Maratona ‘Lo Hobbit’ – I Vincitori (e non solo)

Arrivano freddo e vento a Messina e, insieme ad essi, un nuovo appuntamento con la nostra associazione, per continuare questo viaggio attraverso mondi fantastici e splendenti, ricchi di personaggi sconosciuti alla nostra parte razionale, ma spesso presenti nel fantasioso universo che si trova dentro di noi.

E i nostri Terremoti non ci hanno deluso neanche questa volta, organizzando, il primo giorno di Dicembre, la maratona Lo Hobbit, in onore del film che uscirà a breve nelle sale: l’ennesima occasione ben riuscita, in cui è stato letto tutto il romanzo, per coinvolgere giovani e anziani, appassionati o meno di quella ‘Terra di Mezzo’.

Alle dieci e trenta iniziano la lettura e la maratona: chi resterà ad ascoltare di più quelle parole e quella storia, chi oserà immergersi completamente fino a ‘vedere’ intorno a sé Bilbo, Smog, Gandalf e tutti altri? E ancora, chi sfiderà se stesso e le sue paure, prestando la propria voce per intellegēre, come avrebbero detto i Latini, per leggere dentro e andare oltre le semplici parole stampate su un semplicissimo foglio di carta?

Si finisce intorno alle nove e si sanno immediatamente i nomi dei tre vincitori cui sarà destinato il ‘biglietto premio’ per la visione del film e segue un altro momento di condivisione offerto dall’associazione, un piccolo buffet.

Al primo posto si classifica un giovanissimo, Andrea Borgia, della scuola superiore di I grado, rimasto lì fin dalla mattina, che, in quanto primo, ottiene anche un’edizione speciale del libro.

Al secondo posto, invece, giunge un altro ragazzo, Antonino Ficarra, più grande, frequentante il liceo, cui invece è stata data anche la cartina dei luoghi citati nel testo.

Ultima classificata è, invece, una signora più grande, madre di uno dei Terremoti, rimasta il più possibile con noi.

Grazie a voi che ci avete ascoltato, non importa per un’ora o un secondo, ma che ci siete stati e ci avete accompagnato in questa maratona.

Grazie a chiunque abbia contribuito nel ‘proclamare’ alcune di quelle pagine, per il grande aiuto che ha offerto e che, forse, ha sentito lui stesso durante la lettura.

Grazie, infine, a chi organizza con fatica e impegno questi momenti, perché significa che è riuscito a conservare dentro di sé il bambino di un tempo.

Cari Terremoti, alla prossima occasione di condivisione, per rifugiarci un po’ nella nostra fantasia e allontanare la forse troppo consueta razionalità.

Marco Riccardo

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