e piovoso mattino d’inverno.

-Oh no!-  la mia voce si levò alta dalla cucina – e ora come faccio!? - 

Avrei dovuto battere la tesina al computer, ma la luce non era ancora tornata…

-Beh!? – mia madre mi guardò divertita – una volta tanto vedi di esercitare le tue belle manine a tenere in mano una penna, che almeno quella funziona senza bisogno di elettricità -.

Io la guardai rassegnata,  e mi diressi verso la mia scrivania.  Penny mi aspettava sorridendo…

                                                                                                                                  Juliette75

Comments (1)

Francescomaggio 24th, 2008 at 15:39

Note briose e malinconiche ben si accordano tra loro in questa scena dal ritmo vivace e ricca d’ inventiva. Gli oggetti – personaggi sono tratteggiati con una sensibilità tutta particolare. Brava anche tu.
Francesco

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