Su questi scogli (il ritorno)
Riemerge,
fissando antichi luoghi conosciuti
Da tempo
Risale
il mare argentato di sogni indecifrabili, dimenticati
Da tempo
Il suo corpo è duro come la roccia testarda,
immobile
La sua pelle bianca di luce inconfondibile
“Dove sei stata?” Le sussurro ma l’eco della mia voce spezzata risuona sulla spiaggia troppo solitaria
Mi guarda, mi fissa con un volto senza espressione
“Lontano!” pronunciano le labbra senza muoversi.
I suoi capelli scivolano sui fianchi stanchi e avviliti.
“Hai trovato ciò che cercavi?” Le chiedo ancora sfacciatamente e attendo un suono una parola, un grido,
ma lei mi guarda, senza espressione o forse è l’ombra di una tristezza ormai stanca di tormentare il suo volto
il vento muove la sua pelle e il tramonto riflette i raggi deboli del sole sul viso,
argentando i suoi occhi.
Che strano il sole, adesso che è al tramonto,
adesso che è debole, che non ha più la forza di questo giorno
mi appare ancora più bello, come se la sua bellezza potesse compensare la mancanza del suo stesso calore.
“No”, mi risponde continuando a fissarmi.
Ci guardiamo, ci conosciamo.
Esce dall’acqua, abbandonando il mare, che adesso sembra gonfiarsi, arrabbiato,
come per un oltraggio.
Mi passa accanto, i suoi occhi lasciano i miei per guardare quegli scogli e poi la sua terra … la sua terra.
“Sei felice adesso che sei tornata?”
Lei si volta verso di me mi osserva con un sguardo dolce, disperatamente forte.
Ritorna a guardare davanti a sé,
sospira e senza guardarmi mi dice: “Andiamo, ormai è tardi” .
Si accendono le prime luci delle case sulla sabbia.
Nancy

Affascinante.
Il mare mugghia di rabbia, geloso dei suoi segreti, contro chi ha osato sfidarlo? E se è così, la soffusa atmosfera di malinconia ribadisce l’ inanità dei tentativi di infrangere le barriere dell’ inconoscibile? Ci saranno altre immersioni e con quali risultati? I due personaggi svolgono forse la funzione di riflettere l’ inconciliabile duplicità di consapevole accettazione e di sempre rinnovata sfida nei confronti della condizione umana?
Tra l’ altro, mi sembra che la poesia non sia in contrasto con la mia idea che chi scrive lo faccia anche per se stesso, per dare – faticosamente – voce e forma a quanto emerge da dentro.
Francesco