Spinge da ponte suicida indeciso

Se almeno non avesse avuto l’ardire di sposarsi e di fare due figli, adesso non si troverebbe in questa situazione. Avrebbe addirittura potuto non lavorare e vivere di quella piccola rendita, magari solo con un part-time. E invece, era lì, su quel ponte, stanco di affrontare ogni giorno quella vita dura e impietosa. Il tempo era bello e l’acqua quasi invitante. Stava seduto sul parapetto, aspettando di trovare il coraggio, quando un piccolo uomo impettito gli si avvicinò:
-Signore, la osservo da un po’-disse.-Non vorrà mica fare quel che penso?
-A lei che importa? Chi la conosce? Che vuole? Se ne vada, che non è aria.
Il piccoletto sembrò stizzito, ma non mollò la presa:
-E invece io la conosco. La vedo tutti i giorni, quando accompagna a scuola i suoi figli e poi va via con l’aria da cane randagio. E’ lei che non mi ha mai visto.
A quelle parole, il suicida indeciso si sentì crollare qualcosa dentro. Si sciolse in lacrime e, sempre seduto sul ponte, si girò per metà, affondando il viso nel petto di quel nano curioso.
Quello si scostò leggermente e gli disse:
-Io la conosco proprio bene. Vedo anche la sua bella moglie, ogni mattina.
E parlando, gli si sedette proprio accanto, anche lui con le gambe verso l’acqua. Continuò:
-Non dovrebbe, sa, pensare di farle una cosa così orribile.
-Ma io sto male proprio per questo. Perchè vorrei farli felici e non riesco.
-Lei crede? Cosa farebbero i suoi familiari se lei si gettasse giù da qui? Sarebbero felici?
-No, non credo, ma mi faccio schifo.
-Capisco. Lei non ha un lavoro. Non contribuisce in alcun modo all’economia della famiglia.
-E lei che ne sa?
-So, so. Lei guarda con invidia gli altri padri, che portano avanti la baracca senza troppa fatica e hanno pure di che divertirsi. Ma lei, davvero crede di essere solo sfortunato? O piuttosto, si rende conto di non avere mai sul serio cercato di far funzionare le cose? Lei mi fa rabbia- disse quasi ringhiando- con quella moglie e quegli splendidi bambini, non fa altro che piangersi addosso e non si accorge che lei, solo lei, è il problema! Lei vuole essere un fallito!
A quelle parole, il suicida indeciso sembrò aver ritrovato il sangue freddo. Si asciugò le lacrime con la mano tremante e si sistemò la camicia. Poi girò le gambe verso l’asfalto e uno sguardo terribile sul piccoletto. Con una nuova luce negli occhi, tirò un sospiro, carico di risentimento e profondo odio per quelle poche e precise parole. Vere.
Risoluto, quasi come fosse un colpo di tosse, diede una spinta secca al povero uomo, che preso alla sprovvista non ebbe neanche il tempo di reagire. Poi contemplò le acque placide e profonde, sulla cui superficie nulla tradiva quello che era accaduto.

Marzia

Comments (5)

lagilinanovembre 9th, 2010 at 16:04

alcuni “nani” proprio non li si sopporta!
:-)

fadettenovembre 9th, 2010 at 16:58

ah ah ah, questo sì che è un colpo di scena!

Marzianovembre 9th, 2010 at 22:19

e dire che per me è sembrata subito l’unica interpretazione possibile!
come si dice…sto a problemi…

lagilinanovembre 9th, 2010 at 23:09

http://www.youtube.com/watch?v=gCfvtuSRVPY&feature=related

a proposito di nani… ti ricorda qualcosa?

Marzianovembre 12th, 2010 at 09:39

fantastico! non ne fanno più cose così…
Tuttavia…avevo pensato alla Rizzo:DDD

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