una morte…apparente!
La telecamera dello sportello bancomat ce la fa vedere per l’ultima volta.
Lo schermo le illumina parzialmente il viso, seminascosto alla telecamera dalla posizione del corpo.
E’ leggermente voltata, ma le si vedono i lineamenti del profilo e il riccio ordinato e ribelle dei suoi capelli.
Lo schermo della questura è piccolo, ci accalchiamo per vedere meglio.
Marilena per una volta, non parla.
A dire la verità, nessuno ha molta voglia di parlare, di commentare una cosa così assurda.
Non c’è cosa dire.
Adriana ha gli occhi infossati, Giovanni si dondola avanti e indietro su una sedia abbracciandosi e dicendo di avere freddo.
Nico vaga per la stanza scuotendo la testa farfugliando cose senza senso.
Io penso, non so perché, alle collanine magnetiche colorate che le abbiamo regalato per il compleanno di Officine.
Si vedevano i bagliori delle perline, tra il bianco e nero delle riprese.
Sussultiamo come un unico corpo quando lei scompare dalla visuale della telecamera di sorveglianza del bancomat.
Non la vediamo più.
Ci dicono che l’hanno trovata riversa a terra con la gola tagliata. Un attimo prima di dare l’ok per ritirare la ricevuta.
È stata uccisa dal suo bancomat.
È schizzato fuori dallo sportello, le ha reciso la carotide. Lo hanno trovato ancora conficcato nella carne.
È stata uccisa da una ricarica.
È stata uccisa dal nostro regalo, dalle collanine magnetiche che le avevamo regalato e che lei aveva indossato subito, orgogliosa.
I magneti avevano fatto presa sul bancomat, risucchiatolo dallo sportello e facendolo schizzare fuori, a colpirla proprio alla gola.
Non potevamo nemmeno vedere il corpo, serviva per l’autopsia.
Non si spiegano come sia potuto succedere.
Nico ipotizza un intervento alieno, Daniela un segno del destino, Giovanni e Marilena maledicono il fato avverso che non li ha fatti restare con lei in quel momento, perché dovevano allontanarsi per parlare di una questione importante.
Tanto si sarebbero rivisti di li a poco a locale.
Nessuno sa a chi doveva telefonare.
Era sempre al telefono Nancy, sempre a bisbigliare in un angolo, con la mano davanti al ricevitore, come se avesse paura che qualcuno potesse leggerle le labbra.
Ogni momento libero, tra un’Officina e l’altra. Sms, squilli. E poi telefonate brevi, annuiva, rispondeva qualcosa e metteva giù.
Nessuno sapeva con chi parlava, chi la chiamava.
Nessuno tranne me. Mi aveva avvertita, c’eravamo già dette addio.
Mi aveva detto che sarebbe dovuta sparire, che sarebbe dovuta andar via per salvare sé stessa, per ritrovarsi, per smettere di sopravvivere.
La sua scomparsa avrebbe avuto un che di tragico e insolito, sarebbe stata un’uscita di scena improvvisa e un po’ plateale, avrebbe lasciato dietro di sè quelche senso di colpa latente per qualche torto mai riparato…
Non avrei dovuto preoccuparmi di nulla se non di serbare il segreto.
Aveva amici importanti alla questura, amici che avrebbero insabbiato ogni cosa.
Io sapevo.
Ma non avrei detto nulla, lo avevo giurato.
Avrei recitato un’importante parte nel palcoscenico della sua morte, avrei pianto e consolato, avrei portato fiori e fatto condoglianze.
Ma mai avrei detto che in realtà Nancy, con documenti falsi e i capelli tinti, era in volo per un’isola assolata, in qualche parte dell’oceano a raggiungere sé stessa ed il suo grande, segreto amore.
Nb
X Nancy, con affetto.
Anlisa

Muta come una tomba, eh? :D
Bello, con colpo di scena finale… e anche iniziale, in verità, perchè come fa una collanina magnetica ad attrarre mortalmente un bancomat di PLASTICA?
Nel dubbio, io tiro fuori il libretto degli assegni….
Alessandro
Che culo, manco a dire che sarà rintracciabile attraverso i suoi movimenti bancomat!!
Francesca
x lesher…
beh visto che nico ha ipotizzato un intervento alieno…e poi il bancomat ha una banda magnetica dietro…te lo 6 dimenticato?o forse usi solo il libretto?
cmq grazie x il commento!
E’ vero, che sbadato… dimentico sempre che ogni sera, quando torno a casa, attacco il bancomat allo sportello del frigo tra il magnete a forma di fetta di pizza e quello a forma di cipolla :D