Traiettorie lungo le strade
Il barbone aveva creato nella sua baracca un angolo ripieno delle provviste per i momenti difficili. Sapeva che la sua metodicità gli sarebbe tornata preziosa. Non lo aveva mai deluso.
D’ altronde quella libertà e quell’ assenza di vincoli con la società, che non aveva scelto, col tempo gli erano diventate care, quanto le case abitate e le sicure abitudini praticate dalla gente normale.
Quando egli esce alla ricerca di un raggio di sole nel viale alberato, la casalinga lo guarda con una punta di sospetto. Essa è prigioniera del suo piccolo mondo, delle tante incombenze per le quali i familiari nemmeno la ringraziano più. Intuisce la difficoltà di quella vita semirandagia e, per poco interesse che provi per essa, avverte pena per l’ uomo, anche se ha imparato bene che ognuno ha il proprio destino e non può sfuggirgli. La sensibilità di cui in fondo è dotata la induce a proteggersi con queste generalizzazioni, mentre il perbenismo le fa percepire un vago senso di minaccia in quegli abiti lisi, nell’ assenza di un lavoro e di un’ appartenenza familiare. Dopo qualche rapida occhiata la donna passa oltre e torna a tuffarsi nel suo solito mondo.
Quando però è lo sguardo di un bambino a incontrare l’ uomo, il giudizio non coarta la capacità di percepire la singolarità non priva di fascino di una vita fuori dal comune, e la curiosità spinge a desiderare di sapere di più. Il bambino si chiede dove abiti l’ uomo e dove andrà. Un nuovo incontro è possibile, un dialogo libero da pregiudizi potrà ancora aver luogo e un’ amicizia diversa potrà forse dischiudersi come un inatteso fiore metropolitano.
Francesco

Grazie Francesco! Il tuo stile è riflessivo e scorrevole e da una sensazione di serenità! Tu scrittore, ci accompagni con delicatezza e discrezione lungo il percorso del tuo racconto e attendi paziente che gustiamo ogni singola parola!
nancy
Sono d’accordo cn Nancy. Bel racconto.