Per oggi dovevamo continuare il racconto di uno dei compagni di corso; io ho continuato quello di Alessandra, che riporto fra virgolette.

“Dopo che l’uomo finisce di prendere accordi, esce dalla cabina e si guardano l’un l’altra, sbigottiti e terrorizzati.  Si abbracciano forte e piangono, piangono disperatamente. La donna urla 

- Com’è possibile? Perchè? Perchè proprio lui? -

Il loro figlio Davide, 39 anni,  aveva avuto un incidente con la moto proprio quel giorno.  Era il giorno del  suo 40° compleanno , avevano passato quasi tutta la giornata insieme in famiglia a festeggiare e ora, la sera, gli era giunta quella notizia,  tragica e crudele,  certamente inaspettata”.

La donna ricordava ancora il giorno in cui avevano accompagnato  il loro amato figlio alla concessionaria. anche quello un giorno di festa…  Davide finalmente si era laureato, ed avrebbe ricevuto il regalo tanto agognato.  I suoi occhi brillarono quando il suo sguardo si posò su di lei.

-Eccola! -  aveva esclamato sorridente. 

Ed ora?  Cosa restava di quegli attimi di felicità?  Nulla. Il vuoto assoluto.

- Quarant’anni sono troppo pochi… – mormorò l’uomo , ancora abbracciato alla moglie. 

Lo sguardo fisso nel vuoto, ebbe un sussulto.  Dovevano tornare a casa , a riaccompagnare il bambino…  e dirlo ad Elena…  Marco si era addormentato sul sedile posteriore dell’auto, stanco della giornata intensa e piena di festeggiamenti.  Non si era svegliato nè quando il cellulare del nonno  aveva squillato, nè quando si erano fermati per cercare una cabina, perchè il cellulare era ormai scarico.

- Maria -  l’uomo la prese per un braccio – vieni più in qua, non facciamoci sentire da quel povero angelo… -

La donna lo seguì, come in trance.  Il dolore che le attanagliava l’anima traspariva sul suo volto, pallido e quasi senza vita.

- Dobbiamo essere forti,  Maria, dobbiamo farlo per il piccolo, e per Davide…  -

Maria si voltò in direzione dell’auto.  Il bambino si era appena svegliato e, stropicciandosi gli occhi ancora assonnati,  cercava di capire dove fosse, ma soprattutto cercava i nonni.  Fra l’uomo e la donna bastò un solo sguardo;  si avviarono verso la berlina,  imperlata dalle prime gocce di una leggera pioggia autunnale.  Il bambino,  rincuorato,  sorrise ai nonni;  ed il suo sorriso era quello di Davide…

                                                                            Juliette75

Comments (1)

Zebra1marzo 13th, 2008 at 08:37

Delicato e straziante. Che dolore ascoltarlo. Un bell’intreccio di scrittura tra due stili differenti. Brava o brave? :)

Leave a comment

You must be logged in to post a comment.