TRA PANCIA E CUORE Un intervallo da colmare

Son sincera
non mi brigo se c’è l’eco nel mio frigo
e nemmeno un po’ mi dolgo se nel dirlo vi sconvolgo.
Cucinare non mi piace,
non ci provo, non mi arrangio,
non mi sforzo d’imparare,
ma mangiare, si che mangio.
Se ad un pranzo mi s’invita sono un’ospite gradita
io non faccio complimenti
se ho del cibo in mezzo ai denti.
Che sia rosso, verde o giallo
che sia bianco oppur marrone
l’importante è che sia buono e mi arrivi nel pancione.
Una cosa da gustare è un piacere sopraffino
che si scioglie nella bocca
poi mi esplode nella gola:
mi tormenta, mi delizia un boccone che mi appaga
mi solleva e un po’ mi sfizia ciò che posso immaginare o sognare di azzannare.
Per me il cibo è una passione
un piacere intenso e vivo
che mi scende dritto al cuore
dolce sia oppure amaro sento solo il suo sapore
e non voglio farne a meno se mi prende con languore.
Non è solo “ben mangiare”,
non si pensi, è un grande inganno
chi si accosta alla cucina non lo fa solo a suo danno.
Quanto amore
che poesia puoi trovare dentro a un piatto
c’è la cura e l’armonia della mano che l’ha fatto
per donare ai commensali un momento di bellezza
perché stare attorno a un desco è accoglienza, è tenerezza.
È nutrire, è consolare
è godere di qualcosa che qualcuno ha preparato
e puoi dire ch’è un peccato
solo s’è troppo salato.
Chi si mette tra i fornelli sente l’anima che vola
quando il tempo passa lento
sol sbattendo un paio d’uova.
Cosa grande è, l’assicuro,
e un bel giorno imparerò
entrerò in una cucina
e danzante ne uscirò.

Comments (1)

lagilinagiugno 2nd, 2011 at 18:09

molto carina!!!! :-)

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