Weekstart

In genere quando si dice “che giornata strana”, oppure “che situazione strana”, si attribuisce a questo aggettivo un significato non proprio positivo. E invece questa volta, parlando di questo weekstart per me il termine “strano” ha un che di sorprendente e al tempo stesso di bello.

Lunedì abbiamo cominciato alla grande con una meravigliosa torta sette veli. Così abbiamo festeggiato il primo anno di Officine, un clima di festa che ha lasciati un po’ perplessi i nuovi arrivati, i quali si erano ritrovati catapultati in una atmosfera di… dolore. Questa è la tematica che stiamo scandagliando sotto un punto di vista letterario e i racconti scritti dai ragazzi sono stati davvero interessanti. Ancora più interessante è stato vedere come ciascuno di noi abbia affrontato il tema, mettendo in gioco la propria sensibilità e la propria esperienza. L’esercizio affidato per casa rappresenta il culmine di questa espressione: ciascuno deve scrivere, raccontando la propria reazione e immaginando delle possibili conseguenze alla notizia della morte della coordinatrice del laboratorio. Ma l’atmosfera per nulla malinconica e triste, si trasforma in un momento di festa con il taglio della torta da parte di coloro che per primi un anno fa hanno cominciato insieme OFFICINE. Un anno definito: creativo, alternativo, spigoloso, sensibilizzante…

Con queste definizioni nella testa la sera dopo ho aperto la porta della libreria Colosi dove già una settimana fa è cominciato il quinto laboratorio di Officine: gente nuova, emozioni nuove.
Qui l’incontro è di lettura consapevole. Portare un testo che parli di natura. Dopo una breve spiegazione teorica sull’aggettivo consapevole si leggono i seguenti brani

– una poesia di F. Pessoa tratta da L’enigma e la maschera

O.K. Pace San Rocco di Montepellier

– A. Manzoni, L’addio ai Monti, I promessi Sposi

– G. Pascoli, La sera

– N. Ferraù, La Cascata

– Within Tempation, Hand of Sorrow

– Angelo, La rosa

– Flaubert, Novembre

L’esercizio per il prossimo incontro consiste nel dare un’anima e vita ad un oggetto del nostro vivere quotidiano, un oggetto apparentemente inutile che diventerà come un personaggio che potrà raccontarsi in prima persona o esser raccontato dallo scrittore.

E’ il laboratorio del martedì che si rinnova ogni 10 incontri, accogliendo nuove esperienze e favorendo la crescita e lo sviluppo della creatività dei nuovi partecipanti. E la coordinatrice si immagina come un’anfora piena d’acqua che comincia a versare nuove gocce in nuovi calici. Quell’acqua non si esaurisce mai, quanto più ne versa tanto più se ne sente ricolma. Ogni volta è come ricominciare da capo… e non ci si stanca mai.

Nancy

Comments (1)

Zebra123 Gennaio, 2008 at 18:08

Bellissima giornata con i nuovi ragazzi del corso. E’ sempre affascinante assaporare l’aria di una libreria (più che quella di un bar..).
Interessante la differenza di età tra i vari partecipanti, dagli ancora minorenni ma sensibilissimi, fino a gente che ha gia figli della stessa età.
Particolari e stimolanti tutti i testi portati, mi accorgo sempre più che devo leggere ancora ed ancora!! Il mondo è pieno di libri interessanti per fortuna.

Grazie Nancy per questo ennesimo corso, per l’impegno che metti in tutte le attività che segui.
Grazie!
Nico

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