“Tutto è possibile” di E.Strout

Eccovi  il primo consiglio di lettura dell’estate ad opera della nostra nuovissima “terremota” Laros.

Tutto è possibile… è il titolo dell’ultimo romanzo della Strout. Scrittura scarna, lineare, la lingua dei cowboy, essenziale ,che evoca sensazioni senza mai esprimerle apertamente, non “pastosa”, elegante, ricca come quella di una parte della letteratura europea. Personaggi comuni, universali, vite che diventano esempi comuni del vivere . Riconoscersi in ognuno di loro è facile, quando soffrono, quando gioiscono e se non ti riconosci , impari a comprenderli, ad empatizzare con i loro limiti, avvertendoli, seppur non vivendoli. Il romanzo viaggia su un binario parallelo alla narrazione del romanzo precedente “ mi chiamo Lucy Barton”. La struttura è scandita da capitoli- racconti. Ogni singola porzione del romanzo è dedicata a personaggi che hanno ruotato intorno alla vita di Lucy e ogni vita dimostra, anzi fa percepire( perché’ di percezione dobbiamo parlare, di impressioni, di avvertimento) che tutto è possibile. Possibile è trovare un amico che non hai mai avuto in un uomo folle e proprio quando stai per morire, possibile è vedere il bello e la meraviglia della vita nonostante la vita stessa sconvolga ciò che ritenevamo certo e incorruttibile, possibile è conoscersi e amare la propria anima quando scopri che chi ti usa nasconde a se stesso i propri dolori. Sono racconti apparentemente slegati tra loro , polittici racchiusi in un’unica cornice con un filo conduttore incarnato da Lucy Barton, la bellezza la trovi nei tanti “volti” che vivono le loro esistenze apparentemente anonime ma che compongono, nel loro insieme frammentato, un’umanità meravigliosamente vera. Il tempo non è importante, è scandito dall‘attimo, da un singolo sguardo, da una parola. Lo spazio e’ descritto da scorci schizzati qua e là come uno sfondo partecipe dell’umanità che lo anima, è un tratteggiare che è conciso, sommario e che inquadra con flash che fanno luce su ciò che è in ombra ,che scatto dopo scatto ti fa vivere con i personaggi, nelle loro case, al loro fianco, nelle loro vite e perché’ no, ti verrebbe voglia di intervenire nei loro discorsi e dire la tua e raccontare anche un po’ di te e dire anch’io sai…..

 

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