Report officina di lettura consapevole di Giovedì 21 Gennaio

 Il laboratorio di lettura consapevole di questa settimana aveva per tema il verbo “Navigare”. Nella serata appena trascorsa sono stati letti e condivisi i seguenti testi portati da ciascun partecipante:

–  “L’isola misteriosa”  (un episodio della Guerra di Secessione) – Giulio Verne

–  “Dolce come il miele” (Per dare più sapore alla tua vita vai dove ti portano le ali) – John Penberthy

–  “Ulisse” – Umberto Saba               

–   Pensiero d’amore – Pablo Neruda*

–  “Relitto” – Anonimo

–  “Itaca” – Kostandinos Kavafis

–  “Onde Marine” – Elisa Pino

–   Disegno di un veliero tratto da un libro di Arte Navale – F. Imperato

–   Modellino di una barchetta

–   Acquerello (1987) di un barcone – Gianni Biondo

                                   (commento di A. P. “Sulle rive del biondo Tevere…in sosta vietata” :)  )

 

 

 

      * “Oh invadimi con la tua bocca bruciante,
          indagami, se vuoi, coi tuoi occhi notturni,
          ma lasciami nel tuo nome navigare e dormire.”
                                                                                  
  – PABLO NERUDA –

                                                                          “..a tutte le donne del corso :)..”

 

 

Il prossimo incontro sarà Giovedì 4 Febbraio ore 20.30-22.00.

(Carlo)

Comments (1)

lagilina22 Gennaio, 2010 at 20:38

Una delle mie poesie preferite….

Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
fa voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrígoni e i Ciclopi
o Posidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla via,
se resta il tuo pensiero alto, e squisita
è l’emozione che ti tocca il cuore
e il corpo. Nè Lestrígoni o Ciclopi
nè Posidone asprigno incontrerai,
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.

Fa voti che ti sia 1unga la via.
E siano tanti i mattini d’estate
che ti vedano entrare (e con che gioia
allegra!) in porti sconosciuti prima.
Fa scalo negli empori dei Fenici,
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi d’ogni sorta,
quanti più puoi voluttuosi aromi.
Rècati in molte città dell’Egitto,
a imparare imparare dai sapienti.

Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.

Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti più.

E se la trovi povera, Itaca non t’ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un’Itaca.

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