Una Ragione
Questa notte ho sognato dopo tanti anni. Ho visto abbozzi divini. Quel che si veniva a formare davanti ai miei occhi era un mondo fuori dalla mia mente. Questo mondo era pronto ad esplodere, uomini egoisti, senza speranza. La sua distruzione era imminente, tuttavia ogni singolo uomo abitante di quella terra resosi conto e pur sapendo di andare in contro a un atroce destino combatteva per la sopravvivenza di quello che gli stava accanto. Quelle bugie passate che avevano annegato i loro cuori, che hanno annegato il mio, sono scomparse, diradate da raggi di luce. Loro hanno trovato una causa per cui combattere. La speranza che la loro morte non fosse vana. Che il loro sacrificio venisse ricordato. Io ero come loro, in cerca di una speranza. In cerca di qualcuno che riuscisse ad aiutarmi a rialzarmi. Tuttavia nel momento in cui si sta per cadere c’è una cosa che si deve fare prima di andare a chiedere il sostegno degli altri. Bisogna cadere, cadere completamente. Senza cadere non ci si può rialzare. Ora sono caduto. Sulle mie ginocchia sono fermo e guardo il vuoto. Le dolci ombre hanno afferrato il mio cuore con gelide dita. La fredda oscurità sembra la mia compagna. Ho trovato una fiamma, nelle cenerei estinte. Il freddo buio scompare, bruciato dalla fiamma. Essa ora alimenta questi luoghi, il mio cuore. Non so se questa sarà l’ultima pagina di questo diario. Fin ora, anche se in maniera frammentaria e non ordinata ho sempre tentato di dare un resoconto fedele di quel che ho sentito, che ho visto e che o fatto. Non ho la presunzione di comprendere il corso degli eventi e tanto meno il corso della mia vita. So solo che adesso mi rendo conto che il percorso che porta al mio cuore non nasconde rabbia ma gratitudine. Posso dire, finalmente in piedi, finalmente a testa alta, con il mio onore, con la fiamma che arde dentro me e che mi da forza di essere grato di aver partecipato a tutto questo. Di aver avuto un ruolo anche io nel corso degli eventi, anche solo per un momento.

